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Hong Kong, musei privati aperti a collaborare con il pubblico

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Hong Kong, musei privati aperti a collaborare con il pubblico

  • –Di Chiara Zampetti


Philip Dodd, è stato direttore dell'ICA (Institute of Contemporary Art http://www.ica.org.uk/) di Londra e ora è il chairman di Made in China (www.madeinchinauk.com), un'organizzazione inglese che promuove lo scambio tra la Cina e il mondo. E' esperto, riconosciuto a livello internazionale, di industrie creative e siede nell'Advisory Group di Art HK, Hong Kong International Art fair (http://www.hongkongartfair.com/eng/about-us/advisory-group/29/). In occasione della fiera ha organizzato nella giornata del 17 maggio un "Private Museum Panel", dove intorno ad una grande tavola rotonda proprietari e direttori di musei in Asia, sia pubblici sia privati, hanno discusso gli attuali sviluppi della scena museale.
Sei erano gli speaker a condividere la loro esperienza con il pubblico, tra questi Wang Li Bing, proprietario del He Jing Yuan Art Museum di Pechino, e di un club per collezionisti d'arte privata. Presente era anche Oei Hong Djin, proprietario del OHD Museum, vicino Borobudur in Indonesia (http://www.indonesia.is/places_to_visit_landmarks/ohd_museum ) e Wang Wei, collezionista e proprietario del Dragon Art Museum di Shangai che aprirà nel novembre 2012. Sempre nella mattina del 17 per tre ore, durante il "Private Museum Forum" 40 proprietari di musei e grandi collezioni private di tutto il mondo si sono incontrati a porte chiuse per discutere con sincerità le difficoltà e le opportunità che l'attuale situazione offre per una collezione privata. In un'intervista in esclusiva per ArtEconomy24 de Il Sole 24 Ore rivela quali sono stati i punti principali emersi nel Forum.
Questa sua iniziativa del "Private Museum Forum" è alla seconda edizione, e il numero dei partecipanti proprietari di musei è aumentato, senza contare i circa 80 presenti al "Private Museum Panel", un dibattito aperto a un pubblico più ampio, organizzato per la prima volta quest'anno. Come spiega il successo dell'iniziativa?
I musei privati stanno aumentando sempre più in Asia e diverranno sempre più importanti in Europa visto che qui i soldi si stanno riducendo. So che il MAXXI sta avendo problemi a Roma. Invece, solo a Shanghai entro il prossimo anno verranno aperti i due musei della coppia di collezionisti Liu Yiquian e Wang Wei: il "Long Museum" nella zona di Pudong (apertura prevista per il 28 ottobre 2012) e il "Long Museum of Modern Art" (apertura prevista nell'autunno 2013). Sempre a Shanghai nel 2013 verrà inaugurato il "De Museum" del collezionista Budi Tek, l'"Himalayas Art Museum " di Dai Zhikang (apertura prevista fine 2012) e l'"Aurora Museum" disegnato dall'architetto giapponese Tadao Ando, (apertura ottobre 2012) dell'Aurora Group, una compagnia taiwanese di elettronica il cui proprietario Chen Yung-tai è appassionato collezionista di antichità cinesi. Potrei continuare con l'Indonesia, Singapore e altre parti della Cina, perché i musei stanno spuntando ovunque in Asia.
Anche a Londra stanno diventando sempre più presenti. Il museo di Charles Saatchi ha, secondo il sito ufficiale, intorno ai 600mila visitatori all'anno. Ma non ci sono possibilità per questi proprietari di musei d'incontrarsi. Così l'anno scorso per la prima volta ho messo insieme 30 proprietari di musei in Asia, America ed Europa per parlare dei problemi che condividono. Quest'anno ho limitato il numero a 40.
Perché era privato e neanche la stampa era ammessa?
Per permettere che fossero franchi l'uno con l'altro, che parlassero con onestà dei loro problemi, che discutessero le difficoltà economiche, curatoriali, di branding, di sviluppo dei visitatori e dell'educational.
Quali sono I principali problemi?
In Asia il più grande è l'expertise; qui a differenza dell'Europa non ci sono abbastanza giovani talenti con esperienza, manca la competenza in campi come conservazione, curatela, programmi di educazione. Non si trovano le competenze per comporre uno staff.
Un altro problema comune a tutti nel mondo intero è relativo alla gestione: costruire un museo privato è semplice, molto difficile è farlo funzionare nel tempo. A cause del costo, ma si è discusso anche della successione di un museo: che cosa succede al museo dopo la morte del proprietario? Lo prende lo stato o lo eredita il figlio?
Il terzo punto dibattuto è il museo nell'era digitale? Come conquistare e sviluppare il tuo pubblico? Una delle più grandi collezioni d'arte cinese è in Australia in una collezione privata chiamata White Rabbit (www.whiterabbitcollection.org/). Hanno un bookclub, un cinema, musica, perché i giovani non vogliono più andare nei musei a meno che la visita non diventi un'esperienza
Qual è lo snodo più interessante emerso dal dibattito?
Oggi nessun museo pubblico organizza più una grande mostra senza condividerla con altri musei: taglia i costi e rende il progetto più attraente per gli sponsor. Oggi le mostre sono itineranti. La domanda che ci siamo posti è: in che modo i musei privati possono sviluppare mostre che poi condividono con altri musei privati? Questo renderebbe possibile trovare corporate sponsor e dividere i costi, permetterebbe ad un museo privato in India, per esempio, di mostrare arte cinese, e viceversa.
E l'interazione tra musei pubblici e privati? I musei privati minano i musei pubblici oppure li aiutano, per esempio donando delle collezioni private al museo pubblico?
Una minoranza riteneva che il museo privato danneggiasse il museo pubblico, mentre la maggioranza era d'accordo che sempre più ci sarà collaborazione tra il pubblico e il privato. Penso che nell'equazione vada anche aggiunta la galleria: per esempio Gagosian ha organizzato una mostra di livello museale su Picasso, dove nessuna opera era in vendita. L'ecologia del mondo dell'arte sta cambiando e credo che i musei privati, pubblici e gallerie dovranno sempre più comunicare l'un con l'altro.

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