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Parigi, record all'asta per i vetri di Fulvio Bianconi e Flavio Poli

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Parigi, record all'asta per i vetri di Fulvio Bianconi e Flavio Poli

  • –di Silvia Anna Barrilà

Ancora record per l'arte italiana. Questa volta sono i vetri di Fulvio Bianconi e Flavio Poli che il 28 ottobre sono stati venduti all'asta da Piasa a Parigi a prezzi mai raggiunti prima. Un vaso di Bianconi per Venini è stato venduto per 298.140 euro rispetto ad una stima di 120.000-180.000 euro; un vaso di Flavio Poli per Seguso Vetri d'Arte Murano è passato di mano per 81.140 euro da una stima di 15.000-20.000 euro. Il totale della vendita ha raggiunto quasi un milione di euro diritti inclusi, con percentuali di vendita pari al 75% per lotto e all'85% per valore. Si trattava di una collezione privata europea di 190 pezzi dal 1932 al 1992 raccolti nell'arco di 30 anni e freschi sul mercato.
“Il mercato dei vetri italiani si rivolge sempre di più verso il pezzo raro ed esclusivo” afferma al telefono da Parigi Cédric Morriset, direttore del dipartimento di design di Piasa; “sono queste caratteristiche che fanno salire i prezzi ed è in questi pezzi che conviene investire. I risultati di Bianconi e Poli - vere star del mercato insieme a Carlo Scarpa - lo hanno dimostrato. I pezzi intermedi, invece, che sono anche molto belli ma non sono rari, rimangono su prezzi stabili”. Da dove deriva questa tendenza? “Penso dipenda dalla crisi, perché chi comprava nella fascia di prezzo tra 2-3.000 e 10.000 euro non compra più oppure investe in pezzi di maggior valore” spiega Morriset.
Il vaso che ha segnato il record per Fulvio Bianconi è un capolavoro all'interno della sua produzione e un pezzo ricercatissimo. Si conoscono solo tre esemplari del genere di cui uno è in una collezione americana e l'altro era al Museo Venini, ma è stato rubato e non è stato mai rinvenuto. Bianconi, che ha iniziato a lavorare per Venini negli anni ‘40, è stato una figura molto innovativa ed influente. Tra le sue creazioni più note ci sono i vasi pezzati, a spicchi e scozzesi, di cui il top lot è un esempio; un vaso in cui il colore diventa forma. Il vaso record di Flavio Poli, invece, detto “Siderale”, è esemplare della sua tecnica del vetro sommerso, cioè in più strati di colore distinti tra loro; Piasa l'ha definito un pezzo iconico degli anni ‘50 che riassume in sé tutto lo spirito di Murano: la perfezione della tecnica tradizionale da un lato e il modernismo della forma e del design dall'altro.
Altri pezzi di Fulvio Bianconi che hanno moltiplicato le stime e sono stati venduti tra i primi dieci prezzi più alti sono due vasi con il tipico motivo della sirena che hanno raggiunto 37.740 euro da una stima di 10.000-15.000 e 35.260 euro da una stima di 18.000-25.000 euro. Bene anche i risultati di Carlo Scarpa e Archimede Seguso con due vasi, uno “a piume” e uno “a macchie”, che sono stati venduti per 7.656 euro rispetto ad una stima di 2.500-3.500 euro e 6.636 euro da 800-1.200 euro. I due vasi di Ercole Barovier “Tessere Ambra” e “Intarsio” hanno scatenato un'accesa gara telefonica che li ha portati ad un risultato finale di quasi 9.000 euro rispetto ad una stima di 3.000-4.000 euro l'uno.
Fino a pochi anni fa il mercato dei vetri italiani era ancora sottovalutato; a partire dal 2012 è cresciuto l'interesse, anche grazie al successo dell'asta della collezione di August Warnecke da Christie's a Parigi che ha realizzato 1,2 milioni di euro con il 98% di venduto per valore e il 91% per lotto. Quindi è un mercato che sta crescendo ma che necessita di expertise perché ci sono molti falsi difficili da riconoscere se non si ha l'occhio allenato. “I grandi collezionisti in questo mercato, che vengono prevalentemente da Germania, Svizzera, Usa e Gran Bretagna, sono grandi conoscitori” commenta Cédric Morriset, “ma per i nuovi collezionisti è consigliabile farsi aiutare da un art advisor. Tra i più bravi ci sono Sarah Bloomberg negli Usa, Marc Heiremans in Belgio e Franco Deboni in Italia. I nuovi collezionisti vengono per lo più da Usa e Francia, dove è un fenomeno completamente nuovo. Non dall'Italia, anche se una volta non era così.”



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