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Scudo fiscale 2009: notizie e aggiornamenti

 
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Rientro dei capitali, estesa la lotta ai paradisi

di Isabella Bufacchi

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22 dicembre 2009

Tempi più lunghi non solo per lo scudo tre ma anche per gli accertamenti di natura fiscale. La prosecuzione delle disposizioni concernenti il rimpatrio e la regolarizzazione dei capitali esportati illegalmente, contenuta nella bozza del decreto milleproroghe (si vedano i servizi a pagina 32), estende tanto la carota quanto il bastone: lo scudo tre è stato prorogato dal 16 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010, con aliquota al 6%, e dal primo marzo al 30 aprile 2010 con sanzione al 7 per cento. Al tempo stesso, i termini dell'accertamento sui capitali posseduti all'estero e sulle Cfc (Controlled foreign companies) come sui trasferimenti dall'Italia e per l'Italia sono «raddoppiati»: dagli attuali cinque anni (dall'anno di presentazione della dichiarazione dei redditi più quattro) a nove anni.

Il testo della «prosecuzione» dello scudo tre, ancora soggetto a modifiche dell'ultim'ora, ricalca un'impostazione ben nota a commercialisti e fiscalisti e già sperimentata in passato nei condoni. «Il raddoppio dei tempi dell'accertamento, se confermato, è un incentivo ad aderire alla sanatoria: nove anni di controlli sono lunghi e avranno lo stesso effetto dell'aumento delle sanzioni, che hanno spinto molti soggetti a presentare la dichiarazione riservata in questo scudo», commenta Giovanni Bandera, esperto fiscale dello studio Pedersoli e associati.

Lo scudo fiscale tre, dotato di due nuove estensioni con tanto di incremento delle aliquote, può contare ora su altri quattro mesi e mezzo per far emergere attività finanziarie e patrimoniali, in paesi Ue ed extra-Ue. Molte operazioni chiuse frettolosamente entro il 15 dicembre, con il rischio di sbagliare qualcosa, potrebbero essere ritoccate e messe a punto nella riapertura pur di consentire agli evasori emersi di «acquistare protezione certa». Lo scudo tre, sebbene decollato formalmente il 15 settembre scorso, è stato oggetto di continue correzioni, prima da parte del legislatore e poi dall'agenzia delle Entrate, tanto che la maggior parte delle operazioni si è chiusa tra la fine di novembre e il 15 di dicembre. La fretta però è una cattiva consigliera. «Pur di comprarsi protezione dagli accertamenti futuri del fisco molti hanno fatto lo scudo quando avrebbero potuto farne a meno, altri si sono comportati da evasori senza esserlo, oppure hanno presentato dichiarazioni riservate sbagliando i calcoli, o peggio scudando erroneamente gli "apporti" 2009 ai conti esteri» ha ammonito Luca Valdameri, partner di Pirola Pennuto Zei.

Secondo Valdameri, la fase del dopo-scudo potrebbe riservare qualche brutta sorpresa a chi, pur di chiudere in velocità, non si è posto il problema degli allegati che non andavano inclusi alla dichiarazione riservata ma che l'amministrazione fiscale potrebbe chiedere in fase di accertamento e verifica dei presupposti. «Tanti scudi potrebbero rivelarsi non opponibili, o peggio nulli – ha sostenuto Valdemeri – perché gli importi dichiarati non sono riconducibili ai redditi evasi, il periodo di riferimento è sbagliato, la documentazione è carente o lacunosa».

A scudo terminato, alcuni intermediari hanno ammesso di essere stati preda dei dubbi fino all'ultimo giorno. Alcune operazioni sono state respinte perché eccessivamente complesse, tanto da non garantire la tenuta della protezione. Il fatto che la bozza di riapertura dello scudo contenga anche un maxi-allungamento della durata degli accertamenti, passati da cinque a nove anni, aumenta il rischio del controllo post-scudo. Resta da vedere tuttavia se l'estensione dal 16 dicembre 2009 al 30 aprile 2010 potrà essere utilizzata anche da chi ha già pagato il 5% di aliquota entro la prima scadenza ma intende ritoccare la dichiarazione, versando una sanzione extra dell'1 per cento.

L'allungamento dello scudo tre consentirà infine alle fiduciarie di rivedere le modalità del rimpatrio giuridico per gli immobili, uno dei passaggi più complicati della terza edizione di emersione dei capitali dall'estero. Gli addetti ai lavori hanno sperato fino all'ultimo di ottenere, in sede di riapertura, un ulteriore allentamento della norma, con la possibilità di applicare la regolarizzazione sui beni immobiliari anche ai paesi extra-Ue. Sfumata per ora questa possibilità, il mercato sposta le sue aspettative su un altro intervento: il condono tombale per le imprese, in una mini-manovra nel prossimo mese.


TRE DIVERSE ALIQUOTE PER SCUDARE
5% Dal 15 settembre 2009 al 15 dicembre 2009
Lo scudo ter, partito il 15 settembre scorso, ha abbreviato la durata da sette a tre mesi, con scadenza anticipata al 15 dicembre 2009 anziché al 15 aprile 2010. La riduzione ha reso più difficoltoso il compimento di alcune operazioni. Perciò l'agenzia delle Entrate ha concesso, confermando il pagamento del 5% entro il 15 dicembre scorso, di poter ultimare le operazioni fino al 31 dicembre 2010
6% Dal 16 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010
Secondo la bozza del decreto milleproroghe varato giovedì scorso, la data di partenza per la riapertura dello scudo è da considerarsi il 16 dicembre 2009 e non il 1° gennaio 2010. Da quella data, dunque, e fino al 28 febbraio, chi usufruirà della riapertura dello scudo fiscale si vedrà applicare un'aliquota su regolarizzazioni e rimpatri pari al 6 per cento
  CONTINUA ...»

22 dicembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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