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Hirst e Gagosian rilanciano il brand degli spot painting

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Hirst e Gagosian rilanciano il brand degli spot painting

  • –di Chiara Zampetti

Il 2012 inizia in grande per Damien Hirst. Dal 12 gennaio al 18 febbraio 2012 nelle sedi di Gagosian di New York, Londra, Parigi, Los Angeles, Roma, Atene, Ginevr e Hong Kong, verranno esposti più di 300 spot paintings, i dipinti a pois colorati, dell'artista inglese. È la prima volta nella storia che un solo mercante dedichi una mostra allo stesso artista contemporaneamente in 11 sedi diverse, ma non è in fondo cosa nuova che una luxury brand presenti al mercato gli stessi prodotti, e della stessa serie, nei suoi negozi di tutto il mondo.

Nel mondo dell'arte di oggi un'operazione come questa è possibile, da un lato perché artisti come Hirst producono con sistemi simili a quelli di piccole industrie, aiutati da centinaia di assistenti, e dall'altro perché è ormai norma che i mega dealers posseggano punti vendita in molte delle maggiori capitali del mercato dell'arte internazionale.

La mostra "Damien Hirst: The Complete Spot Paintings 1986–2011" (fino al 18 febbraio 2012) da Gagosian precede la prima retrospettiva in un museo dell'opera di Hirst che aprirà alla Tate Modern di Londra il prossimo aprile, in corrispondenza con i Giochi Olimpici 2012 nella capitale inglese, e quella prevista per il 2013 in Al Riwaq, nell'emirato del Qatar.

Queste mostre, come anche la preparazione di un catalogo ragionato delle opere dell'artista inglese, rientrano in quella strategia mirata a proteggere il valore dell'opera di Hirst dopo la diminuzione registrata in seguito all'asta "Beautiful Inside My Head Forever" tenutasi da Sotheby's nel 2008. (si veda Art Economy 18 novembre 2010).
Non è un caso che Damien Hirst in Power 100, la lista dei personaggi più potenti del mondo dell'arte, compilata ogni anno da "Art Review", sia passato dal primo posto nel 2008 al 64° nel 2011.

Se nel 2008 l'asta di Sotheby's aveva immesso 287 opere di Hirst sul mercato in una sola volta, ora che Gagosian esporrà più di 300 spot paintings in un mese ci si domanda quale sarà l'effetto che questa mostra avrà sul mercato dell'artista inglese. Hirst, che ha dipinto circa 1.400 spot paintings in totale, non sembra esserne preoccupato. "Ho contato quante opere ho creato nella mia vita: circa 4.800, senza includere le stampe" ha detto al "Times". "So che Warhol ne ha fatte 10mila senza includere le stampe, e Picasso 40mila. Quindi mi resta una lunga strada da fare".

La sua galleria tende a precisare nel comunicato stampa, che "la maggior parte dei dipinti in mostra sono prestiti di collezionisti privati e istituzioni pubbliche: sono stati coinvolti più di 150 proprietari da 20 paesi diversi". Quindi non tutti i dipinti esposti sono in vendita.
La rassegna che vuole ricostruire la storia di 25 anni di produzione di spot paintings, include anche il primo spot painting su tavola del 1986; il più piccolo spot painting mai creato, che raffigura solo metà di un pois, è del 1996 e misura solo 254 x 381 millimetri; un lavoro di grandi dimensioni che comprende solo 4 spots, di un metro e mezzo di diametro ciascuno e il più recente spot painting, che verrà completato in tempo per l'apertura della mostra e che contiene ben 25.781 spots, di 1 millimetro di diametro ciascuno e di colori sempre diversi senza che nessun colore venga mai ripetuto. Quest'ultimo spot painting sorprende soprattutto perchè l'artista aveva pubblicamente dichiarato nel 2009 che aveva terminato questa serie di dipinti.

Dei 650 dipinti di Damien Hirst passati ad oggi in asta, gli spot paintings sono circa 150, di questi ultimi 28 sono rimasti invenduti. Come il numero delle altre opere di Damien Hirst in asta anche quello degli spot paintings è diminuito dal 2008. Dai 33 dell'anno d'oro si è passati a soli 8 rispettivamente nel 2009 e nel 2010, per risalire poi a 16 nel 2011. Nell'ultimo anno, i 13 spot paintings venduti in asta sono stati battuti per valori che vanno da un massimo di 1.105.250 sterline a un minimo di 70mila £, tutti scambiati entro o leggermente al di sopra dei prezzi di stima, ad eccezione di Arginine decarboxylase, dipinto del 1994 di cm 172,7 x 193, venduto da Christie's Londra lo scorso febbraio per 881.250 £, il doppio della stima di prevendita.
Il prezzo più alto per uno spot painting in asta rimane quello pagato nel 2008 da Phillips de Pury & Company a Londra per 3 -(5-chloro-2-hydroxphenylazo)- 4, 5- dihydroxy-2, 7-naphthalenedisulfonic acid, un dipinto del 1998 di circa 2 metri per 5, venduto per 1.756.500 £.

Se per Damien Hirst e Gagosian "more is always better", la mostra "The Complete Spot Paintings 1986–2011" e le retrospettive in calendario, oltre a consacrare la sua opera e il suo mercato, presentano anche il rischio di enfatizzare la ripetitività della sua opera.
E c'è chi già si esercita nella parodia dei brand dell'arte come lo Street Artist indonesiano Farhan Siki, alla sua prima personale europea a Milano da Primo Marella Gallery fino al 28 gennaio. Nelle sue grandi opere Farhan Siki porta in Italia contenuti provocatori e irriverenti, di riflessione sul mondo e l'arte contemporaneo – osserva Hirst. Koons e Murakami - raccogliendo loghi, brand, icone e simboli della cultura di massa, sia locali che globali.


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