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Le aste italiane mostrano un mercato italiano in salute

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Le aste italiane mostrano un mercato italiano in salute

  • –di Stefano Cosenz

Le numerose aste italiane che hanno avuto luogo prima della Pasqua misurano la salute del mercato nazionale dell'arte in un momento in cui si avvertono i primi segnali di ripresa. Indubbiamente non si assiste al tutto venduto, ma quando un'opera con firma importante e di grande qualità artistica, pur non essendo milionaria, è offerta con la giusta stima il risultato è garantito. E molti lotti vengono aggiudicati a collezionisti stranieri.

La Galleria Pace, a Piazza San Marco 1 a Milano, dal 1955 galleria d'arte, casa d'aste e casa editrice, ha organizzato il 27 marzo una vendita di arte moderna e contemporanea che ha fatturato 952mila euro con il 70 – 75% di lotti venduti (l'asta rileva un aumento delle aggiudicazioni rispetto alle vendite passate del 10 – 15%). Tra i top lot, un olio su tela, cm 100 x 70, di Filippo De Pisis del 1940, Cortina, aggiudicato per 141.450 euro.

L'asta di arte del XIX secolo, moderna e contemporanea battuta il 12 aprile dalla Galleria Pananti Casa d'aste di Firenze con sede a Palazzo Peruzzi de' Medici a Via Maggio 28 / 28a ha fatturato 1,1 milioni di euro con opere importanti di maestri italiani e stranieri (la percentuale di lotti venduti è stata del 60%). Tra le opere dell'Ottocento si segnala un olio di Odoardo Borrani, cm 33 x 24, dal lungo pedigree di mostre e di citazione su cataloghi, Panorama di Firenze da Montughi, aggiudicato alla stima massima di 50mila euro. Tra i maestri italiani del XX secolo, una tecnica mista su cartone di Giorgio de Chirico del 1974, cm 35 x 25, Le muse, ha superato la stima massima di 25mila euro spuntando i 35mila euro, mentre un olio e tecnica mista su tela di Giuseppe Capogrossi, Superficie, cm 80 x 60, è stata aggiudicata a 62.500 euro, oltre la stima massima di 55mila euro. Tra i maestri stranieri del XX secolo, una matita su carta riportata su faesite, cm 26 x 42, di Pablo Picasso del 1961, Dejeneur, si è fermata a 57.500 euro contro una stima di 50-70mila euro.

Positivi in generale i risultati dell'asta di arte moderna e contemporanea del 15 aprile di Minerva Auctions nella sede romana di Palazzo Odescalchi a Piazza SS. Apostoli 80, con un giro d'affari di oltre mezzo milione di euro, che denota il ritorno di una certa vivacità del settore anche nella Capitale: top lot della vendita un olio su tela del 1965 di Piero Dorazio, Lungo e alterno, cm 85 x 245, venduto per 118.750 euro contro una stima di 60-80mila. Ottimi risultati anche per Mimmo Rotella con un acrilico e assemblage di rullini fotografici su tavola, Senza titolo – Developpe en Positif del 1993, cm 60 x 136, che ha realizzato 25mila euro contro una stima minima di 20mila e, soprattutto, per un tappeto in lana di Robert Indiana del 1995, Chosen Love – White on Black (con la sua iconica scritta "Love"), es. 54 di una tiratura di 175, cm 242 x 243, con indicazione della tiratura e firma dell'autore, che da una stima di 3-4mila euro è stato aggiudicato per 10.625 euro.

Il 15 e 16 aprile si è tenuta un'asta di arredi e dipinti antichi e del XIX secolo presso Pandolfini, nel Palazzo Ramirez-Montalvo, a Borgo degli Albizi 26 a Firenze, con un fatturato totale di 1.970.000 euro (60,5 % dei lotti venduti e 89,5% di venduto sul totale delle riserve). La vendita di oltre 200 arredi che ha fatturato più di 600mila euro comprendeva gli arredi provenienti da una villa lombarda e da un palazzo fiorentino, oltre ad una bella collezione di vasi da farmacia in maiolica. Questo genere di vendite, ove sono offerte importanti raccolte assemblate con gusto e grande ricerca da singoli proprietari, offrono una garanzia di successo: una coppia di grandi specchiere veneziane della seconda metà del XVIII secolo in legno intagliato, dorato e dipinto a lacca povera, stimata 12-15 mila euro, ne ha realizzati 52.500, mentre un importante mobile porta disegni e porta scultura in noce e legno ebanizzato di Carlo Bugatti ha realizzato 50mila euro. La sessione dedicata ai dipinti antichi e del XIX secolo ha totalizzato un fatturato di 1.333.250 euro: top lot degli antichi un fondo oro (scomparto centrale di polittico) di Maestro senese della metà del XIV secolo (Nado Ceccarelli o Jacopo di Mino del Pellicciaio), Madonna con Bambino in trono e redentore benedicente, cm 157 x 58,5, oggetto nel secolo scorso di interventi pittorici di restauro ancora non presenti in una riproduzione fotografica degli anni '30 pubblicata in un volume dell'archivio fotografico Bombelli. La tempera, proveniente da un'importante collezione milanese, ha superato la stima minima realizzando 125mila euro. Tra le grandi firme dell'Ottocento, spiccano Telemaco Signorini con un piccolo olio, Veduta di Riomaggiore, cm 23,5 x 36, venduto per 62.500 euro, e Giovanni Boldini con un piccolo olio del 1885, Ritratto di Alaide Banti, cm 27 x 18, opera tra le preferite del Maestro che rimase sempre nel suo atelier parigino a Boulevard Berthier e che è stata ora venduta a 65mila euro, superando la stima massima di 55mila.

Il 15 e 16 aprile si è tenuta presso Il Ponte Casa d'aste a Milano una vendita di dipinti del XIX e XX secolo e arredi e dipinti antichi provenienti da una collezione privata. Tra i top lot del XIX secolo, un olio su tela di Angelo Inganni del 1839, cm 176 x 136,5, Veduta di Piazza del Duomo con il Coperto dei Figini, che è stato aggiudicato per 200mila euro, ben superando la stima massima di 140mila. Nella seconda tornata le porcellane hanno goduto un grande interesse, come due tazzine Meissen o Vienna a campana con piattini decorate con scene di caccia in oro su smalto bianco, del 1725 circa aggiudicate per 14.375 euro. Tra i dipinti antichi, un raro olio su tela di Agostino Santagostino, Ritratto di gruppo con giocatori di backgammon, falconieri, musici e tavola imbandita, firmato e datato 1663, cm 195 x 335, è stato aggiudicato per 18.125 euro.

Tra il 15 e il 17 aprile si sono tenute quattro tornate presso Cambi Casa d'Aste di Genova, al Castello Mackenzie (Mura di San Bartolomeo 16), che hanno totalizzato un fatturato complessivo di circa 1,6 milioni di euro così distribuiti: 1.100.000 per i dipinti antichi (40% di lotti venduti per l'82% del valore), 240.400 euro per le sculture ed oggetti d'arte (32% di lotti venduti per il 31% del valore), 160.000 euro per le cornici antiche (53% di lotti venduti per il 40% del valore), 82.000 euro per la dispersione della Biblioteca personale di Giorgio Cavaciuti (80% dei lotti venduti per il 300% del valore). Il catalogo dei dipinti antichi ha presentato opere pregiate di autori sia italiani che europei: il top lot è rappresentato da una tempera su tavola, L'albero di Jesse, cm 100 x 67, classificata da Federico Zeri di Battista di Gerio, Pisa XIV secolo, che da una stima di 25-35mila euro è schizzata a 446.400 euro. L'opera, molto ammirata nei giorni precedenti la battuta, all'asta è stata oggetto di continui rialzi fra telefoni, sala e on-line. L'asta di sculture e oggetti d'arte ha venduto metà dei lotti a clienti stranieri, con molte aggiudicazioni al doppio delle stime di partenza: una scultura raffigurante un elefante in bronzo fuso e cesellato con base in marmo, alta cm 11,5, arte italiana o tedesca del XVI secolo, stimata 3.500-4.000 euro, ha raggiunto i 21mila euro. Molti collezionisti stranieri, dalla Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti e Svizzera hanno partecipato alla tornata di cornici antiche: top lot, una particolare cornice in legno dorato e scolpito a forma di tempio con fascia decorata con motivi vegetali e putti, Toscana XVII secolo, è stata venduta per 5.400 euro contro una stima di 2.000-2.500.

La dispersione della Biblioteca personale di Giorgio Cavaciuti, storico restauratore e perito milanese, ha goduto un vasto interesse, triplicando il valore dei lotti. Nel catalogo volumi di diversi settori, arte contemporanea, moderna e pittura dal XIII al XIX secolo con monografie anche rare di autori importanti, fra cui la raccolta della rivista d'Arte "Paragone" fondata nel 1950 da Roberto Longhi che ha raggiunto 4.700 euro da una stima iniziale di 300-400. Il top lot è stato un insieme di monografie di Velasquez, Veronese e altri autori che ha raggiunto quasi i 6mila euro da una stima di 300-350.

Il 16 e 17 aprile si è tenuta a Firenze a Corso Italia 6 presso Maison Bibelot un'asta d'arte contemporanea, con interessanti aggiudicazioni, e antiquariato con rinnovato interesse, con mille lotti offerti, di cui il 75% è stato venduto, con ampia partecipazione straniera. Tra le sculture contemporanee, una piccola scultura da parete, Vibrazioni metalliche 1969, dell'artista sudamericano Jesus Rafael Soto è stata aggiudicata per 15mila euro da una base di 1.500 (foto 4), mentre un bronzo dorato di Arnaldo Pomodoro, Doppio rilievo 2002, è stato aggiudicato per 4.700 euro, contro una base di 2.500. Nel settore antiquariato, un'imponente scrivania a ribalta del XVIII secolo in radica e legni pregiati è stata venduta per 3.700 euro (base 2.500), due vasi di porcellana francese del XIX secolo, valutati 450 euro, sono stati esitati per 2.500. Sempre alto l'interesse per le icone russe con o senza ritza in argento, mentre lieve flessione si registra per gli argenti, andati molto bene nelle aste precedenti.

Gioielli moderni e d'epoca nelle quattro sessioni di aprile (5-6-12 e 13) presso Meeting Art, a Vercelli, Corso Adda 11, che hanno fatturato un totale di 625.450 euro con il 59,6% di lotti venduti: un anello in oro bianco con rubino di Myanmar (Birmania) di 6 carati taglio ovale e ai due lati due diamanti taglio goccia per un totale di 1,30 carati è stato aggiudicato per 11.500 euro contro una base di 8.000.

Infine, una nuova iniziativa da parte della piacentina Iori Casa d'Aste (Via Pietro Cella 9) finora impegnata nel settore dell'arte. Il suo titolare Stefano Iori, da sempre appassionato di auto, ha deciso di esplorare il mondo del collezionismo di auto e moto d'epoca, organizzando il 12 aprile la sua prima vendita dedicata a questo settore che non conosce crisi, sulla scia dei successi delle case d'asta americane (35% di lotti venduti). "La passione" precisa Stefano Iori "si sta accrescendo anche per l'importanza culturale di veicoli che attraverso la loro estetica e la loro tecnologia testimoniano il genio creativo, la storia e l'evoluzione della scienza e del costume, con un ritorno anche in termini economici". Tra le auto con i realizzi più significativi, Stefano Iori segnala una Ferrari Dino 208 GT4 del 1976, perfettamente conservata, che da una base di 15.600 euro ne ha realizzati 18.300, un'Alpine Renault A 110 – 1100 del 1968, perfettamente conservata, da una base di 34.800 euro ne ha realizzati 42.400, e tra le moto una Gitan Libeccio 125 Sport del 1954, restaurata professionalmente, da una base di 3.300 euro ne ha realizzati 4.200.

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