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Nelle aste italiane vini, argenti, gioielli e libri sugli scudi a fine anno

  • –di Stefano Cosenz
Anello realizzato dalla gioielleria Fasano di Torino
Anello realizzato dalla gioielleria Fasano di Torino

Gioielli e orologi hanno dominato il mercato delle aste nazionali in dicembre, in occasione delle quali i collezionisti sono andati alla ricerca di gioielli firmati da prestigiose maison e di pietre ad alta caratura provenienti in particolare da celebri miniere ormai esaurite da tempo e accompagnate da certificati gemmologici che attestano l'assenza di trattamenti artificiali capaci di falsare la purezza naturale della pietra. Hanno bruciato le stime le perle naturali e gli orologi Rolex vintage. Le pregiate monete di Casa Savoia sono sempre sugli scudi nell'asta Bolaffi e 100% di venduto nell'asta milanese di vini d'annata organizzata da Pandolfini.

In occasione delle vendite organizzate il 1° e 2 dicembre da Wannenes di Genova, due tornate sono state dedicate ai gioielli portando un fatturato di 631.432 euro: un anello in oro bianco e diamante di taglio smeraldo del peso stimato di 4,30 carati e un anello in oro bianco, diamante e spinello naturale Burma taglio cuscino del peso stimato di 10,20 carati, colore “vivid pink” entro doppio giro di diamanti taglio brillante e goccia dal peso stimato di 4,50 carati (lo spinello non ha subito trattamenti termici ed è accompagnato da certificato gemmologico di Dunaigre Lucerna) sono stati entrambi battuti a 37.200 euro.

Nelle stesse giornate del 1° e 2 dicembre Pandolfini di Firenze ha battuto un'asta di gioielli e orologi da polso che ha fatturato 1.671.000 euro, col 77% di lotti venduti e con un venduto del 178% delle stime. Come ha dichiarato Pietro de Bernardi, ceo della casa: “mercato e collezionismo confermano tendenze consolidate: i rilanci più vivaci sono stati appannaggi dei gioielli firmati, delle pietre di grande qualità, delle perle naturali e dei gioielli antichi di bella manifattura”. Il top lot dell'asta è stato il diamante sigillato taglio brillante di 5,45 carati, corredato di certificato CISGEM, aggiudicato per 100mila euro a fronte di una stima di 85mila. Un anello in platino con diamante taglio smeraldo di 6,27 carati, corredato di certificato GIA, battuto a 52.500 euro. Molto bene pure il nucleo di 96 perle naturali battuto a 62.500 euro, oltre tre volte la stima. L'epoca e la qualità hanno fatto sì che l'anello Trombino, risalente agli anni '30, in oro bianco e diamanti con smeraldo cabochon, in astuccio Bulgari, sia stato battuto a 40mila euro, ben il 400% della stima.

Il catalogo degli orologi comprendeva 95 lotti, tra cui una trentina di Rolex che hanno tutti moltiplicato le cifre di partenza, dimostrazione del fatto che il marchio svizzero sia diventato un must have per il pubblico. In particolare i collezionisti hanno concentrato la loro attenzione sui modelli vintage, tra cui un Rolex Daytona, ref. 6265/6263 del 1979 in acciaio aggiudicato a 30mila euro, al doppio della stima. Pandolfini ha dedicato il 2 dicembre anche una vendita agli argenti e alla numismatica che ha fatturati oltre 350mila euro, segnando un 148% sulle stime e il 63% dei lotti venduti. Buoni i risultati per l'argenteria italiana, in particolare l'antica, come una zuppiera realizzata dall'argentiere romano di Pietro Belli, aggiudicata a 5.000 euro e una caffettiera, sempre romana dell'argentiere Stefano Sciolet II, che ha chiuso la gara a 3.500 euro. In asta erano poste anche due splendide lucerne, rispettivamente degli argentieri Giuseppe Agricola e Brunelli, che sono passate di mano la prima a 11.250 euro e la seconda per 7.500 euro. I lotti di numismatica hanno registrato il 100% di venduto, tra cui una medaglia dello Smithsonian Institution, proveniente dalla Collezione Barbara Piasecka Johnson, venduta per 9.370 euro.

Il 3 dicembre a Firenze Maison Bibelot ha organizzato un'asta di gioielli, orologi e argenti con un fatturato di oltre 350mila euro e oltre il 60% di lotti venduti. Top lot dell‘asta il monumentale tankard in argento, pezzo assai raro dovuto a Ivan Petrovich Khlebnikov (Mosca 1874), famosa manifattura imperiale chiusa con la rivoluzione d'ottobre, e proveniente dalla collezione del celebre basso russo Boris Christoff che è stato aggiudicato al telefono per 53.750 euro. Il tankard di raffinata fattura è a corpo interamente inciso con motivo di festoni di edera e rosoni, coperchio sormontato da gruppo scultoreo a tutto tondo raffigurante un contadino che suona la balalaika con una fanciulla accoccolata ai suoi piedi, beccuccio sorretto da gallo ad ali spiegate, con un'incisione in caratteri cirillici inneggiante all'amore lungo il bordo: “Non è la birra che noi amiamo ne' i vini raffinati ma ciò che conta veramente è l'Amore“. Per i gioielli la preferenza è andata per gli zaffiri, coralli, brillanti e perle. Top lot un anello decò in platino con uno splendido zaffiro naturale, non trattato al calore, di 41 carati e diamanti taglio huit-huit aggiudicato per 43.750 euro. Grande interesse per i lotti di corallo e per le perle naturali con un'aggiudicazione di 5.000 euro per un orecchino singolo a goccia. Buoni risultati anche per gli orologi con al top un Rolex d'oro da donna aggiudicato per 5.625 euro.

Gioielli moderni e d'epoca sono stati oggetto dell'asta di Meeting Art di Vercelli tenutasi il 12-13-19-20 dicembre, con un fatturato di 992.671,50 euro e una percentuale di lotti venduti del 62,63%. Un anello realizzato dalla gioielleria Fasano di Torino, elegantemente eseguito in platino 950 ed oro giallo, con al centro zaffiro taglio cuscino “Royal Blu” di Burma di 7 carati (nessuna indicazione di trattamento termico), due smeraldi laterali taglio brillante per 2,37 carati entro profili in diamanti, con certificato gemmologico del dr. Christian Dunaigre, Lucerna e certificati di garanzia della gioielleria Fasano ha realizzato 51.660 euro contro una base di 30mila. Un diamante in cartina taglio rettangolare a contorno ottagonale di 5,47 carati, purezza IF, con certificato gemmologico del dr. Giulio Provera che ne indica il colore K è stato venduto per 36.900 euro contro una base di 30mila.

Bolaffi di Torino ha organizzato a dicembre tre aste, una dedicata alla numismatica il 2 e 3, una alla filatelia il 10 e 11 e una, a Milano il 16, ai libri rari e autografi. La vendita di numismatica, un settore che sta godendo una crescita di attenzione da parte del collezionismo internazionale e i risultati lo dimostrano, ha fatturato 2.376.595 euro, 71,93% dei lotti venduti, 82,86% del venduto sul valore. Per la prima volta in Italia è stata battuta all'asta la medaglia di un premio Nobel, quella ricevuta nel 1959 da Salvatore Quasimodo per la Letteratura: è stata aggiudicata per 125mila euro ad un commerciante numismatico di Firenze, oggetto considerato dai Beni culturali di “interesse culturale particolarmente interessante” e pertanto “non potrà essere esportato” (20mila euro, per decisione della Bolaffi, saranno devolute per una borsa di studio per un corso di laurea triennale a Milano a vantaggio dello studente più meritevole dell'Istituto Tecnico A.M.Jaci di Messina, scuola frequentata dallo stesso Quasimodo). Top lot nel settore della monetazione Savoia, il rarissimo 5 lire Aquila Sabauda in argento del 1901, tra i meglio conservati e mai apparso in asta pubblica, ha realizzato 73.200 euro. Ế stata inoltre dispersa la seconda parte della Collezione Fattovich costituita da medaglie, ordini e decorazioni della monarchia austro-ungarica, una delle più importanti esistenti, con un realizzo complessivo di 389mila euro: l'insegna di II Classe in oro dell'Ordine della Corona di Ferro (base 7.500 euro) e la “Gnadenmedaille” d'oro dell'imperatore Leopoldo da 15 ducati (base 8mila euro) hanno realizzato ciascuna 21.250 euro.

L'asta di filatelia ha fatturato 2.700.000 euro con l'80% di lotti venduti dei 1.800 proposti in catalogo. Top lot assoluto una raccolta molto avanzata di francobolli del Regno d'Italia che comprendeva tra l'altro un blocco di quattro esemplari del celebre trittico del 1933 della Crociera Nordatlantica di Italo Balbo sovrastampati per il “Volo di Ritorno” da New York a Roma (non emesso) aggiudicata per 91.500 euro. Punta di diamante dell'importante collezione dedicata alle trasvolate italiane (settore sempre oggetto di attenzione da parte del collezionismo internazionale) l'esemplare nuovo del De Pinedo di Terranova del 1927, accompagnato da un certificato storico di Giulio Bolaffi del 1966, è stato aggiudicato per 28.640 euro. Nel settore degli antichi Stati italiani, una significativa busta del 1863 da Roma a Bruxelles affrancata con tre esemplari dello scudo rosa carminio dello Stato Pontificio (tra le più alte affrancature e tra le massime rarità di questo Stato) è stata aggiudicata per 51.240 euro.

La vendita milanese di Libri rari e autografi ha realizzato 804.000 euro, 62% dei lotti venduti, 71,5% del venduto sul valore. Il manoscritto del “Quintetto per pianoforte e archi in La maggiore opera 81” del compositore ceco Antonin Dvorák è stato aggiudicato alla cifra record per l'Italia di 62.500 euro: composto da 12 pagine, firmato e datato due volte, l'autografo riporta numerose correzioni a mano del maestro, testimoni del processo creativo di una delle opere cameristiche più eseguite al mondo. L'unica copia completa conosciuta ancora in mani private della “Raccolta di diverse vedute della città di Genova”, capolavoro di Antonio Giolfi, è stata ceduta per 56.250 euro.

Nel mese di dicembre non poteva mancare un'altra attesissima asta di vini pregiati e da collezione, organizzata l'11 a Milano (location risultata vincente) da Pandolfini di Firenze, con un fatturato di 420mila euro e il 99% dei lotti venduti, arrivando a raddoppiare in molti casi le stime minime. Il catalogo offriva un'ampia selezione di vini italiani e francesi, in particolare alcuni lotti provenivano da prestigiose cantine dei due Stati, basti ricordare che la stessa Maison Salon e Delamotte ha presentato in asta alcune bottiglie eccellenti provenienti direttamente dalle loro cantine storiche. Tra i francesi, un lotto di cinque bottiglie di La Tâche Domaine de la Romanée Conti è stato venduto per 7.800 euro, mentre una pregiatissima cassa di sei bottiglie di Château Pétrus 2000 è stata aggiudicata per 19.200 euro. Tra gli italiani, i prestigiosi Masseto: una bottiglia da 6 litri è stata aggiudicata a 10.800 euro, mentre un lotto di tre bottiglie Barolo Etichetta Rossa Bruno Giacosa ha realizzato 2.760 euro.

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