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Nuovi trend: aste di beneficenza per finanziare musei e gallerie non profit

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Nuovi trend: aste di beneficenza per finanziare musei e gallerie non profit

  • –di Chiara Zampetti


Il 7 novembre nella sede di Phillips de Pury & Company a New York si batterà un'asta di beneficienza per raccogliere fondi a favore del Guggenheim Museum . E' la prima volta che il museo americano organizza una vendita a tal fine in una casa d'asta e in giorni differenti dalla serata del Gala di beneficenza annuale (quest'anno l'11 novembre). Il catalogo deve ancora essere finalizzato, ma anticipa ad ArtEconomy24 Ari Wiseman, Deputy Director del Solomon R. Guggenheim Foundation che "le opere offerte saranno tra le 20 e 25 con prezzi di stima dai 20mila fino a 400mila dollari". Tutti i lavori in vendita sono donati direttamente dagli artisti, tra questi nomi conosciuti come George Condo, Hans-Peter Feldmann, Subodh Gupta, Richard Serra e anche gli italiani Maurizio Cattelan e Francesco Vezzoli.

La vendita a favore del Guggheneim non è un caso isolato e sempre più musei, gallerie e centri d'arte non-profit utilizzano l'asta come mezzo veloce ed efficace per raccogliere parte dei fondi necessari al loro sostentamento. Altro esempio recente è quello dello spazio berlinese Autocenter , un centro di piccole dimensioni fondato e gestito da artisti, che lo scorso 8 settembre ha ricavato 86mila euro grazie ad un'asta tenutasi di nuovo con il sostegno di Philips de Pury & Company.
A volte al clamore dell'incanto si preferisce la vendita silenziosa, cioè le offerte vengono fatte privatamente in un periodo di tempo più lungo di una sola serata. Silenziosa sarà la vendita che si terrà durante la settimana di Frieze a favore della South London Gallery, uno dei più interessanti spazi contemporanei di Londra, che ha già organizzato a sostegno del suo programma aste nel 2006, 2007 e 2010.

"In un mondo ideale non dovremmo richiedere agli artisti di essere coinvolti in questo modo, ma davanti alla sempre maggiore pressione nel trovare fondi siamo loro estremamente grati per averci voluto aiutare ancora una volta" commenta la direttrice della SLG, Margot Heller. I lavori in vendita saranno messi sul sito della SLG ed esposti durante la sera del 13 ottobre ad Hauser & Wirth in Savile Row . Le offerte sono possibili fino a domenica 16 ottobre alle 5 del pomeriggio.
Altre volte le opere destinate a scopi benefici vengono inserite nei cataloghi delle regolari aste pubbliche, come nel caso della Serpentine Gallery (www.serpentinegallery.org) che il 30 giugno scorso ha ricevuto i proventi della vendita di 46 opere donate da alcuni dei maggiori artisti contemporanei e battute durante la Contemporary Art Day Sale di Sotheby's a Londra. Il ricavato 4.545.675 £, il doppio della stima di prevendita di 2,2 milioni di sterline, è andato a finanziare il nuovo spazio The Serpentine Sackler Gallery.

In altri casi, anche se più raramente è il museo stesso a vendere parte della sua collezione all'asta. Il prossimo 2 novembre il Museo d'Israele venderà un gruppo di lavori da Sotheby's a New York nell'Impressionist & Modern Art Evening Sale per una stima totale di circa 17 milioni di dollari. La vendita servirà a finanziare parte delle spese sostenute dal museo per rinnovare e ingrandire le sue gallerie. Tra le opere cedute c'è anche il dipinto del 1966 "Le droit chemin" di Renè Magritte stimato tra i 2,5 e i 3,5 milioni di dollari.
Oltre al beneficio evidente per i musei e le gallerie altri sono i vantaggi per chi partecipa a queste vendite. Le case d'asta non ne ricavano sempre una commissione (a volte vi rinunciano), ma hanno il vantaggio di un ritorno di immagine e la possibilità di attirare nuovi clienti: i ricchi collezionisti coinvolti nei comitati dei musei e nelle organizzazioni di beneficienza. Gli artisti, tramite la donazione, hanno l'occasione di coltivare buoni rapporti con quelle istituzione che possono avere un peso importante per la convalida della loro carriera. Inoltre, anche se raramente, gli artisti possono percepire una percentuale dalla vendita.

In alcuni paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, ci sono inoltre importanti vantaggi fiscali per chi dona e chi acquista: il collezionista che dona il lavoro per l'asta può dedurre il valore totale di mercato, chi compra può scaricare la somma eccedente il valore di mercato dell'opera dichiarato in asta. L'artista può dedurre, invece, solo il costo dei materiali.
Non ci sono solo benefici, ma anche pericoli insiti nell'asta di beneficienza, primi fra tutti lo stabilire pubblicamente prezzi a volte troppo elevati rispetto al valore reale di mercato delle opere e immettere arte di basso qualità andata invenduta per altri canali.


In vendita alla Impressionist & Modern Art Evening Sale, Sotheby's, New York, 2 Novembre

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