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La collezione Andreotti guida la ripresa della storia postale degli antichi…

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La collezione Andreotti guida la ripresa della storia postale degli antichi Stati italiani - Foto

  • –di Stefano Cosenz

Nel mondo della filatelia, ugualmente a quanto avviene nel mercato dell'arte, un prestigioso “pedigree” di una collezione o di un raro francobollo o lettera affrancata rappresenta un sicuro valore aggiunto alla sua quotazione. È avvenuto in passato quando sono stati venduti all'asta i doppioni di rari francobolli provenienti dalla Collezione Reale inglese o quando alla fine del XX secolo sono passate di mano le due uniche lettere esistenti affrancate con il rarissimo Tre Lire del Governo Provvisorio di Toscana del 1860, che erano appartenute al re Farouk d'Egitto e al barone Alphonse Rothschild, entrambi celebri collezionisti.
Ora il pedigree si chiama “Giulio Andreotti” noto appassionato collezionista filatelico dei francobolli italiani e delle nostre ex Colonie. È stata una decisione dei suoi eredi mettere all'incanto la sua celebre collezione, storicamente importante, dedicata al “Calendario 1870” dello Stato Pontificio, ovvero delle lettere viaggiate nel territorio laziale annullate in 364 giorni di quell'anno attorno alla storica data del 20 settembre 1870, quando le truppe italiane entrarono a Roma, concludendo il ciclo delle guerre dell'unità d'Italia. Il Lazio venne annesso allo Stato italiano e Roma nel giugno 1871 divenne capitale d'Italia.
La dispersione della collezione, grazie all'intermediazione del noto commerciante filatelico romano Daniele Fischer, è stata affidata alla case d'aste Ferrario www.ferrarioaste.com di Milano che la proporrà in un lotto inscindibile nella vendita del 26 e 27 settembre all'Hotel de la Ville a San Babila, assieme ad altre prestigiose lettere pontificie appartenute al senatore e ad altre rarità nazionali.

Filippo Ferrario, titolare della casa milanese, ha esposto ad ArtEconomy24 la genesi di questa collezione: “il senatore Andreotti si è avvicinato alla filatelia nel 1959 in occasione della sua visita alla leggendaria mostra filatelica a Palermo quando rimase affascinato dalla collezione della Regina Elisabetta II di lettere affrancate con i primi francobolli inglesi giorno per giorno. Essendo di estrazione cattolica ha pensato di formare una collezione di lettere dello Stato Pontificio dal 1° gennaio al 31 dicembre 1870. La collezione venne ammirata alla prima mostra tenutasi a Montecitorio nel 1999 e dedicata agli Antichi Stati Italiani”. Il senatore era un uomo avveduto negli acquisti, non portato a spendere cifre folli per ottenere un oggetto a tutti i costi e in base alle informazioni ottenute dallo stesso Ferrario per l'intera collezione che Andreotti portò avanti fino al 2010 spese circa 60-70 milioni delle vecchie lire. “Il lotto costituito da 364 lettere, uno per ogni giorno del 1870 (mancano solo tre date ininfluenti, mentre due date sono ripetute, compresa quella del 20 settembre) parte da una base all'asta di 40mila euro, ma il suo valore di mercato oscilla da 50mila a 100mila euro”. Due sono le ambitissime lettere con data 20 settembre spedite l'una da Albano Laziale e l'altra da Civitavecchia a Roma, con coppia da 10 cent dell'emissione pontificia del 1868, tassata 20 cent per porto insufficiente. Sono ben 42 le lettere più rare e significative appartenenti a questo unico lotto, tra cui una del 14 settembre spedita da Ronciglione a Viterbo, nel giorno della “liberazione” di Ronciglione, mentre un'altra del 16 settembre spedita da Velletri a Roma testimonia con il suo annullo il giorno della “liberazione” di Velletri, giungendo a Roma solo il 22 settembre per gli eventi bellici. Una lettera di grande importanza storica è quella spedita il 17 settembre dal Belgio a Civitavecchia, che anziché viaggiare da Marsiglia col vapore, data la guerra franco-prussiana, passa per la Germania e arriva a Roma il 22 settembre prima di essere recapitata a Civitavecchia, con varie tassazioni, tedesche ed italiane. La lettera testimonia indirettamente la guerra franco-prussiana che richiamò in patria le truppe francesi posizionate nello Stato Pontificio in difesa del Papa, evento che facilitò l'entrata a Roma delle truppe italiane. Altra data storica è quella del 9 ottobre: è il primo giorno dell'annessione al Regno d'Italia testimoniato da una lettera spedita da Viterbo a Civitavecchia con esemplare pontificio, mentre una lettera dell'8 ottobre anche'essa con esemplare pontificio testimonia l'ultimo giorno della Giunta Provvisoria di governo a Roma.
Tra le 42 lettere di Andreotti non inserite nel lotto “Calendario”, una rara lettera tricolore per l'interno con un esemplare da 80, 20 e 10 cent della terza emissione del Pontificio del 24 giugno 1870 di sicuro alto realizzo, malgrado la sua base contenuta di 750 euro. L'uso dei francobolli pontifici venne tollerato fino a gennaio-febbraio 1871, ma già da novembre 1870 le affrancature pontificie sono rare.

La vendita Ferrario comprende 3.267 lotti con una base d'asta totale di circa 2 milioni di euro, con importanti francobolli e lettere di Antichi Stati Italiani, del Regno, in particolare i primi rari numeri di Vittorio Emanuele II in ottima qualità e centratura, gli ambiti Servizi di Stato di Posta aerea e i più rari francobolli delle nostre ex Colonie, settore in forte ripresa collezionistica da parte di appassionati che cercano di accaparrarsi i più pregiati esemplari ancora sottovalutati, e intende inaugurare al meglio una stagione che vede un ripresa degli acquisti, dopo gli esiti favorevoli dell'ultima asta Italphil http://www.italphil.org/it/index.asp di maggio, e che gestisce tra vendite all'asta e trattative private una cifra annuale di 350 milioni di euro. A parere di Filippo Ferrario, la “storia postale degli Antichi Stati Italiani”, ovvero le pregiate lettere di questo comparto, è il settore maggiormente richiesto anche dai collezionisti stranieri stranieri (5-6mila unità, contro una percentuale maggiore di quella italiana, ma con ugual fatturato totale), anche se le quotazioni con cui sono trattate all'asta sono attualmente assai vantaggiose rispetto alle quotazioni di catalogo. Tra le rarità presenti in asta, da segnalare, una “busta primo giorno” con il 15 centesimi della prima serie del Lombardo Veneto annullata il 1° giugno 1850 (base 8mila euro, catalogo Sassone 57.500 euro), un frammento tricolore con il rarissimo 80 centesimi del Governo Provvisorio di Modena, ex collezione Burrus, con base 12mila euro (l'affrancatura tricolore con l'80 cent su lettera completa è quotata sul Sassone 450mila euro), un eccezionale lotto rappresentato dalle prove di impressione multiple (inedite, non quotate e mai apparse prima all'asta) dei celebri Cavallini di Sardegna del 1820 da 15, 25 e 50 cent, (le cosiddette “Carte Postali Bollate”), le prime prove postali italiane e forse del mondo, e tra i precursori dei primi francobolli al mondo, proposte con una base di 12mila euro. Assai interessante, infine, l'unica lettera nota assicurata inviata a Napoli per città il 23 gennaio 1860 con un esemplare da 2 grana da un carcerato e destinata personalmente al re Francesco II con una particolare supplica: “….il mio arresto è prolungato, perché?”. Anche se la base è di 2mila euro, sono attesi forti rialzi in sala.

La filatelia è fatta di aneddoti, ma anche di misteri e il grande Andreotti ne ha serbato uno anche in campo filatelico: nella trasmissione televisiva Porta a Porta nel 2003 aveva dichiarato a Bruno Vespa che aveva dovuto privarsi di pregiati francobolli della sua raccolta per far fronte alle spese sostenute nei suoi processi negli anni '90, ma questa dichiarazione non ha mai trovato conferma. Per la cronaca la sua collezione di Pontificio si presenta intatta alla prossima vendita Ferrario.

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