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«Trasparenza sui fondi d'arte per investitori gli accreditati»

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«Trasparenza sui fondi d'arte per investitori gli accreditati»

A New York da febbraio 2011 è operativa l'Art Fund Association LLC. «Mira a promuovere le pratiche migliori nell'industria americana dei fondi in arte – spiega il presidente Enrique E. Liberman –, a informare il mercato dell'arte sulle governance e sulle strutture degli art fund. Non li promuove».
Quanti sono i fondi d'investimento attivi?
È difficile misurare le dimensioni di quest'industria perché molti fondi sono veicoli d'investimento offerti privatamente solo a investitori accreditati. Gli art fund manager non possono sollecitare gli investitori in determinate giurisdizioni. Sappiamo che sono 49 i fondi attivi e altri 15 sulla rampa di lancio. I primi amministrano tra 900 milioni e un miliardo di dollari.
Qual è la vigilanza americana su questi veicoli?
Secondo le leggi di vigilanza, le partecipazioni in qualsiasi impresa, inclusi i fondi d'investimento in arte, possono essere offerte solo dopo una registrazione pubblica che richiede tempo e denaro o a seguito di un'esenzione come il collocamento privato destinato solo a "investitori accreditati". Quindi affermazioni rilasciate alla stampa costituirebbero sollecitazione del pubblico risparmio. Perciò molti art fund manager non pubblicizzano le loro campagne di raccolta.
Come conciliate questa problematica con la ricerca di trasparenza?
Chiediamo trasparenza tra art fund manager e investitori, non tra fondi e mercato dell'arte. Gli investitori devono essere informati sui rischi, sulla natura del programma d'investimento, sulle strategie e restrizioni del portafoglio, sui termini economici dell'investimento, sulle fee manager per l'amministrazione e sulle performance, sulle restrizioni sulla liquidità e su eventuali conflitti d'interesse.
Qualche fondo pubblico attivo?
L'Artemundi Global Fund amministrato da Javier Lumbreras; The Collectors Fund amministrato da Sandy Kemper; l'Art Collection Fund da Stanislas Gokelaere e The Fine Art Fund da Philip Hoffman.
Com'è nata l'associazione e qual è il suo scopo?
Nel dicembre 2009 ad Art Basel Miami Beach molti art fund manager si trovarono per discutere delle difficoltà dell'industria, dei pregiudizi sul mercato dell'arte e dei problemi creati dal fallimento di alcuni dei primi fondi. Concludemmo che era necessaria un'associazione che promuovesse i fondi come alternativa d'investimento valida e informasse il mercato.
Come vede il futuro dei fondi?
Penso che la quantità del denaro investito aumenterà con l'istituzionalizzazione dell'industria e il consenso della comunità verso gli investimenti alternativi.
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