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Contemporaneo, nelle aste Bonhams e Phillips de Pury stime troppo alte

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Contemporaneo, nelle aste Bonhams e Phillips de Pury stime troppo alte

  • –di Chiara Zampetti

Nei giorni in cui Frieze attira a Londra i più importanti protagonisti del mercato dell'arte internazionale, l'asta di arte contemporanea da Philips de Pury & Co la sera del 12 ottobre e quella di Bonhams il 13 pomeriggio hanno inaugurato l'intensa stagione di aste che si battono in questa settimana nella capitale inglese. Le aste di Phillips de Pury & Co e di Bonhams sono per numero di lotti e valore minori rispetto a quelle di Sotheby's e Christie's, ma hanno da subito dimostrato che le aspettative per questa stagione londinese erano troppo alte e che la tendenza attuale del mercato dell'arte è caratterizzata oggi soprattutto da cautela.
I 36 lotti in vendita da Philips de Pury & Co hanno totalizzato 8.249.950 di sterline (stima di prevendita 10.060.000 -14.600.000 £) con solo il 66% di venduto. Il prezzo più alto è stato pagato per Seal Walrus Trashcans di Jeff Koons venduto per 2.113.250 £ (stima 2-3 milioni).
L'asta di Bonhams si è conclusa leggermente meglio con un venduto di 2 milioni £ (stima 3,3 – 4,6 milioni £) con 6 lotti su 20 rimasti invenduti.
Il lotto da Bonhams venduto per la cifra più alta è stato "Little Death", un olio su tavola di Glenn Brown del 2000 acquistato dal collezionista di New York Adam Lindemann per 601.250 £ contro una stima di 700-900mila £. Il dipinto era protetto da una garanzia.
In generale, oggi i collezionisti si limitano a fare offerte o al di sotto delle stime o ai prezzi di stima minima e manca una serrata competizione in sala o ai telefoni.
Se la casa d'asta osa stime troppo elevate, i compratori non le rispettano più.
Naturalmente ci sono eccezioni, come per esempio da Bonhams Lueurs il dipinto dell'artista cinese Chu Teh-Chun che è stato conteso tra molti offerenti al telefono, in sala e su internet fino a vendere per 103.250 £, triplicando il prezzo di stima minima (30-50mila £).
"L'indice di confidenza nel mercato è diminuito al 55% da giugno 2011" commenta Anders Petterson di Art Tactic . "La situazione economica è cambiata abbastanza drammaticamente da giugno e il mercato dell'arte oggi risente di una più forte correlazione con l'andamento dei mercati finanziari. Se sino a ieri erano gli investitori a guidare le aggiudicazioni, con la crisi i collezionisti sono tornati ad essere i principali buyer d'arte chiedendo una qualità sempre più elevata".
Il lotto più importante della vendita di Bonham's, "Anno 1984" di Alighiero Boetti è rimasto invenduto (stima 1,2-1,8 milioni £), un'opera precedentemente appartenuta al collezionista greco Dakis Joannou per cui Bonhams, sicura della vendita, aveva anticipato una percentuale del valore per assicurarsene la consegna. Opera che per dimensioni, importanza e unicità è più idonea ad un museo o istituzione che ad un privato, infatti una delle due opere simili è nella collezione del Musée d'Art Moderne Lille Métropole , mentre un solo pannello, ma con altra data, è al MoMA di New York ().
In questo momento però in cui il settore pubblico ha sempre meno denaro da investire nelle acquisizioni non è stato possibile finanziare un tale acquisto nonostante l'interesse. "Rimane comunque un capolavoro" ha commentato Anthony McNerney, il nuovo capo del dipartimento contemporaneo di Bonhams's, dopo l'asta.

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