George Soros ha intenzione di entrare a far parte del club dei multimiliardari che investono nelle tecnologie «green», ovvero destinate al risparmio energetico e alla produzione di energia da fonti che non emettono CO2. Il finanziere americano di origini ungheresi, 79 anni, ha annunciato sabato durante un convegno a Copenaghen, città che il prossimo dicembre ospiterà la conferenza internazionale sul clima, che è pronto a investire un miliardo di dollari. Non solo. Nei prossimi dieci anni ha detto che destinerà dieci milioni di dollari l'anno ad un nuovo movimento politico internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici che si chiamerà «Climate policy initiative» e avrà sede a San Francisco.
«Il surriscaldamento climatico è un problema politico - ha detto Soros - i dati scientifici sono chiari, quello che ancora non è chiaro invece è se i leader della Terra saranno capaci di trovare la volontà politica necessaria a risolvere il problema». Il miliardario ha detto che adotterà criteri molto precisi per il suo piano di investimenti in tecnologie destinate a produrre energia pulita. «Cercherò opportunità di profitto ma farò in modo che il progetto possa dare un vero contributo alla soluzione del problema dei mutamenti climatici», ha assicurato.
Soros non è certo il primo multimiliardario che decide di investire in rinnovabili. Il Times, lo scorso marzo, ha realizzato la «Green rich list», composta dalle 100 persone con un patrimonio superiore ai 200 milioni di sterline (più di 220 milioni di euro) che hanno messo più soldi nel settore, scoprendo che «l'entusiasmo nei confronti degli investimenti in aree come la geotermia, le auto elettriche e l'energia solare» non ha sentito la recessione. Il primo della lista è Warren Buffett, che ha investito una parte del suo impero da 30 miliardi di euro nell'eolico e nell'auto elettrica. I 230 milioni di dollari dati al produttore di batterie di Hong Kong Byd hanno reso il suo ceo e fondatore Wang Chuanfu il cinese più ricco. Al secondo posto Bill Gates (29 miliardi di euro di patrimonio), che spinge sui carburanti alternativi, come quello estratto dalle alghe. Al terzo posto della lista del Times, il fondatore di Ikea, lo svedese Ingvar Kamprad, uomo da 25 miliardi di euro.