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Berlin Art Week: una piattaforma di successo per fare sistema nell'arte…

Mercato dell'arte

Berlin Art Week: una piattaforma di successo per fare sistema nell'arte

  • –di Silvia Anna Barrilà e Maria Adelaide Marchesoni

Si è tenuta a Berlino la quarta edizione della Berlin Art Week (15-20 settembre).Con 100.000 visitatori la settimana dell'arte contemporanea ha costituito il pendant autunnale dell'ormai affermatissimo Berlin Gallery Weekend (primo fine settimana di maggio) che ha incluso in un unico format numerose mostre e fiere tra cui la più importante è la abc Art Berlin Contemporary (17-20 settembre), giunta alla sua ottava edizione.

“Berlino è il più importante centro in Germania per le gallerie, la produzione dell'arte, l'innovazione e la creatività” ha dichiarato il segretario del Senato per l'economia, la tecnologia e la ricerca dello Stato federato di Berlino Guido Beermann. “Il mercato dell'arte è diventato un fattore importante nell'economia della città. E questa tendenza si andrà rafforzando nel futuro”.

E i numeri lo dimostrano: “A Berlino ci sono più di 400 gallerie, più che in qualsiasi altra città - così Beermann -. Ci sono più di 2.600 aziende attive nel mercato dell'arte, con più di 6.000 impiegati e un fatturato di 700 milioni di euro all'anno. Questo significa che metà del fatturato totale per gli oggetti d'arte in Germania è prodotto qui. La Berlin Art Week è una piattaforma eccellente per Berlino per mostrarsi come il più grande luogo di gallerie e produzione artistica”.

Per questo motivo il Senato per l'economia, la tecnologia e la ricerca dello Stato federato di Berlino investe nella Berlin Art Week 280mila euro (più o meno la stessa cifra degli anni passati) per invitare ospiti internazionali, organizzare il programma e la comunicazione degli eventi. A questi si aggiungono sponsor di varia natura, e in più 500mila euro da parte del Senato per la cultura, che sostiene la realizzazione di tre mostre nelle istituzioni cittadine: al Kunst-Werke, alla Berlinische Galerie e alla Neue Nationalgalerie. Anche la Deutsche Bank KunstHalle è partner dell'iniziativa ma si autofinanzia e non riceve contributi dallo Stato federato. Inoltre il Senato per la cultura promuove un premio per gli spazi non-profit e elargisce 30mila euro a ognuno dei 14 spazi vincitori del premio.

Per far sì che il mercato dell'arte si sviluppi, il Senato per l'economia, la tecnologia e la ricerca finanzia anche la fiera abc che quest'anno si è presentata con un nuovo allestimento realizzato dallo studio June 14 - Meyer-Grohbrügge & Chermayeff, pensato per uscire dal format tradizionale delle fiere d'arte. Lo spazio è aperto, non vi sono pareti divisorie e anche il costo, in termini di spazio affittato, per accedere alla manifestazione è contenuto e si aggira intorno a 4mila euro per corner, ovvero l'affitto è riferito a un angolo anziché spazi con pareti divisorie. Nell'edizione che si è conclusa il 20 settembre i visitatori sono stati 30mila e alta è stata anche la partecipazione ai Talking Galleries, cicli di conferenze rivolte ai galleristi che si svolgono tutti gli anni a novembre a Barcellona e che quest'anno si sono svolti per la prima volta a Berlino di fronte a 700 spettatori.

All'abc hanno partecipato 100 gallerie provenienti da 17 paesi. Una sola galleria italiana, Brand New Gallery di Milano, che ha partecipato per il secondo anno. “La fiera non é particolarmente costosa - spiega Chiara Badinella - e nel corso dell'opening abbiamo venduto i lavori di Josh Reames,per 6.600 dollari”.

La galleria Deborah Schamoni di Monaco ha presentato disegni dell'americano Justin Almquist (1976) con prezzi tra 1.400 e 2.200 euro e dipinti di Anne Imhof, annunciata vincitrice del Premio nella Neue Nationalgalerie proprio durante la fiera, con prezzi che arrivano a 20.000 euro.

Tra le altre proposte più abbordabili, la galleria Chert-Berlin presentava il progetto solo show, Signs Fiction, di Ruth Wolf-Rehfeldt (1932), una delle poche artiste della ex RDT che ha affrontato il rapporto tra testo e immagine. Attraverso il coinvolgimento nella rete del Movimento Mail Art, l'artista e il marito Robert Rehfeldt hanno superato il divieto di realizzare mostre e pubblicazioni durante il periodo della DDR. La sua attività artistica si è conclusa con l'unificazione della Germania nel 1989. L'installazione comprendeva un selezione delle diverse postcards che l'artista ha realizzato nel formato mail e il costo delle singole cartoline varia da 350 a 250 euro.

La galleria di Pechino Magician Space in collaborazione Neugerriemschneider, una galleria di Berlino che, forse unica, non dispone di un sito web, ma un link a un indirizzo email, ha esposto un'impressionante opera sul pavimento di Ai Weiwei. L'artista cinese si aggirava negli stand in compagnia del più importante collezionista svizzero di arte cinese contemporanea, Uli Sigg.

Da Sprüth Magers erano esposte le opere di Lizzie Fitch e Ryan Trecartin. Il prezzo di una serie di stampe Instagram di Trecartin si aggirava tra 18.000 e 45.000 dollari, mentre per l'opera scultorea realizzata dalla collaborazione dei due artisti la richiesta era pari a 80mila dollari.

Da Esther Schipper e Johnen Galerie, due blasonate gallerie di Berlino che lo scorso maggio hanno annunciato la fusione, anche se per il momento sono rimaste istituzioni indipendenti ma si sono unite dal punto di vista finanziario, ad abc hanno diviso lo spazio proponendo un'installazione di Martin Boyce, Years and stars and storms, 2012, a un prezzo pari a 74mila euro diversi lavori di Ryan Gander per 58mila euro. Nello spazio in città di Esther Schipeper, vicino a Posdamer Platz, installazioni di Gabriel Kuri che oscillavano tra 60mila e 290mila euro.

Anche i collezionisti quest'anno si sono messi in mostra, forse per dimostrare che a Berlino ci sono più collezionisti di quanto si pensi. In uno dei tre capannoni della fiera è stata organizzata la mostra “”Proximities and Desires” con opere provenienti da 14 collezionisti: About Change Collection, Boros Collection, Feuerle Collection, Haubrok Collection, Julia Stoschek Collection, Olbricht Collection, Salon Dahlmann, Wurlitzer Pied-à-Terre Collection, la collezione di Matthias Döpfner, di Paul Maenz, di Egido Marzona, di Alexander Schröder, di Wilhelm e Gaby Schürmann e di Ivo Wessel.

Anche in occasione del tour speciale organizzato dal club ALC - Art Lovers Club, i partecipanti hanno avuto modo di ammirare la collezione di Bettina Böhm all'interno del suo appartamento e di scoprire i luoghi d'arte preferiti di otto collezionisti: Bettina Böhm (Berlino), Gil Bronner (Düsseldorf), Ioannis Christoforakos (Monaco), Ingrid e Thomas Jochheim (Recklinghausen e Berlino), Christina Kohorst (Berlino), Thomas Olbricht (Berlino), Selim Varol (Düsseldorf) e Silvia Wolf (Berlino).

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