«Ricordare è una dolce ginnastica della coscienza. La memoria va e viene, è una serie disordinata di flash che insieme fanno passato condiviso, senso di vissuto e partecipato, ma mantengono la propria identità. Ciascuno di noi ha la propria storia da raccontare, ritagliata da quel luglio lontano dal sapore di mare». Si allontanano, sempre di più, quegli anni, e quei ricordi: e dell'estate inimitabile del 1982 quando gli azzurri contro tutto e tutti (e, prima di tutti, gli italiani) vinsero a mani basse il Mundial spagnolo partito in sordina, ci restano sì l'urlo di Tardelli, i gol-rapina di Paolo Rossi, Gentile vs Maradona ma forse, più di tutto, la coscienza che si è trattato di momenti davvero irripetibili.
Gli anni '80 del calcio, come li rievocano in un pregevole libro, nostalgico e lieve insieme, Marco Innocenti e Carlotta Scozzari sono una galleria di brevi pennellate, ciascuna dotata di senso proprio, ciascuna collocata lì a ripeterci che avevamo il «campionato più bello del mondo» (o più difficile, se volete). All'epoca sì, chi contava nel calcio veniva a giocare da noi. Platini, campione ben oltre il campo, classe e intelligenza autentiche, mai più viste nei calciatori, Marco van Basten, attaccante unico, i nostri Scirea e Baresi, campionissimi, il primo Vialli blucerchiato, e poi... il miracoloso Verona dell'ineffabile Bagnoli, le parole e le tattiche di uno svedese che sapeva di calcio e di vino e, infine, il più grande di sempre: Diego Armando Maradona, la bellezza pura del calcio a fare sognare Napoli, e non solo. Innocenti e Scozzari si fanno prendere dall'entusiasmo, attribuendogli il Pallone d'oro: no, allora i non europei non potevano vincerlo e, del resto, Maradona, finché ha giocato, avrebbe tolto il senso stesso della manifestazione. Ne vinse uno nel 1995, sì, ma alla carriera, ormai ex calciatore.
È stato l'autunno del nostro calcio, e non lo sapevamo. Abbiamo attraversato, euforici, un decennio che offriva il ritorno degli «stranieri» (e quanti bidoni si sono visti calcare i terreni di gioco, messi lì solo per fascino d'esotismo), abbiamo visto sfide ancora vere, dal sapore del "fatto in casa", quando non era solo lo strapotere dei soldi a dettare legge e risultati. Non a caso nel decennio gli scudetti sono andati a Inter, Juve, Milan – come oggi, come sempre – ma anche a Verona, Sampdoria, Roma, Napoli e a lottare fino alla fine ci potevano essere il Torino o la Fiorentina. Gli anni 80, nel calcio e nella società, non meritano il logoro aggettivo di "mitico": gli autori inquadrano bene lo spirito dei tempi, tra yuppies e milanodabere, paninari e finto rock alla Duran Duran, topmodel e ciarpame discotecaro: un'epoca kitsch difficilmente eguagliabile.
Si giocava la domenica pomeriggio, tutti insieme: i gol si sentivano ancora alla radio («clamoroso al Cibali»...) e si vedevano a «Novantesimo», rallegrato dalle sue macchiette, la schedina poteva cambiarti la vita. I calciatori non erano mostri muscolosi, c'era un tempo per giocare e uno per riposare (o sognare la stagione successiva); il calcio era un rito con i suoi sacerdoti, i suoi padroni (Rozzi, Anconetani, tirati fuori dalla commedia all'italiana) e i suoi cialtroni. Che tempi: i processi del lunedì, «er gò de Turone», la tragedia dell'Heysel, la Roma di Dino Viola campione, ma con i rigoristi beffati da Grobbelaar, l'Inter di Trapattoni, lo strepitoso Milan di Sacchi, unico vero innovatore del nostro calcio negli ultimi decenni.
A noi, oggi ex innamorati pazzi del calcio, a ripensarci, pare che la bellezza di quegli anni sia tutta in tre cose commoventi: veder giocare (e capirne il genio) Maradona, lo scudetto del Verona e un derby Toro-Juve del 1983 passato in 5 minuti, da 0-2 a 3-2: Bonesso, Dossena, Torrisi. Certo, sarà pure colpa del nostro cuore granata, ma che peccato che di questo episodio nel libro non resti traccia. È proprio vero che la storia la scrivono i vincitori. O forse, come dice Innocenti, è solo che «ciascuno di noi ha la propria storia da raccontare».
Marco Innocenti e Carlotta Scozzari, Quando gli yuppies tifavano Platini - I rampanti anni 80, Mursia, Milano, pagg. 182, € 17,00.