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Roma, la nuova galleria di Lorcan O'Neill inaugura con Enrico Castellani, Richard Long e Jeff Wall

  • –di Marilena Pirrelli


"Sin dall'infanzia ho sentito parlare di Roma, ogni domenica in chiesa, una città, come Gerusalemme, di favola e fantasia. Così ci sono arrivato nel 2003 quando ho aperto la galleria a Trastevere" ricorda Lorcan O'Neill che ora inaugura un nuovo spazio nel cuore della capitale, vicino a Campo dei Fiori. "Lo scorso inverno sono iniziati i lavori di ristrutturazione e domani inauguriamo".

Negli ultimi dieci anni, il gallerista irlandese di nascita, ha esposto opere di artisti internazionali, molti dei quali per la prima volta in Italia tra cui Tracey Emin, Gary Hume, Richard Long, Anselm Kiefer, Jeff Wall e Kiki Smith. La galleria da sempre rappresenta anche artisti più giovani come Eddie Peake, Prem Sahib, Celia Hempton e Hanna Liden. E naturalmente gli artisti italiani, tra cui Francesco Clemente, Luigi Ontani e Pietro Ruffo.

Perché un nuovo spazio?
La galleria a Trastevere negli anni è stata ampliata in tre spazi, tra cui un project space per le installazioni. Non bastava, avevamo bisogno di più flessibilità. La nuova sede è l'antica corte e le scuderie del rinascimentale Palazzo Santacroce con pareti di 4 metri e un'altezza di 8 metri, costruito dal cardinale Santacroce. Si sviluppa su oltre 500 mq di spazio, con due gallerie, tre viewing rooms, nonché magazzino e uffici. Lo spazio ha anche un cortile meraviglioso, uno degli ultimi a Roma con gli antichissimi ciottoli non-cementati, dove poter esporre sculture, e una grande fontana barocca. C'è anche una grande terrazza dove il cardinale Santacroce teneva la sua collezione di antiche statue romane. Ha anche una buia cantina che immaginiamo per video installazioni.

Come immagina l'arte in questo spazio?
Inauguriamo con la mostra di tre grandi artisti: un pittore, uno scultore e un fotografo: l'italiano Enrico Castellani, che ha dato tre lavori importanti, l'inglese Richard Long e il canadese Jeff Wall.

Programmi?
In settembre avremo una mostra con due giovani siciliani, Vincenzo Schillaci e Giuseppe Buzzotta, nello spazio in Trastevere, più piccolo e adatto a giovani artisti. In ottobre nel nuovo spazio di Vicolo dei Catinari 3, la mostra di Eddie Peake.

A 51 anni o si cambia mestiere o si cresce, per chi ha fatto questo passo?
Per i collezionisti italiani e i collezionisti stranieri, dobbiamo approfittare del fascino che Roma ha sui suoi visitatori: è magica!

E anche un po' per gli artisti?
Mi sento sposato con gli artisti e desidero offrigli il meglio. Quando comincio a lavorare con loro sento che condividerò la buona e la cattiva sorte, da noi si aspettano cose che non si attendono dai curatori. Tracy Emin, ad esempio è un'artista emotiva, ma allo stesso tempo è la persona più generosa che io conosca. C'è sempre un equilibrio in un artista e soprattutto una domanda di libertà: sono persone con un coraggio incredibile e anche un'etica molto forte. Successi e insuccessi plasmano il loro lavoro, impegnato intellettualmente ed emozionalmente. Il tempo e lo spazio sono quello che noi galleristi gli offriamo.

E il mercato italiano è cambiato?
Sì, purtroppo la crisi si sente e gli italiani non comprano più come prima: l'elevata tassazione e la tracciabilità degli scambi rendono più appetibili le piazze estere.

E, infatti, crescono le fiere, quante ne avete fatte?
Sei fiere dall'inizio dell'anno - MiArt, Zona Maco Mexico City, Armory NY, Frieze New York, Art Basel Hong Kong e Art Basel Basel. Dopo così tanti viaggi ora sono felice di stare a Roma per mettere " la casa" in ordine.

E il diritto di seguito sul primo mercato frena gli scambi?
Non ho mai conosciuto artisti che abbiano scelto questa strada per arricchirsi. Credo che questa legge non dia benefici ai giovani ma solo a chi già ha avuto successo.

Quali i programmi futuri in questo grande spazio?
Non vogliamo che la galleria chiuda alle 7 di sera, vorremmo aprirla ad altri mondi culturali, gli artisti amano i libri e in inverno vorrei organizzare nel nuovo spazio una fiera del libro d'arte coinvolgendo piccole case editrici.

Quale sforzo economico ha richiesto questo grande passo?
Circa 100- 200mila euro, compreso il nuovo avviamento. A 51 anni dovevo fare il salto e il cambiamento è davvero importante.

Quale collezionismo frequenta la tua galleria?
Il collezionismo in Italia è unico: gli italiani sono un popolo che ha un'ammirazione per l'arte nel sangue. Quando abbiamo esposto Tracy Emin per la prima volta in Italia - era già famosa nel Regno Unito - i nostri collezionisti sono stati presi allo stomaco e hanno comprato. Ma qui è raro che un collezionista dopo poco giri l'opera ad una casa d'asta, normalmente chi compra tiene a lungo, questa è una tradizione di secoli, una tradizione del cuore. Una volta Cy Twombly mi disse: "Gli inglesi dopo aver guadagnato soldi hanno costruito eserciti e navi per conquistare altri paesi, gli italiani una volta guadagnati hanno costruito Villa Medici e Palazzo Farnese".

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