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Economia e Beni culturali

Mibact, la riforma ridisegna le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e rende autonomi altri 10 musei

  • –Di Marilena Pirrelli

Dopo il cambio di passo per i 20 musei italiani resi autonomi, ora è la volta delle soprintendenze e di 10 nuovi musei, prevalentemente archeologici, i cui direttori saranno selezionati con un bando internazionale. Da Ostia Antica a Ercolano, dal Parco archeologico dell'Appia a quello dei Campi Flegrei, dal complesso monumentale della Pilotta al Castello di Miramare, tutti questi istituti avranno una nuova guida, ma soprattutto diverranno autonomi, come annunciato oggi dal ministro Dario Franceschini nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Cultura di Camera e Senato.

Il Ministro ha esposto il progetto di completamento della riorganizzazione del Mibact presentato ieri alle Parti sociali e al Consiglio Superiore dei Beni Culturali.
“Il ministero viene ridisegnato a livello territoriale “ - ha sottolineato Franceschini - per rafforzare i presidi di tutela e semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione”. Il nuovo assetto prevede la creazione delle ‘Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio', che vengono unite e avranno un'unica voce verso cittadini e imprese e ridurranno i tempi e i costi burocratici. “La riorganizzazione prosegue nella strada di valorizzazione del patrimonio. Vengono per questo istituiti 10 nuovi musei e parchi archeologici autonomi retti da altrettanti direttori che saranno selezionati con un nuovo bando internazionale”.

Fino a due anni fa questi siti facevano riferimento alle Soprintendenze Archeologiche e da quest'anno con la riforma erano passate sotto la Direzione generale Musei e sotto i Poli regionali: ora vengono splittati e resi autonomi, con un cda e un comitato scientifico da nominare, il bando per la nomina dei nuovi direttori avrà tempi relativamente brevi, entro la primavera probabilmente dopo che il decreto emanato passerà in commissione e dagli organi di controllo.
Con questo intervento aumentano i presidi di tutela sul territorio nazionale, che, proprio per l'archeologia, passano dalle attuali 17 Soprintendenze Archeologiche alle nuove 39 Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio (a cui si sommano le due soprintendenze speciali del Colosseo e di Pompei). Verranno fatti interpelli interni per selezionare i nuovi soprintendenti.

La nuova articolazione territoriale è stata definita tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori. Ogni nuova Soprintendenza verrà articolata in sette aree funzionali (organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico e artistico; patrimonio architettonico; patrimonio demoetnoantropologico; paesaggio; educazione e ricerca) che garantiscono una visione complessiva dell'esercizio della tutela, assicurando anche la presenza delle specifiche professionalità. Ciascuna soprintendenza costituirà un riferimento univoco per la valutazione di qualunque aspetto di ogni singolo progetto, dalla tutela di beni archeologici per arrivare all'impatto paesaggistico, passando per gli aspetti di carattere artistico e architettonico: a un'unica domanda corrisponderanno un unico parere e un'unica risposta. Al centro ci sarà una sola Direzione generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio, che fonda le due direzioni guidate sinora rispettivamente da Gino Famiglietti e da Francesco Scoppola, che garantirà il coordinamento delle soprintendenze su tutto il territorio nazionale, incarico che verrà selezionato attraverso interpello interno.

La riorganizzazione affida inoltre alle 14 Soprintendenze archivistiche la tutela del patrimonio librario, che pertanto vengono denominate Soprintendenze archivistiche e bibliografiche e guidate dalla Direzione generale Archivi di Mario Guarany. Nell'esercizio di questa nuova funzione esse risponderanno anche alla Direzione Generale Biblioteche guidata da Rossana Rummo che si occuperà anche delle procedure autorizzative sulla circolazione dei libri antiquariali e che potranno avvalersi del personale delle biblioteche statali. L'intervento completa la riforma del ministero e prosegue lungo il percorso di una più decisa valorizzazione del patrimonio, specialmente archeologico.
Ecco i 10 nuovi istituiti autonomi:
- il Complesso monumentale della Pilotta di Parma (che unifica in un'unica gestione la Biblioteca palatina, la Galleria Nazionale, il Museo Archeologico Nazionale);
- i Musei delle Civiltà all'EUR (che unifica in una sola gestione il Museo Nazionale Preistorico e Etnografico, il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari e il Museo dell'Alto Medioevo);
- il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma);
- il Museo Nazionale Romano;
- il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare a Trieste;
- il Parco Archeologico dell'Appia Antica
- il Parco archeologico dei Campi Flegrei (Bagnoli, Baia e Bacoli);
- il Parco archeologico di Ercolano;
- il Parco archeologico di Ostia Antica;
- Villa Adriana e Villa d'Este (Tivoli)

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