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Ad Art Unlimited diverse realtà si sono finalmente connesse. Parola…

Mercato dell'arte

Ad Art Unlimited diverse realtà si sono finalmente connesse. Parola del curatore Gianni Jetzer

  • –di Sara Dolfi Agostini
AA BRONSON FOLLY (IN COLLABORATION WITH MARK JAN KRAYENHOFF VAN DE LEUR AND ADRIAN HERMANIDES), 2015 Dimensioni 475 x 1000 x 1500 cm Composizione audio di ‎Ebe Oke Photo: © Andrea Rossetti Courtesy Esther Schipper, Berlin
AA BRONSON FOLLY (IN COLLABORATION WITH MARK JAN KRAYENHOFF VAN DE LEUR AND ADRIAN HERMANIDES), 2015 Dimensioni 475 x 1000 x 1500 cm Composizione audio di ‎Ebe Oke Photo: © Andrea Rossetti Courtesy Esther Schipper, Berlin

Un tessuto mosso da ventilatori ridefinisce lo spazio fieristico, poco più avanti una passerella in legno delimita un ecosistema di oggetti, tra cui spiccano un tendone da circo, un vaso e un manichino. Forse elementi di un rituale catartico? Le due opere sono alcune delle 88 proposte di Art Unlimited, la sezione di Art Basel svoltasi dal 16 al 9 giugno dedicata ai progetti artistici che trascendono le dimensioni e le esigenze di un normale stand fieristico. Gli artisti, invece, sono rispettivamente Marinus Boezem (Borzo: ca. 150.000 euro) e AA Bronson (Esther Schipper: 250.000 $). Per i visitatori di Art Basel, Unlimited è stata la sezione più avvincente e sfidante, al punto da rappresentare l'equivalente commerciale di biennali e mostre internazionali. A partecipare sono state le gallerie della Main Section, con un costo aggiuntivo di 19.000 franci svizzeri, la metà per chi presenta una performance, in quanto l'immaterialità dell'opera la rende meno commerciale. Però, come si apprende dalla guida, costi – e spesso anche guadagni – sono stati divisi tra tutte le gallerie che rappresentano il lavoro dell'artista nel mondo.
Quali le opere imperdibili? Lo abbiamo chiesto direttamente a Gianni Jetzer, curatore dell'Hirshhorn di Washington, che quest'anno ha firmato la sua quinta edizione di Unlimited.
L'anno scorso Art Unlimited ha presentato 74 opere d'arte in vari formati e linguaggi, in quest'ultima edizione addirittura 88. A cosa si deve questa decisione di espandere la sezione?
Non ho mai avuto l'ambizione di esporre così tanti artisti, anzi cerco sempre di distaccarmi da quantità e tipologia delle proposte. Non è quello il punto: io lavoro per raggruppare voci uniche del panorama artistico contemporaneo. È come con il vino. Hai le piante, il suolo e poi ci sono le condizioni climatiche che anche giocano un ruolo importante. Tutto questo insieme ha delle conseguenze sul raccolto. Abbiamo avuto 225 candidature quest'anno, dalle quali poi ho costruito il puzzle in tre dimensioni. Art Unlimited è l'unica sezione curata che costruisce lo spazio espositivo intorno all'opera esposta, e dove l'artista ha la possibilità di esprimere le proprie esigenze per una migliore fruizione del suo lavoro.
Quali sono stati i percorsi e le opere di questa edizione?
Mi piacerebbe immaginare dei sentieri, come nei parchi naturali. Comincerei dalla performance: Art Unlimited ne ha ospitate quattro, tra cui Laura Lima (A Gentil Carioca : c.ca 40mila $), Samson Young (Galerie Gisela Captain: 90mila $), e il primo giorno anche AA Bronson. Poi ci sono stati una serie di lavori che si sono confrontati esplicitamente con la storia e le dinamiche del sistema dell'arte, come l'opera di Prabhavathi Meppayil (Pace, Esther Schipper, Johnen, SKE: 150mila $). Quella di Ciprian Muresan (David Nolan, Plan B: 250mila euro), invece, ne ha commentato i protagonismi e le strategie: l'artista ha disegnato pubblicità estrapolate dalla rivista ArtForum, costruendo un enorme palinsesto che ha offerto un punto di vista privilegiato sul marketing delle gallerie. Un altro gruppo si è concentrato sulla realtà politica della società di oggi: l'installazione di Kader Attia (Lehmann Maupin, Nagel Draxer: 220mila euro), ad esempio, ha riunito un archivio di riviste accomunate dalla paura per lo straniero. Lo stesso Samson Young ha accostato temi attuali come immigrazione e violenza. L'opera di Thomas Bayrle (Gavin Brown: 500mila $), infine, ha offerto uno spunto per capire come un'idea nata in reazione a un evento specifico, in questo caso la protesta dei cittadini di Francoforte per la costruzione di una nuova pista aerea che avrebbe permesso più traffico nell'aeroporto all'inizio degli anni ‘80, possa essere riletta e interpretata a oltre vent'anni di distanza. Un'opera, tra l'altro, che fu esposta nella celebre mostra “Westkunst. Zeitgenössische Kunst seit 1939” curata da Kasper König.
Che spazio c'è ad Art Unlimited per gli artisti più giovani?
Il modo in cui ho curato questa mostra rispetta le caratteristiche specifiche di ogni opera, quindi non ci sono state gerarchie o trattamenti privilegiati per artisti rispetto alla loro carriera. Nina Canell (Daniel Marzona, Barbara Wien, Mother's Tankstation: 100mila euro), ad esempio, ha proposto un'installazione a terra che immerge il visitatore in un sistema di oggetti che silenziosamente interagiscono l'uno con l'altro, e dialoga tanto con l'opera di Marinus Boezem (Borzo: ca. 150.000 euro), definizione immateriale dello spazio attraverso il vento che costruisce l'ambiente intorno, che con la proposta pop di Paul McCarthy (Hauser & Wirth: 4,75 milioni di $). Ad Art Unlimited si sono connesse realtà diverse, passando da un mondo all'altro.

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