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Francobolli in asta, tanti invenduti per basi troppo alte

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Francobolli in asta, tanti invenduti per basi troppo alte

Le aste filateliche di francobolli e buste pregiate in ottimo stato di conservazione rappresentano oggi una grande opportunità per collezionisti, grazie a un mercato con prezzi ancora assai contenute rispetto alle quotazioni di catalogo a causa della lunga crisi economica e del rientro massiccio sul mercato di molte importanti collezioni, come già registrato dai risultati di tre tra le ultime vendite del 2016 di Italphil, Ferrarioe de Il Ponte Casa d'aste.

Da Italphil a fronte di un’offerta di pregiati francobolli di grande qualità si sono evidenziati molti invenduti. I collezionisti e commercianti sono estremamente attenti a valutare le basi giuste, non un euro di più, per gli importanti francobolli: sta al curatore dell'asta saper valutare con massima attenzione la giusta base, e se questa risulta per certe voci - pur rare e di bellissima qualità - un po' più alta, probabilmente per scelta del venditore che teme un'insoddisfacente aggiudicazione, l'oggetto rimane invenduto. È il caso dell'ultima asta del 15 marzo di Italphil di Roma che presentava un bellissimo catalogo con 146 lotti e una base totale di oltre 622mila euro che, a causa di alcune stime minime di francobolli pregiati non sufficientemente contenute, ha registrato molti invenduti, con un fatturato di 207mila euro e solo il 43,15% di lotti venduti. Del resto è diffusa abitudine da parte delle case d'asta anche concludere la trattativa di lotti rimasti al palo nei giorni successivi a prezzi riservati. Consuetudine fatta propria, soprattutto, da commercianti che dovranno poi rivendere l'oggetto a privati. Nell’asta in questione sono rimasti invenduti, ad esempio, un esemplare del 2 lire emissione 1879 Umberto I (rarissimo se annullato su busta viaggiata, Sassone 180mila euro) annullato su raccomandata da Napoli a St.Martin da Macon in Francia, (base 45mila euro), i due celebri fogli dei Trittici del 1933 per la Crociera Nord Atlantica comandata da Italo Balbo assai freschi e ottimamente centrati, quotati sul Sassone 20.300 euro (certificato Bolaffi 100%, base 5mila euro), l'unico blocco di quattro del ricercato provvisorio da 1,30 su 1,25 lire azzurro del 1934, sovrastampa con righe sottili, saggio erroneamente venduto come normale dalle poste della Città del Vaticano (100 esemplari esistenti, unico blocco di quattro esemplari conosciuto allo stato di nuovo, quotato 100mila euro sul Sassone, base 40mila euro). Ugualmente uno dei francobolli più rari delle ex Colonie italiane, l'espresso del 1927-33 di Libia da 1,25 lire con sovrastampa nera su 60 centesimi carminio, nuovo con gomma, eccezionalmente fresco e ben centrato, quotato sul Sassone 262.500 euro (base 45mila euro) è rimasto invenduto.

Non tramonta la passione per gli antichi francobolli siciliani. Considerati tra i francobolli classici più belli al mondo, la vendita Italphil ha proposto un'importante raccolta di Annullamenti siciliani. La collezione – apparsa sul mercato dopo che per decenni è stata custodita nella stessa famiglia – raccoglie 53 degli oltre 80 annullamenti, di vario grado di rarità, tra cui 20 applicati su assicurate molto rare, riportati nel catalogo Sassone degli “Annullamenti degli Antichi Stati e del Regno di Vittorio Emanuele II” e funzionanti negli uffici postali dispersi nel territorio siciliano nel 1859, durante la validità dell'unica emissione di Sicilia, quindi prima dell'unificazione del Regno d'Italia. Tra le buste di maggiore pregio, un'assicurata affrancata con 2 grana + 2 grana cobalto da Brolo a Barcellona Pozzo di Gotto il 5 gennaio e sul fronte l'inedita impronta dell'Assicurata di Brolo, in condizioni splendide e unica (base 9.250 euro) è stata aggiudicata per 11.100 euro. Del Regno d'Italia, è stata venduta per 19.200 euro la II emissione di 4 valori della Milizia del 1928 “in colori diversi” (cert. Bolaffi 100%, base 15mila euro) e un bellissimo aerogramma con il Trittico Balbo Servizio di Stato diretto da Roma a Chicago per 8.400 euro (cert.Bolaffi 100%, base 6mila euro). Ottima la performance di collezioni offerte nella loro integrità (44 lotti proposti di cui 29 venduti) ambiti in particolare dai commercianti che acquistano in blocco e rivendono poi al dettaglio le singole serie: un interessante insieme di Regno d’Italia, ex Colonie italiane e San Marino, con importanti esemplari del periodo, da una stima di 18mila euro ne ha realizzati 26.400.

Carol, re di Romania e filatelista. La vendita dell'11 e 12 aprile della Ferrario Casa d'aste di Milano, che a parere di Filippo Ferrario vedrà la partecipazione di collezionisti anche internazionali e di pochi operatori commerciali, proporrà 3.318 lotti con una base totale di partenza di circa 2,1 milioni di euro. Si tratta di un incanto con rarità significative, prima fra tutti – e riportata in copertina al catalogo – una lettera affrancata con una marca da bollo usata per posta del Lombardo Veneto, una delle due sole lettere esistenti di cui una esposta al Museo del Risorgimento di Milano. È proposta con una base di 45mila euro. Proviene dalla collezione del Re Carol di Romania, uno dei celebri collezionisti del passato, come lo fu re Farouk dell'Egitto, e lo è ora la regina Elisabetta II che continua ad alimentare la Collezione Reale inglese, spesso in mostra a livello internazionale. Una ragione per cui la filatelia è spesso stata ritenuta: “l'hobby dei re e non solo il re degli hobby”. Della posta aerea del Regno d‘Italia due grandi rarità: uno dei soli 4 fogli esistenti del 7,70 lire emesso in occasione della prima Crociera Transatlantica comandata da Italo Balbo nel 1930 da Orbetello a Rio de Janeiro che comprende in posizione 22 la celebre varietà “sette stelle al posto di sei” (base 12.500 euro) e uno dei solo quattro esemplari esistenti del Trittico del 1933 sovrastampato per il Volo di ritorno da New York a Roma, ma non emesso, con doppia sovrastampa (base 25mila euro). Della posta aerea coloniale, gli unici due fogli noti interi con sovrastampa “saggio” della Coroncina Servizio di Stato per il Volo Roma – Mogadiscio del 1934 della Cirenaica e della Somalia italiana (base 30mila euro ciascuno). Della Svizzera è offerta la massima rarità del paese di cui sono noti circa 20 esemplari: il francobollo da 5 rappen del 1851 azzurro chiaro e rosso con croce bianca inquadrata e leggenda “Rayon I” (ovvero I tipo), catalogo Unificato 200mila euro. L'esemplare, con margini non completi, è proposto con una base di 10mila euro. Verrà dispersa pure un'eccezionale collezione di Storia Postale della Repubblica Italiana, che è stata la base per la redazione del libro “Italia Storia Postale” realizzato nel 1974 da Cesco Giannetto e Zanaria. Saranno inoltre presenti diverse lettere del periodo classico provenienti da paesi di Oltremare indirizzate negli Antichi Stati italiani (ex Collezione Mentaschi).

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