Chi associa ancora l'idea di museo a un luogo antiquato, polveroso e sospeso immutabile nel tempo dovrebbe fare un viaggio a Oxford. L'Ashmolean Museum, il piu' antico e importante museo universitario del mondo, si e' trasformato in uno scrigno delle meraviglie, uno scintillante forziere pieno di luce e ricco di tesori. Il museo, che riapre al pubblico questo sabato, 7 novembre, dopo una chiusura di quasi un anno per lavori, appare identico dall'esterno. Invariata l'elegante facciata neoclassica creata da Charles Cockerell nel 1845, ma dietro le colonne e il muro di pietra dorata tutto e' cambiato.
Fino a ieri i visitatori erano costretti a un ingresso quasi furtivo da una porta laterale. Ora si entra dalla porta principale in un atrio luminoso, dove una gigantesca copia in gesso dell'Apollo di Olimpia, che prende due piani in altezza, accoglie i visitatori. L'architetto, l'americano Rick Mather, ha fatto miracoli con uno spazio ristretto tra altri edifici nel centro di Oxford, riuscendo a creare sei piani, 39 nuove gallerie e diecimila metri quadri di spazi espositivi. Cristallo e vetro sono stati utilizzati per aprire la struttura e fare entrare la luce, eliminando il claustrofobico effetto labirinto del vecchio museo. Ponti sospesi e teche aperte da entrambi i lati consentono di vedere gli oggetti esposti da davanti e da dietro, dall'alto e dal basso, da un lato e dall'altro dell'edificio, creando un dialogo costante tra le diverse zone del museo.
Questa scelta architettonica riflette il nuovo approccio del museo, chiamato ‘Crossing Cultures Crossing Time': invece di separare gli oggetti rigidamente secondo i luoghi di provenienza e in ordine cronologico, gallerie a tema seguono la storia di ogni pezzo tracciando l'iter della sua creazione come frutto della correlazione di influenze e dell'interscambio di idee tra diversi continenti e societa', appunto ‘attraverso le culture e attraverso i tempi". Una scelta ‘politicamente corretta' e quindi controversa di non privilegiare le culture europee ma riconoscere il loro debito verso le culture mediorientali e asiatiche, di sottolineare le somiglianze e gli scambi invece delle differenze e degli scontri. "Abbiamo voluto creare una narrativa interna al museo a scopo didattico ma non solo e non presentare la verita' immutabile ma tante ipotesi, - spiega Henry Kim, project director del museo. – Il nostro obiettivo e' aprire le menti, la nostra speranza e' che un visitatore anche colto dica: non ci avevo mai pensato prima."
Il nuovo edificio ha raddoppiato gli spazi espositivi, permettendo di mettere in mostra migliaia di quadri, sculture e oggetti finora relegati in deposito. La collezione e' di una ricchezza immensa, dai reperti archeologici greci alle oltre 300mila monete antiche, dalle porcellane cinesi agli oggetti di arte islamica e indiana, dal guanto da falconeria di Enrico Ottavo ai mantelli di Lawrence d'Arabia. Per non dimenticare la piu' grande collezione al mondo di disegni di Raffaello e l'ultimo acquisto, il quadro di Tiziano ‘Amor vincit omnia' comprato quest'estate per 620mila sterline. Il direttore Christopher Brown, l'artefice del rilancio dell'Ashmolean, non esagera quando dice di "avere restituito all'universita', alla citta' di Oxford e al mondo intero un grande museo, gratuito e aperto a tutti, una risorsa per l'insegnamento e la ricerca." La straordinaria metamorfosi dell'Ashmolean merita una visita.
Ashmolean Museum of Art and Archeology,
University of Oxford, Beaumont Street, Oxford OX1
Riapre sabato 7 novembre, aperto dalle 10 alle 22.
Dalle 10 alle 18 gli altri giorni.
www.ashmolean.org