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Design da scoprire

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Design da scoprire

Si apre positivamente il mercato del design e del modernariato in Italia nel 2017 per due case d'asta, Il Pontedi Milano eCambi di Genova / Milano. Intanto Parigi si è confermata la capitale mondiale del design con l'asta, il 6 marzo da Christie's, che ha disperso una collezione di opere di Diego Giacometti, “The Giacometti of Hubert de Givenchy”, con un fatturato di oltre 32,7 milioni di euro, 100% di lotti venduti e 100% del venduto sul valore e prezzi alle stelle. Il top lot dell'asta parigina è stato un tavolo ottagonale scolpito, “table octagonale aux caryatides et atlantes” del 1980 circa che da una stima di 600-800mila euro è volato a 4.162.500 euro, stabilendo un nuovo record mondiale per l'artista e dimostrando come le opere eccezionali dal prestigioso pedigree sono ai vertici della domanda. L'amicizia e la collaborazione di Hubert de Givenchy con Diego Giacometti iniziò nel 1960 in occasione del loro incontro promosso da Gustav Zemsteg, il direttore della società tessile Abraham, che fece dono a Givency di un'opera di Diego, un gueridon, venduto in quest’asta per 674.500 euro contro una stima di 150-200mila. Durante i successivi decenni Givency commissionò all'artista numerose opere di arredo, tra cui un paio di Alberi della Vita (Trees of life) del 1968 che hanno trovato un acquirente per 2.706.500 euro, contro una stima di 300-500mila. La prima opera commissionata dal collezionista a Giacometti fu la Grande Console aux Cerfs, del 1968 venduta per 2.650.500 euro contro una stima di 400-600mila. Una lunga contesa si è tenuta in sala per un suo bronzo dorato del 1949, Coupe, volato da una stima di 200-300mila a 1.322.500 euro.

In Italia. I rari vetri di Murano del ’900 ambiti dai collezionisti internazionali sono stati offerti da Cambi che ha organizzato il 21 febbraio a Milano, nella prestigiosa sede di Palazzo Serbelloni, una grande asta. Il fatturato totale è stato di 1.498.000 euro con il 67% di lotti venduti (dei quali il 90% venduto all'estero) e il 95% del venduto sul valore. «Il settore si è confermato essere in un ottimo momento – hanno affermato gli esperti della casa – con diversi estimatori e grandi dealer internazionali del collezionismo del ‘900 italiano che hanno battagliato tra loro per aggiudicarsi pezzi unici e grande qualità». Soddisfazione quindi per Simona Cocchi Scarchilli, curatrice del primo catalogo (dedicato al marito Maurizio Cocchi, collezionista e mercante milanese), e per Marco Arosio, esperto del dipartimento di Arti Decorative del XX secolo di Cambi Casa d'Aste. Il top lot assoluto dell'asta Murano, XX secolo è stato uno splendido vaso serie scozzesi di Fulvio Bianconi (Venini,1954 ca), rarissimo vaso rettangolare con sezione a clessidra asimmetrica decorato con fasce in diagonale policrome, proveniente dalla collezione Pistilli di Napoli, che partito da una stima iniziale di 100-120mila euro ne ha realizzati 275mila. Ottimo valore di aggiudicazione per un grande vaso serie Mosaico degli Artisti Barovier (1924 ca) decorato con un tessuto musivo di murrine, che è stato venduto a 200mila euro e per un'anfora con decoro di gabbiani in rilievo, pezzo unico di Venini su disegno di Tomaso Buzzi, già esposta alla mostra dedicatogli alla Fondazione Cini nel 2014, aggiudicata per 125mila euro. Sempre molto apprezzate anche le opere di Carlo Scarpa che ha ottenuto il risultato migliore con una coppa cilindrica con collo svasato e piede troncoconico in sottile vetro incamiciato con applicazioni ad onda e filamenti sulla base in vetro lattimo, venduta a 60mila euro. Tra i top lot si segnala anche un vaso Cappello del Doge di Thomas Stearns (Venini, 1962 ca), aggiudicato a 60mila euro e un vaso serie Mosaico-Tessuto di Paolo Venini del 1954 ca, acquistato per 52.500 euro.

I prossimi appuntamenti. Per puntare sui pezzi più belli di Ponti, Mollino, del Liberty italiano e sui più rari vetri di Murano le vendite di design de Il Ponte Casa d'aste di Milano si terranno quest’anno sia a Via Pitteri (dedicate con cadenza bimensile al “modernariato” con una fascia di oggetti e opere, a prezzo “contenuto”, destinate a un pubblico molto vario, composto da italiani e stranieri, mercanti, collezionisti, appassionati e giovani neofiti) che a Via Pontaccio (dedicate ad opere storiche di design). «La prima asta di modernariato dell'anno, tenutasi dal 7 al 16 febbraio, è andata molto bene, in base alle aspettative, con un incremento di valutazioni (105mila euro di fatturato col 125% del venduto sul valore)» ha confermato il responsabile del dipartimento di Art Decorative del ‘900 e Design, Stefano Poli. La possibilità di partecipare on-line, prima riservata solo alle aste di via Pontaccio, ha contribuito ulteriormente al successo di vendita. Un tavolo tondo modello “522” di Gianfranco Frattini, produzione Bernini, Milano1961, in legno massello e impiallacciato in palissandro indiano (130cm diametro, alto 72 cm), valutato 350-400 euro ne ha realizzati 1.215, la libreria modello “Multiuse” di Angelo Mangiarotti del 1965 produzione Poltronova, valutata 1.200 euro è stata venduta per 1.890 euro, una coppia di lampadari in vetro di Murano è stata battuta per 1.890 euro.

Con i Salone. Grande attesa per la prima asta di Design storico che si terrà nella sede di via Pontaccio 12, al primo piano di Palazzo Crivelli, nel cuore di Brera, in data 11 aprile, dopo tre giorni di esposizione il 7, 8 e 9 aprile inseriti fra gli eventi del “Fuori Salone” – ovvero proprio nei giorni clou del Salone del Mobile – con 400 lotti accuratamente selezionati di oggetti, illuminazione e arredi, tra cui esemplari unici di Gio Ponti, BBPR, Franco Albini, Ignazio Gardella, Carlo Scarpa, Carlo De Carli, Paolo Buffa, Ico Parisi, Angelo Lelli, Gino Sarfatti, Pietro Chiesa, Ettore Sottsass, Osvaldo Borsiani. Tra questi si segnala una grande credenza in legno di rovere con piani in cristallo di BBPR ideata per l'appartamento Bettinelli a Milano, pubblicata da Gio Ponti sulla copertina della rivista “Domus” nel giugno 1941, valutata 9-10mila euro. una coppia di lampade da tavolo modello “2374” di Fontana Arte valutate 7-8mila euro e un vaso ovoidale in maiolica di Gio Ponti, “La lettura”, valutato 4-5mila euro. Lo stesso esperto della casa d’aste segnala, tra gli autori che godono di sempre maggior interesse sul mercato italiano e internazionale, Osvaldo Borsani di cui Il Ponte proporrà arredi da lui disegnati negli anni Trenta e Cinquanta.

ArtEconomy24 ha chiesto al professor Poli se ritiene che l'acquisto di opere di design possa essere una forma d'investimento destinata a rivalutarsi nel tempo: «Dipende dagli oggetti e dalle opere che si scelgono. Certamente lo è per alcuni preziosi oggetti di arte decorative, quali i rari vetri di Murano disegnati da Carlo Scarpa, Fulvio Bianconi, Napoleone Martinuzzi. La qualità e la rarità degli oggetti non è tuttavia un parametro sufficiente, occorre seguire attentamente il mercato internazionale per comprendere quali sono e saranno gli autori più valutati. Sottolineo come i rari arredi di Carlo Mollino e alcuni pezzi straordinari di Gio Ponti sono da tempo molto apprezzati e restano i più ricercati dal mercato. I BBPR sono certamente un nome su cui puntare oggi. Infine i preziosi arredi del Liberty italiano – penso a Eugenio Quarti, Alberto Issei, Giacomo Cornetti, Ernesto Basile, Carlo Zen – oggi sottovalutati – sarebbero oggi un ottimo acquisto per chi volesse investire a lungo termine, e potesse attendere una rivalutazione che, per quanto inevitabile, non sarà tuttavia immediata».

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