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Il contemporaneo è senza ombre da Christie's Londra

Mercato dell'arte

Il contemporaneo è senza ombre da Christie's Londra

L'asta d'arte del dopoguerra e contemporanea promossa da Christie's la sera del 7 marzo non permette dubbi od interpretazioni in chiaroscuro: solo tre i lotti invenduti su 59 proposti pari a percentuali di successo del 95% per numero e del 98% per valore, per un ricavo di 96,4 milioni di sterline, verso la stima alta di 101,5 milioni e pari ad un incremento del 65% rispetto al 2016, registrando ben sette record per altrettanti artisti e solo 11 lotti aggiudicati dopo un solo rilancio contro la riserva.

Persino le sette garanzie di parte terza hanno influito ben poco sul risultato, poiché solo una è risultata necessaria e vincente, mentre un terzo del catalogo è andato venduto oltre le stime alte ancor prima di aggiungere le commissioni.
L'ottimo andamento dell'asta, caratterizzata da un intenso attivismo sia in sala che ai telefoni, ha coinvolto sia gli artisti oramai storicizzati sia le nuove leve, con ben sette prezzi record di cui sei per artisti viventi.

Record nel Contemporaneo. Il più significativo di questi numerosi record è probabilmente quello per una grande composizione estremamente elaborata dell'artista nigeriana (ma basata negli Stati Uniti) Njideka Akunyili Crosby, classe 1983, nota per produrre un numero assai limitato di lavori di grandi dimensioni (sette-otto l'anno secondo gli esperti di Christie's) e ricercata dai musei di tutto il mondo: la scarsità dei suoi lavori ha portato il ritratto ‘The Beautyful Ones' del 2012 a 2,5 milioni di £, dopo una contesa partita dalla stima di 400-600.000 £.

Un altro grande pittore anch'esso caratterizzato da una produzione limitata ha spuntato, invece, il prezzo più elevato della serata, Peter Doig con una tela di grandi dimensioni del 1994 raffigurante un paesaggio con figure ed effetto neve, conteso fino a 12,7 milioni di £, appena oltre la stima alta di 8-12 milioni una volta aggiunte le commissioni.

Una garanzia ha permesso, invece, di raggiungere il nuovo record per Albert Oehlen, con un autoritratto del 2005 che ha sfiorato i 3 milioni con le commissioni, fermandosi però alla già elevata stima bassa di 2,5 milioni di £; si tratta del secondo ed ultimo lotto d'arte contemporanea fra i primi dieci realizzi della serata.

Da segnalare anche il record per una grande composizione in tre parti di Cecily Brown passata di mano a 1,8 milioni, ben oltre la stima pre-asta, nonché' per una coppia di tele con chiodi caratteristiche di Gunther Uecker, concepite per rimanere insieme, al prezzo di 2,6 milioni di £, da una stima di 1-1,5 milioni; quotazioni record anche per una fotografia di Wolfgang Tillmans del 2011 che ha sfiorato i 270mila £ e per un ritratto di Henry Taylor del 2011 aggiudicato appena sotto i 150mila £.

La pittura del Dopoguerra. Gli altri otto lotti fra i primi dieci realizzi sono di opere del secondo dopoguerra, fra cui spicca No.1 (1949) di Mark Rothko, importante testimonianza della transizione dell'artista all'Astrattismo, la cui stima a richiesta di 8-12 milioni è andata confermata a 10,7 milioni di £, tutto sommato una cifra contenuta per un lavoro seminale dell'artista russo, facente parte di una serie di 12 tele presentate nel 1950, di cui solo due rimaste in mani private.

Il nuovo realizzo è però assai ridotto rispetto agli oltre 30 milioni di $ che il venditore russo avrebbe speso di recente per ottenere l'opera in una trattativa privata, almeno secondo indiscrezioni.
L'ultimo dei tre lavori passati di mano per oltre i dieci milioni di £, una grande tela vivacissima dipinta da Dubuffet nel 1963,è finita a 10 milioni, la stima alta, nelle mani della famiglia Nahmad, storici galleristi che hanno supportato da sempre il mercato dell'artista francese.
Sempre i Nahmad si sono aggiudicati entrambi i lavori mobili di Calder, il primo ‘Guava' del 1955 di generose proporzioni per 4,5 milioni (stima 3-5 milioni), vincendo la resistenza di due altri galllerisiti in sala, Ordovas e Gorvy, il secondo un gigantesco mobile fissato al suolo dello stesso anno, meno ricercato forse a causa della complessità di trasporto ed installazione, alla stima bassa di 3,5 milioni di £, dopo l'aggiunta delle commissioni.

A completare i successi per l'arte americana sono un lavoro di Rauschenberg del 1953, “Transom”, aggiudicato alla stima bassa di 4 milioni di £ (4,6 con le commissioni) dopo un solo rilancio contro la riserva, una tela di Basquiat del 1984 volato in Asia per quasi 4 milioni, oltre la stima di 2,5-3,5 milioni di £, e una ripetizione di quattro Marilyns della ‘Reversal Series' degli anni '80 di Warhol, aggiudicata sotto la stima bassa dopo un solo rilancio a 2,8 milioni (stima 3-5 milioni di £).

L'arte italiana. Un “Concetto Spaziale, Attese” di Lucio Fontana del 1961 di grandi dimensioni, colore argento vivo con ben cinque tagli, ha guidato il piccolo gruppo di opere di arte italiana proposta, con 3,4 milioni di £ una volta aggiunte le commissioni, verso la stima bassa di 3-5 milioni raggiunta dopo un solo rilancio contro la riserva, un prezzo di tutto rispetto sebbene abbia deluso le aspettative di molti, mentre un elegante “Concetto Spaziale” con buchi e vetri blu scuro del 1953 è passato di mano a 1,3 milioni di £, vanamente inseguito da Marco Voena dell'omonima galleria Robilant&Voena, che ha cercato di portare a casa anche una ceramica di Fontana del 1962, aggiudicata al telefono per 209.000 £ (stima 100-150mila £).

Venduto entro le stime anche un “Achrome” di Piero Manzoni a 965mila £, mentre ha ottenuto un nuovo record un lavoro di Carol Rama, eccentrica artista italiana deceduta quasi centenaria nel 2015, con ‘Bricolage' del 1963 che ha raggiunto 185mila £ (stima 60-80mila £).
È passato di mano, dopo un solo rilancio sotto la stima bassa, un lavoro di Cattelan, uno scheletro di cane che porta in bocca una sbiadita copia del giornale di sinistra ‘Liberation', a 485mila £ con le commissioni, contro una stima di 500-700mila £.

Il test per il mercato dell'arte contemporanea prosegue in asta con le vendite giornaliere e gli incanti rispettivamente pomeridiana e serale di Phillips e Sotheby's dell'8 marzo, mentre per gli altri settori l'appuntamento è nel fine settimana a Maastricht alla fiera Tefaf.

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