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Siena racconta il suo Rinascimento

di Valeria Ronzani

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26 marzo 2010
Siena racconta il suo Rinascimento


«Un Rinascimento che cambia da artista ad artista», parola di Max Seidel, curatore dell'esposizione che Siena dedica agli esordi del suo Rinascimento. «Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento» espone dal
26 marzo all'11 luglio, negli spazi del Santa Maria della Scala , 306 opere provenienti da 135 musei sparsi fino in Australia.
Sei anni di preparazione, scienza (nove dei maggiori specialisti curano le varie sezioni) e diplomazia; Seidel racconta della lettera inviatagli dal direttore della National Gallery di Washington, a rimproverargli amichevolmente di costringerlo a chiudere una sala del Museo, «ma lo faccio per la città di Siena». Che subì, fra Otto e Novecento, un vero e proprio saccheggio a gloria dei musei del mondo.
Ecco quindi una serie di ritorni illustri. Il più commovente i due spiritelli di bronzo che Donatello eseguì per il Fonte battesimale del Battistero senese, capolavoro che vide all'opera, oltre che il suo genio, quello di Ghiberti e di Jacopo della Quercia. Riuniti per la prima volta dopo la "diaspora", l'uno dal Bargello di Firenze, l'altro dai Musei statali di Berlino («Ci ho messo due settimane a convincere il direttore – rammenta Seidel-, ma ne valeva la pena»).
Un artista incarna l'aprirsi di Siena alle nuove sensibilità. E' quel Jacopo della Quercia che si era formato lontano dalla propria città natale, dove torna per lavorare, nel 1408, con Francesco di Valdambrino (altro senese di formazione forestiera), alla "Fonte Gaia". A lui è dedicata l'ampia sezione inaugurale della mostra, con la sua prima opera certa, la fiera «Madonna della melagrana» per la Cattedrale di Ferrara e momenti di vera poesia, come quella danza di lignee annunciazioni policrome (Jacopo, Valdambrino, Domenico di Niccolò), il raffronto fra una giovanile "Madonna col bambino" in terracotta dipinta di Donatello e l'analoga, per tecnica e soggetto, opera di Jacopo (non ce ne voglia il senese, ma anche in una cosiddetta opera minore, Donatello batte tutti colla magnificenza del suo genio). Di Jacopo si presenta una ricchissima selezione di lavori, arricchita da un colloquio continuo coi contemporanei e con le altre arti.
In pittura non esiste uno Jacopo della Quercia, pare quasi che gli artisti senesi non vogliano affrancarsi dalla grande tradizione dei Lorenzetti o di Simone Martini. Ecco quindi un succedersi di fondi oro e colori dalla preziosità di smalto, in cui si viene però incuneando, ciascuno secondo una propria personalissima visione, il refolo della novità: Giovanni di Paolo, il Sassetta, il Maestro dell'Osservanza (di cui, oltre alla splendida pala eponima, sono esposte quasi tutte le intense «Storie di Sant'Antonio Abate»), Sano di Pietro col «Polittico dei Gesuati» (1444, restaurato per l'occasione).
Il senso dell'esposizione si suggella (ma la mostra si chiude materialmente con una sezione dedicata ai codici miniati, ai tessuti, oltre che una di oreficeria nella cripta del Duomo) nella sezione dedicata al secondo soggiorno senese di Donatello. In cui spicca la tormentata figura di quel bronzeo «San Giovanni Battista» che il maestro fiorentino eseguiva per l'Opera del Duomo di Siena e che Francesco Caglioti, curatore della sezione e massimo esperto di Donatello, aveva già ipotizzato essere un lavoro per una committenza fiorentina andata in fumo. E a cui tanto devono le fondamentali personalità del Vecchietta (pittore e scultore, una sua «Pietà» lignea è uno degli apici della mostra), di Antonio Federighi e di Matteo di Giovanni, veri rifondatori dell'arte senese. Così non poteva esserci chiusa migliore del grande ciclo di affreschi del Vecchietta che accompagna il visitatore all'uscita dalla sacrestia vecchia dell'ospedale del Santa Maria. Per affacciarsi al Duomo, all'imperdibile Battistero col capolavoro del Fonte battesimale, alla cripta.

Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento
Siena, Santa Maria della Scala, 26 marzo-11 luglio 2010
www.rinascimentosiena.it
Galleria fotografica

26 marzo 2010
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