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Hong Kong la porta dell'arte

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Hong Kong la porta dell'arte

L'atmosfera alla quinta edizione di Art HK 12 (17-20 maggio) e le inaugurazioni di strategiche filiali di prestigiosi galleristi internazionali raccontano quanti siano i potenti protagonisti del mercato dell'arte occidentale che stanno investendo ad Hong Kong. Per il suo regime fiscale agevolato e la sua posizione geografica, Hong Kong è punto privilegiato per raggiungere non solo i collezionisti della grande Cina, ma di tutta l'Asia, dove nuovi ricchi, con grandi disponibilità sono sempre più culturalmente pronti ad acquistare arte contemporanea internazionale. Nelle zone cinesi di Chengdu, Hangzhou o Xiamen, alta è la concentrazione di ricchi uomini d'affari, potenziali collezionisti d'arte. L'aiuto fornito dall'InvestHK, ufficio di promozione degli investimenti nella città del governo di Hong Kong, semplifica le pratiche per l'investitore straniero. Oltre ai mercanti e a MCH Group, società che possiede ArtBasel che ha comprato a luglio il 60% di Asia Art Fairs, a investire sono anche le case d'asta internazionali come Sotheby's, che inaugura sabato 19 maggio uno spazio di 4.500 metri quadrati al 5° piano di One Pacific Place con una mostra del giapponese Kusama. Ma quali opere d'arte internazionale vendono meglio ad Hong Kong?
«Come in qualsiasi altra parte del mondo è difficile generalizzare» afferma Magnus Renfrew, direttore di Art HK e nel management di ArtBasel; ma la scelta delle opere nelle 266 gallerie della fiera, i risultati di vendita e la esposizioni nelle principali gallerie locali, sembrano dire che i galleristi stranieri qui puntano sui loro migliori artisti, grandi brand internazionali. Così Gagosian, che dall'apertura dello spazio di Hong Kong ha esposto per due volte Damien Hirst, mostra Andreas Gursky fino al 16 giugno, mentre White Cube ha scelto Anselm Kiefer, fino al 25 agosto.
In fiera unica pecca il nuovo layout su due piani, ma le gallerie che hanno già negli anni costruito un rapporto di fiducia con i collezionisti asiatici hanno venduto bene. Spruth Magers ha ceduto un dipinto di George Condo, «Toy Head» 2012, per 150mila dollari a un collezionista asiatico; Hauser & Wirth, ha scambiato molte delle opere presentate, tra cui di Zhang Enli «The Curved Wires», 2012 a 165mila $ ad un collezionista di Pechino e un dittico di Bharti Kher «The Dragon, the Tiger and the Phoenix», 2012 per 300mila $ a un collezionista di Hong kong. Per Annette Hofmann di Lisson Gallery: «l'interesse è in aumento rispetto e molti sono stati i collezionisti cinesi, del Vietnam e della Corea a visitare lo stand. Anche i collezionisti internazionali ed europei sono aumentati, grazie al richiamo del brand Art Basel» aggiunge. La galleria ha, infatti, venduto a un collezionista francese «Solar Catastrophe» 2012 di Allora & Calzadilla per 125mila $. Yvon Lambert ha ceduto «Love», foto b/n di Kate Moss di Mario Testino in edizione di 3 a 57mila $ a un collezionista cinese. Grande interesse per Alighiero Boetti da Tornabuoni Art. Altre gallerie meno conosciute hanno scambiato meno, ma tutti son d'accordo che il mercato qui è solo agli esordi e che per chi ha perseveranza il meglio deve ancora venire.
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