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ART HK 2012 sotto l'ala di Art Basel

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ART HK 2012 sotto l'ala di Art Basel
Intervista al direttore Magnus Renfrew

  • –di Chiara Zampetti


Nel 2011, con 63.511 visitatori (il 37,7% in più rispetto al 2010) e la presenza di importanti gallerie internazionali ART HK si è confermata non solo come la principale fiera di arte moderna e contemporanea in Asia, ma anche tra le più importanti fiere al mondo.
Magnus Renfrew, direttore di ART HK fin dagli inizi nel 2007, parla in anteprima ad "ArtEconomy24" di ART HK 12 (17-20 maggio 2012).

Qual è stata l'evoluzione di Art HK in soli quattro anni di esistenza?
Lo sviluppo è stato rapido, in un tempo relativamente breve siamo passati da
101 gallerie provenienti da 19 paesi a più di 216 da 37 nazioni. Anche la qualità è migliorata: fin dall'inizio volevamo che fosse una fiera di alto profilo e di livello internazionale. Il 2011 è stato l'anno del grande cambiamento, perché la qualità dei lavori in mostra era chiaramente un passo in avanti rispetto agli anni precedenti.

Cosa cambia in questa edizione, la prima dopo che nel maggio scorso MCH Group , proprietaria di Art Basel, ha acquistato il 60% di Asia Art Fair, proprietaria Art HK?
La struttura manageriale è la stessa anche quest'anno e Art Basel ha avuto più un ruolo di consulenza. I loro architetti hanno lavorato con noi al floorplan della fiera. Inoltre sono stati nominati dei rappresentanti per i VIP delle diverse regioni in Asia, così da incoraggiare maggiori visitatori. Credo che l'apporto di Art Basel sia portare stabilità: siamo una fiera giovane e cresciamo rapidamente. Ora il sostegno di Art Basel dà una prospettiva di più lungo periodo e maggiore sicurezza e fiducia a tutti coloro che vi lavorano. Art Basel, inoltre, incoraggia un maggior numero di occidentali a visitare la fiera e questo porterà più collezionisti dall'Europa e dagli Stati Uniti.

Avete intenzione di mantenere l'equilibrio che ha fino ad oggi caratterizzato la fiera tra il 50% di gallerie di origine asiatica e il 50% provenienti del resto del mondo?
Abbiamo parlato a lungo con i responsabili di Art Basel sull'importanza di mantenere il carattere asiatico della fiera e sono stati tutti d'accordo. Di conseguenza la fiera è ancora più asiatica delle edizioni precedenti, quest'anno abbiamo il 53% di gallerie d'origine asiatica e il 47% provenienti dall'Occidente.

Anche le gallerie di Hong Kong in fiera sono di più in questa edizione rispetto alle precedenti?
Nelle sezioni della fiera come "Art Futures" e "Asia One" le gallerie vengono accettate in base alle proposta ad hoc per la fiera e non sulla loro programmazione. E quest'anno abbiamo ricevuto delle proposte veramente interessanti dalle gallerie di Hong Kong, molto più forti di quelle degli anni precedenti e con una sofisticazione maggiore. Non c'è dubbio che la stessa fiera e il contatto con le gallerie internazionali ha influenzato queste gallerie con un effetto molto positivo.

Pensa che l'attività di ART HK abbia avuto come effetto l'apertura di nuove sedi e gallerie, specialmente di mercanti europei e americani, ad Hong Kong?
Perrotin, Simon Lee, Pearl Lam, Platform China, White Cube apriranno nei prossimi mesi ad Hong Kong. Pearl Lam è cresciuta ad Hong Kong, perciò non possiamo dire di averla introdotta in città, ma Perrotin ha prima partecipato alla fiera e poi si è interessato ad Hong kong; White Cube ha pubblicamente dichiarato che la loro partecipazione ad ART HK ha inspirato la successiva apertura della galleria ad Hong Kong. E' fuori dubbio che la fiera abbia giocato un ruolo fondamentale nel sottolineare i vantaggi e le potenzialità effettive di Hong Kong: è facile da visitare, è un porto franco - nessuna tassa per l'importazione e l'esportazione dell'arte, né per la vendita -, non c'è censura, ha una ottima posizione geografica. E' un luogo dove orientali e occidentali si sentono ugualmente a casa e dove si parla Inglese. Sono molte le ragioni a rendere Hong Kong interessante e noi le abbiamo focalizzate.

Quest'anno sono aumentate le gallerie Italiane presenti in fiera?
Nella "Galleries Section" ritornano la Galleria Massimo De Carlo, Lia Rumma e Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. di Bologna, mentre Galleria Lorcan O'Neill di Roma vi partecipa per la prima volta. Nella sezione di "Art Futures" la Galleria Brancolini Grimaldi di Roma, già presente ad ART HK 09, ritorna dopo tre anni di assenza e Francesca Minini di Milano partecipa di nuovo dopo la prima esperienza del 2011. In totale ci sono sei gallerie italiane nel 2012, contro le cinque del 2011.

Quale mercato serve Hong Kong?
Hong Kong dà la possibilità di collegarsi all'Asia in generale, il mercato qui non riguarda solo Hong Kong o la Cina. Se non fosse così non sarebbe possibile sostenere una fiera d'arte di queste dimensioni e ambizioni.

Qual è l'andamento del mercato oggi ad Hong Kong?
E' un momento molto entusiasmante, il mercato sta cambiando e si sta sviluppando alla velocità che avevamo sperato. Detto ciò, c'è ancora molto da fare con la collaborazione delle gallerie che partecipano alla fiera, chiave del successo di ART HK. A coloro che avevano fretta di aumentare le loro vendite abbiamo detto: "non siete pronti per l'Asia e l'Asia non è pronta per voi". Molte gallerie sono poi tornate con aspettative diverse e a noi interessa coinvolgere solo quelle che guardano a lungo termine.

Grafico: ART HK 11 Geographical breakdown of VIPs


(foto: Magnus Renfrew, Fair Director, Art HK 12. Portrait shot of Magnus Renfrew. Fair Director. © Marco Chow, WOW Productions)

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