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Ad ArtBasel Miami Beach con Tiqui Atencio

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Ad ArtBasel Miami Beach con Tiqui Atencio

Accanto a ricevimenti e feste sulla spiaggia, Art Basel Miami Beach offre l’occasione per incontri istituzionali tra alcuni dei più rilevanti protagonisti della scena artistica internazionale. «Da anni ormai organizzo qua le riunioni sull’arte latino-americana dell’International Directors Council delGuggenheime del Latin American Acquisition Committee della Tate Modern, che ho fondato nel 2003» racconta Tiqui Atencio. La collezionista, di origini venezuelane, vive a Londra dopo un lungo periodo a New York, e si tiene aggiornata visitando gli stand di ABMB fin dalla prima edizione nel 2001.

«La mia collezione è un diario di viaggio: in America negli anni ’80 collezionavo Andy Warhol, David Salle e Agnes Martin, poi a Londra sono arrivata quando emergevano gli YBAs e mi sono appassionata al loro lavoro» spiega.
In questi giorni ha presentato anche il suo primo libro, «Could Have, Would Have, Should Have: Inside the World of the Art Collector», uscito per i tipi di Art/Books a ottobre e realizzato a partire da quasi cento interviste con collezionisti e artisti, tutti accomunati dall'acquisto di opere di opere d’arte contemporanea, tra cui anche l’italiana Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e il figlio Eugenio. «Ci siamo incrociati negli anni, abbiamo scambiato idee, opinioni ed esperienze, e ho voluto raccoglierle in un libro che offre il lato umano di chi sceglie di vivere con e per l’arte» racconta Atencio. Da qui un titolo inaspettato che mette in luce i desideri e i rimpianti, per un libro che racconta tutti gli aspetti della convivenza con le opere: una convivenza che a volte parte con il piede sbagliato con conseguenze tragi-comiche, come quando il magnate cipriota Dakis Joannou si trova costretto a informare l'artista Urs Fischer che la sua opera non entra dalla porta. «Anch’io tengo la mia collezione a casa, e sono incappata in simili situazioni» ricorda divertita Atencio, che possiede quasi mille opere tra fotografie, sculture, video, disegni e installazioni.

La visita. Ad ABMB la collezionista si è recata subito negli stand delle gallerie che l’hanno accompagnata nel suo processo di conoscenza dell'arte: protagonisti di primo piano nella promozione dell'arte latino-americana come la galleria messicana Kurimanzutto o la brasiliana Luisa Strina. Da Henrique Faria, galleria argentina con sede anche a New York dal 2003, ha notato un raro materasso di Marta Minujìn, artista concettuale femminista degli anni '60, vicina ad Allan Kaprow e Wolf Vostell, inclusa nelle mostre recenti dedicate dal MoMA all’arte latino-americana. Nel mercato le sue opere hanno una forbice ampia, da 40mila a 300mila dollari, dovuta dalla rarità dei suoi primi materassi, bruciati durante performance. Da Luhring Augustine di New York, invece, ha trovato una scultura recente da circa 250mila dollari dell'artista Tunga: un misto di elementi modernisti e alchemici tesi a ispirare una dimensione mitica nel tempo presente. L'artista, tra i più grandi esponenti dell'arte brasiliana dagli anni ‘70 a oggi, sarà protagonista di una mostra personale durante la 57ª Biennale di Veneziasu iniziativa di Zuecca Art Projects e in collaborazione con Luhring Augustine, Franco NoeroeGaleria Millan, le tre gallerie che rappresentano l’Estate. La collezionista si è quindi recata nello stand del londinese Thomas Dane, tra le opere del messicano Abraham Cruzvillegas, alla Turbine Hall della Tate Modern fino alla scorsa primavera e a prezzi di 60-75mila dollari, e dell'americana Lynda Benglis, artista femminista che sta vivendo un momento di grande attenzione mediatica dopo due recenti mostre personali a Hepworth Wakefield e all’Aspen Art Museum, di cui la galleria espone una scultura a 125mila dollari.

«La mia collezione è al contempo impulsiva e intellettuale: mi prende allo stomaco, e poi mi spinge a studiare per individuare il filo rosso tra le opere» interviene Atencio. E aggiunge: «in questo periodo, per esempio, sto anche riscoprendo gli anni '80 e il vocabolario astratto geometrico di quegli anni». È sulla scia di queste riflessioni che raggiunge lo stand di Casey Kaplan, che espone il lavoro di due artiste più giovani – Sara Crowner e soprattutto N Dash – dove la pittura è un esercizio controllato da precise griglie percettive ed esperienze tattili, a prezzi di 30-70mila dollari. Sorge una domanda: «A parte lo stomaco, cosa dovrebbe ascoltare un collezionista?» le chiedo. Atencio non ha dubbi: «è molto difficile anticipare gli errori, e alla fine li facciamo tutti; ma si può ridurre il rischio di sbagliare entrando a far parte della società degli amici di un museo, per essere guidati e supportati, e poi bisogna viaggiare, vedere, conoscere, e non ultimo studiare!». Per costruire una collezione di qualità, insomma, non esistono scorciatoie, e tra un aneddoto e l'altro Atencio propone anche gli artoons dell’artista Pablo Helguera, visto a Manifesta 11 a Zurigo, con le sue straordinarie vignette satiriche su arte e mercato.

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