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«Società senza regole chiare»

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Giovedí 08 Novembre 2012

Renzo Guffanti è il nuovo Presidente della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti. La decisione, in linea con le attese, è stata presa ieri dal Consiglio di amministrazione dell'ente, che ha anche eletto Giuseppe Grazia alla vice-Presidenza e Monica Vecchiati e Alessandro Trudda componenti della Giunta Esecutiva.
Presidente, ha già chiarito che la sua guida sarà di continuità con chi l'ha preceduta. Ma quali sono secondo lei gli aspetti oggi più rilevanti in chiave strategica per il suo mandato?
Alla luce degli interventi normativi che si sono succeduti negli ultimi mesi, risulta evidente la necessità che vengano applicati corretti principi e presupposti nella definizione del quadro giuridico di riferimento delle Casse; in particolare, sui temi dell'assoggettamento all'obbligo previdenziale del volume di affari e del reddito prodotto dall'attività professionale svolta con la società tra professionisti, dell'inquadramento delle Casseai fini della "spending rewiev", e sulla sempre più pesante incidenza degli oneri fiscali, diretti e indiretti, sul bilancio degli enti previdenziali privati.
Perché queste priorità?
Diventa sempre più complicato orientare in modo organico sia le attività di amministrazione nel breve periodo, sia le proiezioni a lungo temine, in assenza di un quadro di regole del gioco chiare e corrette, a cui facciano seguito provvedimenti sia legislativi che giurisprudenziali in sintonia con queste regole.
Può entrare nel merito dell'«incidenza degli oneri fiscali diretti e indiretti»?
Pesano molto sia gli aumenti di imposta, che l'introduzione di nuove imposte, che gravano sugli attivi patrimoniali della Cassa, equiparata di fatto a un qualsiasi capitalista, quando l'accumulo di disponibilità finanziarie e immobiliari, e la loro messa a reddito, punta solo ad assicurare la copertura previdenziale agli iscritti. Questo fardello, che viene girato a solo vantaggio dello Stato, comporta oneri ben superiori a quelle potenziali economie che vengono, con una certa regolarità, sventolate come strategicamente rilevanti a supporto di operazioni di accorpamento di più enti di previdenza sotto un unico soggetto.
Cos'altro la preoccupa?
Il totale silenzio, e la totale assenza di regolamentazione rispetto all'introduzione delle società nel mondo delle professioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedí 08 Novembre 2012
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