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The Hurt Locker trionfa. Oscar per Kathryn Bigelow, Jeff Bridges e Sandra Bullock

di Stefano Biolchini

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The Hurt Locker trionfa. Oscar per Kathryn Bigelow, Jeff Bridges e Sandra Bullock (Epa)

«And the time has come» ha annunciato un'emozionata e orgogliosa Barbra Streisand. Sì il tempo è arrivato: una donna è per la prima volta la migliore fra le registe. Kathryn Bigelow ha vinto l'Oscar per The Hurt Locker che è anche il miglior film dell'anno e la migliore sceneggiatura (del reporter e suo compagno nella vita Mark Boal). Un film che nessuno voleva produrre e che è costato solo 15 milioni di dollari. Una pellicola d'attualità che parla della guerra in Iraq stando dalla parte dei soldati americani a cui la Bigelow ha dedicato la sua vittoria insieme a "tutti gli uomini e le donne che portano la divisa". Una sfida, quella della Bigelow, che li ha portata a doppiare i premi tributati al superkolossal dell'ex- marito James Cameron per sei statuette a tre. Per il resto, salvo la sonora sconfitta del re del botteghino Avatar, tutto o quasi come da copione. L'Oscar per il miglior attore è andato a Jeff Bridges per la sua interpretazione di un vecchio cantante country alcolizzato in Crazy Heart, quello per la migliore attrice a Sandra Bullock per The Blind Side. Non pronosticata la vittoria per il miglior film straniero, dove l'argentino "El secreto de sus ojos" di Juan Cosé Campanella ha battuto i due superfavoriti "Il nastro bianco" di Michael Hanker e "Il profeta" di Jacques Audiard. E un Oscar va anche all'Italia. Mauro Fiore ha ottenuto il premio per la miglior fotografia in Avatar. E' delusione invece per il mancato riconoscimento per il miglior trucco. Aldo Signoretti e Vittorio Sodano, che in Il divo avevano trasformato Toni Servillo in Giulio Andreotti, venivano da più parti indicati come favoriti. Sono stati superati da Barney Burman, Mindy Hall, Joel Harlow con l'ennesimo capitolo della saga di Star Trek. Più che annunciato invece l'Oscar come miglior attrice non protagonista alla travolgente Mo'nique, attrice, comica e conduttrice televisiva, la Mary di Precious. Per la sua interpretazione in Bastardi senza Gloria, Christoph Waltz si è aggiudicato la prima statuetta della serata. Sconosciuto fino a pochi mesi fa, l'attore austriaco ha raggiunto il successo mondiale grazie alla sua interpretazione del colonnello delle SS Hans Landa. L'Oscar come miglior attore non protagonista fa seguito ai tanti riconoscimenti precedenti tra cui la Palma d'Oro al Festival di Cannes, un Bafta e un Golden Globe. Il primo premio della serata, consegnato da una raggiante Penelope Cruz, ha così mantenuto i pronostici della vigilia di esperti e bookmaker. Come da previsioni, ad Up della Pixar è andata la statuetta per il miglior film d'animazione. L'altro film d'animazione che aveva due nomination per la miglior canzone, La Principessa e il ranocchio, è stato battuto da The weary kind del film Crazy Heart.

Quanto alla kermesse, è stata segnata dalle continue risate e inquadrature di Meryl Streep. Per lei anche una delle più belle battute. «C'è Meryl Streep con 16 nomination vinte ... che per me è quella che ha perso di più» ha detto Alec Baldwin che con Steve Martin ha condotto la serata, scontata e a tratti stanca, per l'assegnazione degli Oscar. L'apertura della festa, con un balletto in perfetto stile Hollywood anni 40, ha lasciato grande spazio alle trovate quasi sempre banali dei due attori per la presentazione degli ospiti in sala. La più azzeccata è stata la presentazione di James Cameron, il grande sconfitto "d'oro": Baldwin e Martin lo hanno indicato e messo a fuoco indossando gli ormai mitici occhialini 3d di Avatar.
stefano.biolchini@ilsole24ore.com

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