Due giornate importanti per il digitale terrestre, quelle in programma a Roma domani e dopo, nella suggestiva cornice dell'Auditorium Parco della Musica, per la IV Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre. All'evento, promosso e organizzato dalla DGTVi, parleranno esponenti delle istituzioni, del mondo industriale (il 21 interverrà anche Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria), emittenti nazionali e locali e operatori del settore e si discuterà di come il sistema televisivo italiano sia ormai avviato alla sua completa trasformazione. La chiusura dei lavori spetterà naturalmente a Paolo Romani, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni e figura di riferimento per il Dtt italiano. Il titolo dell'evento, "Niente è come prima", suona come una sorta di arrivederci alla tv che fu per salutare l'avvento di quella (digitale) che sarà. Quella di Roma va comunque soprattutto vista come l'occasione per fare il punto dello stato dei lavori per la transizione al digitale in merito ai nuovi processi industriali, ai modelli di offerta e distribuzione dei contenuti e agli aspetti politici che tale "rivoluzione" ha messo e metterà in moto. Il quadro di prospettiva è noto: dopo la Sardegna, dove oggi oltre un milione e 600 mila persone possono ricevere circa 60 canali digitali (contro i 26 analogici del recentissimo passato), le prossime tappe della migrazione sono la provincia di Trento, il Piemonte occidentale, il Lazio e la Campania e l'obiettivo più volte ribadito è quello di coprire nel 2010 il 70% della popolazione italiana. Lo switch-off definitivo è fissato, a livello europeo, nel 2012.
In Italia 7,6 milioni di famiglie hanno in casa un decoder per il Dtt
Molto atteso domani è il "Terzo rapporto sulla televisione digitale terrestre in Europa" che presenterà DGTVi ed alcuni dei dati contenuti del rapporto sono già circolati in Rete. Fra questi spicca per esempio il numero di canali tv attualmente fruibili gratuitamente dalla Tv digitale terrestre, salito a 104 (di cui 77 di nuova fattura e 27 mutuati dalla Tv analogica) fra Regno Unito, Italia, Francia e Spagna. Un palinsesto quindi molto ampio per chi la Tv la vive da spettatore, senza dimenticare il fatto che a quelli gratuiti si possono aggiungere i canali a pagamento. Si parla non a caso di offerte multicanale e in tal senso il numero di nuclei familiari e singoli individui che nei quattro Paesi di cui sopra che ha accesso alla piattaforma digitale terrestre è salito a 163 milioni in soli sei anni (erano infatti 77 milioni nel 2002) e testimonia una presenza attiva ormai prossima al 50%. Il dettaglio relativo all'Italia stimerebbe a fine 2008 una penetrazione del digitale terrestre pari al 34% delle abitazioni (7.6 milioni di famiglie), un dato che attesterebbe la maggiore diffusione dei decoder Dtt rispetto ai ricevitori satellitari (attivi in 6.6 milioni di case, il 28% del totale). La sfida fra le piattaforme digitali – satellite, digitale terrestre, Iptv - è quindi anche una faccenda di cifre e non solo di modelli commerciali (multicanalità "pay" versus multicanalità "free") e ciò che è sin d'ora certo e l'ormai prossimo pensionamento della tv analogica. Il 2009 sarà quindi un anno decisivo per il decollo definitivo del Dtt anche per un paio di altri buoni motivi. La norma approvata con la manovra finanziaria 2008 che stabilisce il divieto di commercializzazione di televisori privi di tuner digitale a partire da aprile 2009 è andata in vigore e i produttori di Tv e decoder certificati con il "bollino DGTVi" (bianco e blu rispettivamente) è destinato finalmente a crescere. Come del resto quello dei moduli Cam necessari per fruire dei canali a pagamento: da luglio a dicembre 2008, secondo la società SmarDTV, ne sono stati acquistati in Italia circa 350 mila. A circa 70 euro l'uno e senza contributo statale.