Un pugno nello stomaco. Questo sono le immagini di James Nachtwey, che dalla bellezza del loro equilibrio formale traggono la loro forza dirompente. Nell'entroterra versiliano, il Palazzo Mediceo di Serravezza, fino al 5 aprile, espone oltre 150 fotografie del grande reporter americano nella mostra «Inferno. L'occhio testimone», appuntamento principale della settima edizione di Serravezza Fotografia.
Chi sia James Nachtwey lo racconta un piccolo episodio; Nachtwey doveva essere presente all'inaugurazione, ma è successa la catastrofe di Haiti ed è corso laggiù, per testimoniare nuovamente, con la "pietas" del suo obbiettivo, l'infinito dolore dell'uomo. Arriverà, forse, a fine febbraio.
«Io voglio registrare la storia attraverso il destino di individui. Non voglio mostrare la guerra in generale, né la storia con la "s" maiuscola, ma piuttosto la tragedia di un singolo uomo, di una famiglia», sottolinea. Ed è proprio questo che rende magnetici ed insopportabili i suoi scatti. Mai un effettaccio, ma una dignità estrema, una compiutezza estetica (era studente di storia dell'arte), che nobilita anche il soggetto più sconvolgente: ogni figura è una persona, con tutta la sua storia. Nel prediletto bianco e nero, in realtà una gamma di grigi pennellata, che dà epicità anche alle figure più umili, protagonisti delle infinite «tragoediae» dei nostri tempi. In una missione esistenziale di testimonianza germogliata ai tempi della guerra nel Vietnam e delle battaglie per i diritti civili.
Nato a Syracuse nel 1948, Nachtwey inizia a lavorare come fotografo autodidatta nel 1976. Il primo servizio all'estero in Irlanda nell' 81, per documentare lo sciopero della fame di alcuni militanti dell'IRA. Da allora non si è più fermato: El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti. E' stato ferito da una granata in Iraq nel 2003.
Reporter del Time dal 1984, ha lavorato per l'agenzia Black Star dal 1980 all' 85 ed è stato membro della Magnum Photos dal 1986 al 2001. Nel 2001 fonda con altri l'Agenzia VII. Vincitore dell'Eugene Smith Memorial Grant in Humanistic Photography, del Robert Capa Golden Medal per cinque volte e Magazine Photographer of the Year per sei volte. Nel 2001 Christian Frei gli ha dedicato il documentario «War Photographer», candidato al premio Oscar.
Il sito di James Nachtwey
Trailer del documentario di Chistian Frei su James Nachtwey
James Nachtwey Inferno. L'occhio testimone
Serravezza (Lu), Palazzo Mediceo ), fino al 5 aprile