ArtEconomy24

Artisti emergenti della nuova Cina

In Primo Piano

Artisti emergenti della nuova Cina

Grazie al meccanismo innestato dalla fiera Art HK (17-20 maggio), Hong Kong sta diventando un centro sempre più in voga per il mercato dell'arte contemporanea e di conseguenza i giovani artisti locali iniziano ad attirare l'attenzione dei curatori e dal collezionismo internazionale. A differenza dei più conosciuti artisti della grande Cina, di loro fino ad oggi non si è molto sentito parlare e i loro prezzi sono ancora piuttosto contenuti. L'artista multimediale Leung Chi Wo (1968), che di recente ha fatto una mostra alla Rokeby Gallery di Londra, è uno dei nomi da tenere d'occhio. Le sue opere, che spaziano dalla fotografia, video, testi performance e istallazioni, esplorano la relazione tra percezione e comprensione. Nel 2001 ha rappresentato Hong Kong alla Biennale di Venezia e il suo lavoro è stato esposto anche alla Tate Modern di Londra e al PS1 di New York. Leung Chi Wo è uno dei fondatori di Para/Site, il principale spazio no-profit di Hong Kong dal 1996, che nei giorni di Art HK raccoglierà fondi per finanziare nuovi progetti con un negozio temporaneo, uno stand in fiera e un'asta online (su www.Paddle8.com fino al 28 maggio) di lavori donati da artisti cinesi e internazionali come «Lovers' Discourse», 2011 di Leung Chi Wo da una stima di 3-5mila dollari. Altro giovane artista locale già proiettato sulla scena internazionale è il concettuale Lee Kit (1978) che all'asta di Para/Site presenta «Hand-Painted Cloth Box Set», 2008 e «Soundtrack for their Wedding», 2011 stimato tra i 7mila e i 9mila $. Conosciuto per i suoi tessuti dipinti a mano, Lee Kit ha già esposto «Print/Out» al MoMA di New York (2012); «The Ungovernablesa» al New Museum, NewYork (2012) e «How to set up an apartment for Johnny» ad Art Statements, Art Basel 42, Basilea. Il suo studio, come quello di molti altri degli artisti di Hong Kong è nella zona di Fo Tan, area industriale caduta in disuso. Anche il giovane Tsang Kin-wah (1976) ha oggi in curriculum importanti esposizioni internazionali, tra le altre al Mori Museum di Tokyo (2011) e alla galleria di Yvonne Lambert di Parigi (2008). I suoi lavori, basati su scritte e realizzati su medium diversi, hanno prezzi che partono da pochi migliaia di dollari.
Rispetto alla Grande Cina, Hong Kong concede agli artisti un'ampia libertà di diritti civili e di parola oltre al conveniente regime fiscale. Non sorprende che prima di venire arrestato Ai Weiwei avesse acquistato qui uno spazio con l'intenzione di lavorarci. Il processo è però agli esordi, mancano ancora scuole d'arte all'avanguardia e una piattaforma più strutturata di quella attuale che aiuti a costruire la reputazione e mostrare le opere degli artisti locali. Passi si stanno facendo in questa direzione e più istituzioni non-profit stanno nascendo in città accanto alle poche già esistenti. Spring Workshop, uno spazio multidisciplinare voluto dal compositore americano Mimi Brown, verrà aperto il prossimo ottobre in Wong Chuk Hang, un distretto industriale nell'est della città e continuano i progetti del governo per la realizzazione del West Kowloon Cultural district e del M+museum, un ambizioso progetto di ristrutturazione di una vasta zona nel centro città annunciato nel 1997 la cui realizzazione continua però ad essere posticipata senza una data di fine dei lavori precisa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata