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Art Dubai gateway per l’arte tra Asia ed Europa, parola di Myrna Ayad

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Art Dubai gateway per l’arte tra Asia ed Europa, parola di Myrna Ayad

Quest'annoArt Dubai festeggia la sua 11ª edizione ed è la prima guidata da Myrna Ayad che sostituisce Antonia Carver direttrice per sei anni e dall'agosto scorso dirige Art Jameel, l'istituzione che promuove la scena artistica e culturale in Medio Oriente, Nord Africa e Turchia oltre a sostenere lo sviluppo delle imprese creative.
Negli ultimi cinque anni, il numero di visitatori Art Dubai è passato da 20.000 a 25.000 e ha evidenziato un aumento del 45% delle application dalle gallerie dimostrando una crescente importanza nel panorama mondiale delle fiere.
Quest'anno sono presenti 92 gallerie provenienti da 44 paesi e per la nuova direttrice Myrna Ayad il prossimo obiettivo, racconta in quest’intervista ad ArtEconomy24, è coinvolgere sempre di più la regione rimanendo una fiera internazionale attirando collezionisti, istituzioni e professionisti d'arte.

La fiera in questi anni ha avviato varie iniziative comuni per lo sviluppo del tessuto culturale di Dubai, cosa si aspetta nei prossimi anni?
L'acquisto di opere d'arte è un aspetto, ma partecipare al sistema dell'arte è diverso. Nel corso degli anni i collezionisti della regione da clienti sono diventati membri delle grandi istituzioni culturali, sostengono i progetti di artisti e danno in prestito opere o intere collezioni ai musei di tutto il mondo. Un esempio, Sultan Al Qassemi Sooud ha prestato la collezione Barjeel Art Foundationalla Whitechapel Gallery, all'Institut du Monde Arabee al Museo di Arte Contemporanea di Teheran.
Art Dubai in cosa si differenzia rispetto a fiere come Frieze e Art Basel?
Siamo la più globale delle fiere d'arte dimostrato dal fatto che a questa 11ª edizione sono presenti 94 gallerie provenienti da 43 paesi. Nel corso degli anni abbiamo diversificato la progettazione, questo ci ha permesso di ridefinire il ruolo di fiera d'arte con una programmazione annuale. Vogliamo continuare a fungere da catalizzatore della scena artistica locale e regionale. Abbiamo appena lanciato Art Dubai Portraits - una serie di cortometraggi che presentano il lavoro degli artisti collegati alla fiera attraverso la programmazione delle gallerie partecipanti. Il primo artista è il palestinese Abdul Rahman Katanani residente a Beirut (in fiera è presente da ATHR) e in seguito presenteremo due ritratti su base mensile. Art Dubai funge da gateway e rispecchia la multiculturalità della sua città ospitante: Dubai è cosmopolita, principale centro culturale, sede di una moltitudine di nazionalità e la sua posizione geografica permette anche di essere un gateway in Medio Oriente tra Asia ed Europa. La fiera è stata e continuerà ad essere una piattaforma per artisti e gallerie, in particolare del Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale, per entrare sulla scena internazionale.
Qual è l'impatto economico di Art Dubai della settimana d'arte in città?
Abbiamo condotto recentemente un sondaggio che ha evidenziato che nel corso della settimana di Art Dubai, sono stati generati 35 milioni di dollari di risorse. Le gallerie locali hanno dichiarato che tra il 30 e il 60% delle loro vendite annuali sono state realizzate in questa settimana.
Quali artisti presentati nel corso degli anni ad Art Dubai hanno una presenza consolidata sul mercato dell'arte internazionale?
Ecco alcuni nomi che vengono in mente. Rana Begum, l'artista londinese del Bangladesh, vincitrice del Abraaj Group Art Prize e in mostra recentemente a Londra da Parasol Unit (da The Third Line i suoi lavori hanno un range di prezzo compreso fra 7.500 e 40.000 sterline); Hassan Sharif, compianto artista concettuale degli Emirati, il cui lavoro è stato acquisito da istituzioni quali Tatee Centre Pompidou (presente a Art Dubai presso la galleria Isabelle van den Eynde) e parte della mostra di Christine Macel alla Biennale di Venezia. Il duo libanese Joanna Hadjithomas e Khalil Joreige - vincitori del Premio Abraaj Group Art Prize nel 2012 - sono in lizza per il premio Marcel Duchamp, hanno esposto alla Sharjah Art Foundation e Villa Arson e sono nelle collezioni del Guggenheim e del Centre Pompidou. Ad Art Dubai sono rappresentati da Fabienne Leclerc; Kader Attia - vincitore del Premio Abraaj GroupArt Prize nel 2010 - ha recentemente vinto il premio Marcel Duchamp, ad Art Dubai è presentato da Galleria Continua (in vendita a 120mila euro l'opera «Repair, culture's agency»,# 5», 2014)eGalleria Krinzinger.
Come si è evoluto il legame tra Art Dubai, i musei internazionali e quelli che apriranno nell'area?
In qualità fiera d'arte leader nella regione abbiamo attratto curatori, direttori di musei provenienti da tutto il mondo. I principali musei internazionali hanno avviato comitati di acquisizioni per l'arte del Medio Oriente, Nord Africa e Asia. Quest'anno abbiamo invitato più di 80 rappresentanti delle istituzioni internazionali tra cui il Norton Museum, Tate, Centre Pompidou, Whitechapel Gallery e British Museum, tra gli altri. Lavoriamo a stretto contatto con le organizzazioni locali e regionali tra cui Qatar Museum, Sharjah Art Foundation, Sheikha Salama Bint Hamdan Al Nahyan e TCA Abu Dhabi.

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