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Musée d'Orsay, cambio di vertice, Laurence des Cars nuova…

MUSEI E BIENNALI

Musée d'Orsay, cambio di vertice, Laurence des Cars nuova direttrice

Dopo aver rinnovato radicalmente il Musée d'Orsay di Parigi a partire dal suo insediamento nel 2008, Guy Cogeval lascia la direzione della prestigiosa istituzione museale. Al suo posto il 15 marzo salirà Laurence des Cars (classe 1966) già curatrice dal 1994 al 2007 del museo che fiancheggia la Senna. Nominata dal presidente francese François Hollande, Laurence des Cars rivestirà la funzione per cinque anni. Si tratterebbe della seconda direttrice a guidare un importante museo di Parigi.

In Francia i direttori di museo non possono rimanere in carica per più di nove anni. Nel 2016 l'incarico di Cogeval è stato infatti rinnovato solamente per altri 12 mesi. Il presidente uscente, tacciato di aver avuto una gestione museale “trè personnelle”, guiderà un centro di ricerca sui Nabis e il simbolismo in seno allo stesso museo d'Orsay, che voci malevole sostengono sia stato ideato appositamente per lui.

Nuove acquisizioni. Sotto la direzione di Cogeval il musée d'Orsay ha acquisito 4mila nuove opere che comprendono 141 pezzi della prestigiosa collezione Zeïneb et Jean-Pierre Marcie-Rivière (25 dipinti e 94 disegni di Bonnard, oltre a 24 dipinti, 3 pastelli e 2 disegni di Vuillard), incluso il capolavoro “Le Déjeuner en famille” detto anche “Il pranzo Hessel” che ha trovato posto all'interno della sala 10, andando a completare la più importante collezione francese di opere di Édouard Vuillard. Le rimanenti opere della raccolta privata sono state disperse da Christie's lo scorso giugno per 32.4 milioni di euro, registrando il 100% di venduto.

Il rinnovamento. Guy Cogeval ha il merito di aver ripensato e ristrutturato la galleria dedicata alla pittura impressionista, l'illuminazione nelle sale e i pannelli esplicativi. Ma nonostante gli sforzi di rinnovare il museo, di ideare mostre di successo e garantire ricavi attraverso prestiti di opere, i numeri indicano che il musée d'Orsay, nel 2015 ha registrato 3.439.832 visitatori grazie soprattutto a due fortunate esposizioni “Pierre Bonnard. Peindre l'Arcadie” ( 510.412 visitatori su 107 di apertura) e “Splendeurs et misères. Images de la prostitution” (419 594 visitatori su 97 giorni di apertura) , registrando un calo sensibile rispetto al 2014 (3.480.609 di visitatori), imputabile in parte agli attentati terroristici. Nel 2015 gli ingressi a pagamento (12 euro biglietto intero, 9 euro ridotto) sono stati 1.853.666, meno in confronto al 2014 (1.919.782 ), e ancor meno rispetto al 2013 (2.017.847 ). I ricavi complessivi nel 2015 ( 34,8 milioni di euro) registrano una tangibile diminuzione rispetto al 2014 (37,9 milioni di euro). Occorre tenere presente nell'analizzare le cifre che parallelamente è andata via via crescendo, a partire dal 2012, la percentuale dei beneficiari di ingressi gratuiti: ( 39%) nel 2012, (45% ) nel 2014, (46% )nel 2015.

Il finanziamento attraverso i grandi prestiti. “Je pense que le futur du musée réside dans la circulation de ses collections”, ha affermato nel 2014 Guy Cogeval. E in effetti il museo d'Orsay ha goduto in parte anche delle “fees” garantite dai prestiti ad altri musei ed enti organizzativi di importanti opere esposte nelle sale del museo. Capolavori che hanno passato il loro tempo in viaggio rendendoli invisibili ai visitatori, sollevando discussioni sia di natura etica che conservativa. Nel 2013 la retrospettiva su Édouard Manet (1832-1883) organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, è stata realizzata movimentando praticamente l'intero corpus di opere dell'artista custodite nelle sale del museo parigino. Il prezzo di locazione ha fatto entrare nelle casse del museo d'Orsay 500 mila euro. La mostra itinerante del 2010 dal titolo “De Manet à l'impressionnisme. Une renaissance moderne” (Fondation MAPFRE di Madrid, Fine Arts Museums di San Francisco, Frist Center for Visual Arts di Nashville) che si è tenuta tra il 2010 e il 2011, ha fatto incassare ad ogni tappa 1 milione di euro al museo.

Poi ci sono i prestiti nati dalla collaborazione di Cogeval con la GAM di Torino: nel 2015 l'esposizione “Monet, dalle collezioni del Musée d'Orsay”, ha accolto più di 300 mila visitatori. Ed ora è la volta di Milano. Palazzo Reale si prepara ad esporre dall'8 marzo la mostra “Manet e la Parigi moderna”, per raccontare il percorso artistico del grande maestro francese.

Il profilo dei visitatori del Museo d'Orsay. La maggior parte del pubblico è costituita da stranieri, per quanto si sia registrata una flessione a seguito degli attentati di Parigi. Se nel 2014 i visitatori esteri rappresentavano il 68% e nel 2013 il 65%, nel 2015 la loro presenza è stata pari al 61%, come nel 2012. Gli europei hanno rappresentano il 28% delle presenze del 2015. Gli americani il 15%, secondi solo ai francesi (39%), mentre un percentuale risicata spetta agli italiani (6%) e agli spagnoli (3%). E' interessante osservare che dall'indagine che emerge dal “rapport d'activitè” del museo d'Orsay (confermato anche da altri siti culturali francesi), il pubblico nel 2015 è stato prevalentemente femminile (60%) , mentre l'età media in generale è intorno ai 41 anni, il 34% composto da giovani e adulti tra i 26 e i 45 anni. Mentre gli over sixties costituiscono il 20% del pubblico.

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