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Vetri da collezione, la proposta di Cambi

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Vetri da collezione, la proposta di Cambi

Opportunità unica per collezionisti e antiquari di ammirare negli eleganti spazi milanesi di Palazzo Serbelloni, a Corso Venezia 16, di Cambi Casa d'aste dal 17 al 21 febbraio le più belle opere vetrarie create dai grandi maestri del XX secolo per le prestigiose vetrerie di Murano. Le opere andranno all'asta il 21 febbraio da Canbi che per l'occasione ha voluto, per la prima volta nella sua storia, realizzare un catalogo importante in due volumi. Nel primo volume un gruppo di vetri di straordinaria qualità frutto della passione di un solo collezionista che per tutta la vita si è affidato a un solo mercante, Maurizio Cocchi, e che ora ha deciso di vendere parte di essa. Il primo catalogo è a cura di Simona Scarchilli Cocchi, che ricorda suo marito e la Galleria IN.ARTE di Milano, e vanta pezzi praticamente unici come il grande vaso a murrine di Vittorio Zecchin per gli Artisti Barovier, 1924 ca. stimato 90-120mila euro (un esemplare della stessa serie è stato uno dei top lot dell'asta Cambi del giugno 2016 venduto a 200mila euro) e il vaso con rilievi di gabbiani su disegno di Tomaso Buzzi per Venini, già presente alla mostra storica del 2014 allaFondazione Cini che parte dalla valutazione di 50-70mila euro, e, infine il vaso Scozzese di Fulvio Bianconi sempre per Venini del 1950 ca. di cui se ne conoscono solamente tre esemplari (valutazione 100-120mila euro).

Il secondo volume a cura di Marco Arosio, esperto della stessa casa d’asta, vede riuniti 150 lotti provenienti da diverse proprietà con offerte di vasi di Murano che spaziano dagli anni '20 fino ai giorni d'oggi e con valutazione variabili tra i 500 e i 15mila euro. Punto di forza è la bellissima collezione di piatti a murrine di Carlo Scarpa e Paolo Venini degli anni '50 che solo per essa vale la pena venire a vedere l'esposizione nei prossimi giorni.
Collezionare i vetri a delle regole da seguire per non incorrere in delusioni. «Anche se la manifattura veneziana affonda le sue radici nel secolo XII, il periodo d'oro del collezionismo dei vetri di Murano va dagli anni '30 agli anni '60 del XX secolo» spiega ad ArtEconomy24 Marco Arosio.

Quali sono le ragioni estetiche e tecniche e i maestri che hanno dato impulso al collezionismo internazionale?

Innanzitutto il vetro è un materiale che affascina sin dall'antichità l'uomo e il suo collezionismo è sempre stato ininterrotto. Sicuramente il fatto che agli inizi del secolo maestri vetrai come i Fratelli Toso o gli Artisti Barovier dessero la possibilità ad alcuni artisti di creare oggetti straordinari in vetro, mentre esponevano alle coeve Biennali a Venezia, ha portato Murano fuori dalle secche di una stantia produzione ancora legata ai vecchi stilemi ottocenteschi: una coppia di elefanti in pasta vitrea blu e foglia oro di Ercole Barovier realizzata dalla Vetreria Artistica Barovier di Murano nel 1933 ha stima 10-15mila euro. Nel 1921 l'arrivo di Paolo Venini ha segnato poi con la sua fornace a una vera modernità di linguaggio e a un'apertura al mercato internazionale».

Quando è esploso l'interesse internazionale per i vetri di Murano e quanto in percentuale sono accresciute le quotazioni degli oggetti più rari?
«I primi grandi acquirenti di vetri di Murano sono stati mercanti internazionali come Bruno Bischofberger di Zurigo che alla fine degli anni '70 capirono che certi vasi prodotti a Murano erano dei capolavori d'arte a volte unici per la fragilità del materiale e la difficoltà della tecnica. Alcune di queste creazioni, soprattutto quelle di Carlo Scarpa per Venini negli anni '30 hanno avuto delle rivalutazioni in vent'anni di dieci volte: un suo Vaso serie Incisi per Venini del 1940 ca. a due strati di colore e con superficie iridata ha stima 12-15mila euro».
Quali sono le opere presenti in asta che, in termini di rarità e qualità artistica, hanno la più alta potenzialità di rivalutazione in ambito internazionale?
Sicuramente i vasi di Venini prodotti dal 1920 al 1950, le creazioni di Ercole Barovier, soprattutto, del primo periodo e i vasi di Flavio Poli per Seguso degli anni '50: di quest'ultimo un Vaso ovale schiacciato a due colori per Murano 1964 ca ha stima 5-7mila euro. Rari e ricercati sono alcuni oggetti disegnati da Dino Martens nel dopoguerra per Aureliano Toso come un Vaso serie Oriente 1950 ca. a grandi macchie in vetro a graniglia e inserti di canne zanfirico e murrina stellata ha stima 10-15mila euro.
Ci sono oggi maestri meno celebri, le cui opere sono presenti in questa asta, su cui conviene puntare grazie alle quotazioni ancora contenute?
Alfredo Barbini, mancato recentemente, è stato il più grande maestro come scultore di opere soffiate ma, ovviamente, ha avuto molti imitatori: un suo Vaso cilindrico in vetro massiccio con decoro di fiori astratti impressi a caldo per V.A.M.S.A. di Murano 1936 ca. ha stima 5-6mila euro.
Oggi come un collezionista può difendersi dai falsi e dalle riproduzioni presenti sul mercato? Quali sono le regole per riconoscerle?
Tema scottante e di attualità, purtroppo. La passione di alcuni collezionisti internazionali ha portato a risultati d'asta molto alti e questo ha provocato il fiorire di un illegale produzione di oggetti falsi da parte di vetrai, a volte in buona fede, ma incalzati da mercanti senza scrupoli. Le vetrerie che hanno prodotto i pezzi storici hanno già molti problemi a proseguire con la propria attività e mancano, per i vari passaggi di proprietà, di persone autorevoli che possano certificare le opere del passato. Io che vengo dal mercato come altri miei colleghi abbiamo maturato un'esperienza e garantiamo, o almeno cerchiamo di farlo, quello che poniamo in vendita. Purtroppo la mentalità ristretta di molti collezionisti, soprattutto italiani, alla ricerca di fare l'affare a tutti i costi ha portato alla creazione di raccolte di oggetti inguardabili spesso comprati sui mercatini o fiere con espositori poco selezionati. Comunque il problema dei falsi non affligge solo il vetro di Murano, ma anche tutto il design del XX secolo: le case d'asta e i mercanti seri sono gli unici garanti per fare buoni acquisti.

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