Dopo mesi di rumors, Google sbarca ufficialmente nel mondo della telefonia con un super cellulare che utilizza Android, la piattaforma open source ideata a Mountain View e sviluppata da un consorzio di 34 aziende (tra le quali Telecom Italia). Si chiama G1, nome in codice «Dream», ed è un cellulare con lo schermo sensibile al tocco firmato dalla taiwanese Htc, dotato di connettività Hsdpa, fotocamera da 3,1 megapixel, tastiera standard Qwerty, possibilità di connettersi in rete via Wi-fi (senza fili) e sistema di localizzazione A-Gps. L'operatore che per primo ha deciso di scommettere sul Gphone è T-Mobile (Deutsche Telekom), che però chiede ai sottoscrittori due anni di "fedeltà". Il tutto disponibile negli Stati Uniti dal 22 ottobre a 179 dollari.
Il guanto di sfida è lanciato da un lato all'iPhone 3G della Apple, che durante il lancio estivo ha venduto un milione di pezzi in pochi giorni, dall'altro a Nokia, che detiene una quota di mercato del 48% e che con la sua piattaforma, Symbian, domina di fatto il settore.
Il lancio ufficiale è avvenuto ieri a New York, con grande soddisfazione dei due "padri" di Google, Larry Page e Sergey Brin, che hanno commentato: «Finalmente abbiamo in tasca un cellulare con un software davvero personalizzabile».
Il Gphone integra già una serie di applicazioni, molte delle quali firmate Mountain View: da Google Maps a Gmail, passando per YouTube. Per quanto riguarda invece la musica il primo accordo per scaricarla dal web è stato siglato con Amazon. Inoltre rispetto all'iPhone, il G1 integra le funzioni di "taglia e incolla", trasmette e riceve Mms, ma non consente di registrare filmati e non ha un videoplayer, che comunque sarà possibile scaricare a parte. Tra i difetti, la mancanza di una presa standard per le cuffie, anche se in Rete sarà possibile acquistare dei modelli ad hoc.
In Italia il Google-fonino potrebbe essere disponibile già dalla prossima primavera. Secondo esperti ed analisti, l'operatore in lizza per lancio dovrebbe essere Telecom Italia con Tim. Fosse anche perché il gruppo guidato da Franco Bernabè è stato tra le prime aziende ad entrare nella Open Handset Alliance, il consorzio che ha iniziato a studiare, basandosi sul progetto iniziale di Google, l'idea di un software "aperto" per cellulari. Secondo quanto risulta al «Sole 24 Ore» già in queste ore Tim sarebbe in contatto con almeno tre produttori di cellulari, oltre ad Htc, che dovrebbero essere Samsung, Motorola ed Lg Electronics. Una partita che di fatto crea un nuovo segmento di mercato, per un telefonino meno "attraente" dell'iPhone e dedicato a un pubblico più professionale. Un prodotto più modellabile grazie a un software veramente "open" che consentirà a Google di presidiare da vicino un mercato – quello degli annunci pubblicitari collegati ai motori di ricerca – che solo negli Stati Uniti varrà l'anno prossimo quasi 200 milioni di dollari.
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