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TWITTERATURA

C'era una volta, centoquaranta caratteri fa…

di Ilaria Verunelli

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25 novembre 2009

Giovedì sul Sole 24 Ore i vostri racconti migliori selezionati dalla redazione

C'è chi, come Fabrizio Tagliabracci, ha "riscritto", in un tweet, I Promessi Sposi:

«Renzo e Lucia si vogliono sposare
Invidioso Rodrigo li vuole separare
Abbondio nicchia, la Peste picchia
dagli all'untore! trionfa l'amore».

O chi, come Roberto Pezzoni, ha "cinguettato" Tolkien: «Il Signore degli Anelli in 140 caratteri. Partì per distrugger l'Anello, riuscì nell'intento ma tornò senza un dito: distrutto anche quello!». Così, aggirandosi tra gli scaffali della mini-biblioteca del Sole24Ore (che custodisce ormai più di mille racconti) si incrociano Eloisa e Abelardo, Cappuccetto Rosso, rospi che, privati di baci desiderati, non diventeranno mai principi e folletti-aspirapolvere che fagocitano giocattoli.

Incontri inaspettati che la rete della twitteratura fa affiorare all'improvviso: il lettore si imbatte, tweet dopo tweet, in uno scorcio di Genova («Brulicano al sole le cromature degli scooters, indifferenti alla storia che si sgroviglia da Ponte Spinola a palazzo Doria», Oreste Bonvicini) o nella routine cittadina («Milano, metropolitana, mattino ore otto. Il sogno rosso Valentino dura il tempo di due fermate e svanisce nel bidone della free press», Lorella Carminati).

Per gli aspiranti scrittori che si sono cimentati con la twitteratura la geografia è fatta di distanze: «Parigi quel giorno era davvero splendida. Peccato che Luisa fosse a Forlì. E lì rimase per sempre», scrive Roberto Amici, intitolando il suo nano-racconto Globalizzazione. Viaggi che separano, come quello sull'Orient Express immaginato da Antonio Gino Lucchesi : « "Cara, scendo a prendere i giornali." - "Fai presto, il treno non aspetta." Lei non lo rivide più. L'altra, sì».
Sono soprattutto storie d'amore e racconti che parlano di esistenza, ma non manca chi ha preferito sdrammatizzare, giocando la carta dello humour: «Cinquanta euro alla settimana: una miseria. Chiese un aumento al suo datore di lavoro: "Mamma, o mi raddoppi la paghetta o faccio sciopero"» (Pino Imperatore).

In molti, poi, hanno deciso di giocare con il gioco stesso, scrivendo racconti che parlano in maniera più o meno diretta della twitteratura: «Ricontai le battute: erano 141. Rassegnato
per la sicura eliminazione sprofondai, triste, sulla poltrona e spensi il pc. Avevo fallito!» (Paolo Vallarelli).

«Il pigro scrittore pensa: è tardi, devo correre contro il tempo. Comincerò con queste parole? Ottima idea, ma attento: massimo 140 battute», scrive Aldo Pezzarossa.

Il gioco si è chiuso con il 2009. I racconti inviati successivamente non saranno presi in considerazione.

25 novembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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