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Per Fiac buona accoglienza di pubblico e ricche vendite

In Primo Piano

Per Fiac buona accoglienza di pubblico e ricche vendite

  • –di Chiara Zampetti

La 39ª edizione di Fiac , inauguratasi soltanto tre giorni dopo Frieze, si è conclusa (18-21 ottobre) con ottimi risultati di pubblico con 70.644 visitatori in cinque giorni in crescita del 3,7% sull'edizione precedente, e vendite. Tra i Vip che hanno visitato la fiera Aurélie Filippetti, Ministro della Cultura e Comunicazione, e importanti collezionisti internazionali del calibro di François Pinault, Bernard Arnault, Alberto Mugrabi e Omer Koç.
Le 182 gallerie partecipanti (contro le 164 del 2011), di cui il 34% francesi e le altre provenienti da 24 paesi diversi, erano distribuite sui due piani del Grand Palais. Molte delle gallerie più importanti provenivano direttamente dalla fiera di Londra, ma con nuove opere e nuovi stand.
Il piano terra era destinato per lo più al mercato secondario e a molti dei mercanti più affermati, tra cui gli immancabili David Zwirner, Hauser & Wirth , White Cube e Gagosian. Quest'ultimo ha inaugurato durante i giorni della Fiac un secondo spazio a Parigi, a Le Borget, con la mostra "Morgenthau Plan" di Anselm Kiefer (fino al 26 gennaio 2013).
Minoritarie per numero, le gallerie di arte moderna erano però fortemente rappresentate. Gli artisti più richiesti dal mercato ritornavano numerosi nei diversi stand, tra questi Fontana, Calder, Mirò e Picasso. I collezionisti che comprano a Parigi sono piuttosto tradizionalisti negli acquisti e preferiscono orientarsi verso valori sicuri.
Helly Nahmad di New York, a Fiac per la prima volta, ha venduto per 8,5 milioni di dollari, dopo pochi minuti dall'apertura, un dipinto di Mirò "Peinture, (Le cheval de Cirque)" del 1927, particolarmente ammirato per il colore blu intenso. Allo stand esponeva altri due dipinti del pittore spagnolo con prezzi dai 5 ai 10 milioni di dollari e un tardo Picasso del 1972, proveniente dalla collezione Versace, già presentato a Basilea per una cifra intorno agli 8 milioni di dollari.
Numerose tra gli stand del piano principale anche le opere del periodo surrealista, d'interesse anche per la prossima retrospettiva su Dalì al Centro Pompidou dal prossimo 21 novembre e fino al 25 marzo 2013.
Il primo piano era riservato a 59 gallerie di arte contemporanea e alle dieci giovani gallerie selezionate per il Settore Lafayette con il vantaggio di uno stand a un prezzo agevolato.
Tra le premiate, la galleria Tiziana di Caro di Salerno (http://www.tizianadicaro.it), aperta nel 2008. Proponeva dei collage su carta (4.500 euro l'uno) e un libro d'artista (7.800 euro) dell'artista croato Damir Očko (classe 1977) con la personale in corso "The Kingdom of Glottis" al Palais de Tokyo di Parigi fino all'11 febbraio 2013.
Tra le più giovani, la galleria parigina di Emmanuel Hervè con neanche un anno di vita. ‘Per me è stata una partecipazione molto importante che ha portato nuovi contatti e nuovi collezionisti" commenta il gallerista, che ha venduto due lavori di Fernanda Gomes alla Fondation Pompidou. L'artista brasiliana, che vende per prezzi da 20mila a 50mila dollari, partecipa al momento alla Biennale di San Paolo e sarà alla Biennale di Istanbul nel 2013.
Sempre al primo piano, dalla Galerie Loevenbruck erano in vendita opere dell'artista Anna Szapocznikow con prezzi fino ai 420mila euro. Tra queste una scultura in bronzo a due visi, "Autoritratto II" del 1966 (ed. di sette, 250mila euro). Le opere erano tutte riservate dopo l'apertura. ‘Non ci sono molte opere sul mercato di questa artista polacca morta nel 1973 a soli 47 anni, in mostra al MOMA di New York con la personale "Sculpture Undone 1955-1972" fino al 28 gennaio 2013" ha spiegato il gallerista.
L'apertura del Salon d'Honneur, completamente restaurato, ha ospitato 20 gallerie. Tra queste la torinese Franco Noero che ha presentato il progetto "Defense d'entrer" di Lara Faveretto, con quattro lavori tra i 12mila e i 50mila euro. Le spazzole lavanti sono state acquisite da un'importante collezione europea.
Dopo la Francia e gli Stati Uniti, il paese più rappresentato era la Germania (24%). Dalla Gallerie Neu hanno commentato. "già da qualche anno partecipiamo solo a Fiac e non a Frieze perché preferiamo non mettere troppa pressione ai nostri artisti e permettere loro di avere il tempo per produrre opere di qualità". Anche Ulrich Gebauer di Carlier/Gebauer sceglie solo la fiera francese: "Fiac è secondo me la seconda fiera europea in ordine d'importanza da qualche anno. A Londra ci sono più compratori del Medio Oriente, russi e dell'estremo oriente, a Fiac i collezionisti provengono più da un solido background culturale occidentale".
Questa Fiac è andata bene, ma si teme che, se approvati, i possibili cambiamenti nel nuovo sistema fiscale francese, con l'estensione della tassazione Isf sulle opere d'arte, andranno ad influenzare negativamente gli acquisti d'arte a Parigi il prossimo anno.

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