L'amore è un progetto di vita in una comoda casa col mutuo e i bambini o una passione che travolge e non fa dormire di notte? "Cosa voglio di più" di Silvio Soldini, domani alla sessantesima edizione del Berlino FilmFest, non darà risposte, ma racconterà una storia d'amore travagliata tra due trentenni, che tradiranno il proprio coniuge, catturati da un'irreprimibile attrazione reciproca.
L'ambientazione è quella della periferia milanese in cui i due protagonisti vivono da anni: Domenico (Piefrancesco Favino) è un calabrese trapiantato in Lombardia, ha due figli e prima di incontrare Anna (Alba Rohrwacher), crede di amare sinceramente la moglie e di non desiderare altro dalla vita. Anna è impiegata, ha un posto sicuro, è sposata con Alessio (Giuseppe Battiston) e medita se concepire un figlio, senza però mai riuscire a prendere una decisione definitiva. Una normale vita, fatta di affetti sicuri, di lavoro tranquillo e di spostamenti quotidiani dall'interland a Milano, interrotti da pazze fughe in motel per amanti, in spirali di bugie, in uno scenario assolutamente distante da quello che è stato fino ad allora il loro modo di essere.
«Dopo "Giorni e nuvole" (2007) – racconta Soldini – volevo fare una commedia, ma mi aveva sorpreso la risposta del pubblico, che si era sentito personalemente toccato dalla vicenda del film (una famiglia alle prese col licenziamento del padre n.d.r.). Così per la prima volta nella mia mi sono basato su una storia vera, raccontata da una mia amica che fa l'impiegata».
Il film ha già fatto discutere per le scene di sesso, anche questa una novità per il cinema di Soldini. «Ho voluto affrontare in modo diretto il tema della sessualità con naturalezza, come si raccontano altri momenti di intimità, senza una bramosia vojeristica. Sono scene che abbiamo provato come tutte le altre, anche se eravamo in pochi a girarle».
Milano è raccontata nella sua periferia dignitosa, curata, normale: «Ho trovato cambiato il rapporto tra la città e l'hinterland. Milano è decisamente brutta».
Importante però non è solo il luogo, ma anche il contesto culturale. «Fontamentale è il mondo in cui i protagonisti vivono. Domenico appartiene a un universo fatto di tradizioni, è un uomo del sud, vive sotto i suoceri, ha due bambini. Anna è molto legata alla sua famiglia d'origine. Quando la sorella minore ha un figlio, tutti si aspettano che lei faccia altrettanto». Quello che sconvolge tutto il quadro, fino ad allora funzionante, è la passione, che però è un lusso. "Se vivi in una condizione culturale di un certo tipo pensi di poterti permettere solo quello che stai vivendo – sottolinea Pierfrancesco Favino – Domenico pensava di essere felice con la moglie Miriam (Teresa Saponangelo) e di amarla fino a che non incontra Anna. Le possibilità emotive dipendono anche dalle possibilità economiche e chi le ha limitate pensa che la passione è un affare da riviste. Domenico e Anna infatti per stare assieme dovranno affrontare difficoltà economiche. I due amanti non sanno dove andare a fare l'amore e si devono rifugiare in un motel con problemi di denaro che sono anche del mondo reale e sempre più diffusi».
"Cosa voglio di più", nelle sale italiane il 30 aprile, passa nella sezione Berlinale Special. Il pubblico tedesco, che ha molto amato il suo "Pane e tulipani" (2000), lo attende. La fila alla proiezione è sicura. Soldini si congeda con un'unica risposta alla domanda iniziale sull'amore. Parafrasando Battisti dice ridendo, cosa voglio di più? Anna e Alba Rohrwacher sorride.