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La preistoria al Mudec e in collezione

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La preistoria al Mudec e in collezione

Dinosauri alle origini della nostra storia e nel nostro immaginario collettivo. Sono i due percorsi narrativi che animano uno dei più importanti progetti culturali a Milano, che nelle sale del MUDEC prenderanno vita il 22 marzo fino al 9 luglio 2017. Le due mostre promosse dal Comune di Milano e da Il Sole 24Ore-Cultura, anche produttore, realizzate in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano e con la consulenza scientifica di Cristiano Dal Sasso, paleontologo del museo naturalistico milanese, racconteranno i “Dinosauri giganti dell'Argentina”- una narrazione dell'intera storia dell'evoluzione dei dinosauri attraverso reperti originali e unici provenienti dal grande paese sudamericano - e il “Rex and the city. I sauri e noi”, un omaggio alla figura del “sauro” nella storia, dalle prime scoperte ai dibattiti scientifici sull'origine della vita sulla Terra, fino alle diverse rappresentazioni nell'immaginario novecentesco.

Le grandi orme del passato. Un consiglio per gli appassionati che desidereranno visitare la mostra: il documentoprodotto dal Comitato scientifico della mostra “Dinosauri, giganti dell'Argentina” offre chiari dettagli paleontologici per seguire il percorso espositivo. Il focus della mostra è il “dinosauro”, gigante del Mesozoico: gli oceani erano abitati da altri grandi rettili, chiamati plesiosauri e ittiosauri, mentre i rettili volanti con ali membranose sono i pterosauri. I “dinosauri” sono rettili terrestri vissuti tra 230 e 65 milioni di anni fa. Camminavano su zampe – a differenza delle lucertole di oggi – posizionate verticalmente sotto i loro corpi, permettendo loro una locomozione rapida e sostenuta. Il Mesozoico ha visto, assieme all'evoluzione animale, la trasformazione della crosta terrestre: i primi dinosauri sono comparsi nel Triassico, tra 250 e 200 milioni di anni fa, quando la Terra era formata da un continente unico, la Pangea; si sono sviluppati nel Giurassico, tra 200 e 145 milioni di anni fa, quando la Pangea si è divisa in due grandi blocchi continentali, a nord e a sud; hanno raggiunto il loro massimo livello di biodiversità nel Cretaceo, tra 145 e 65 milioni di anni fa, quando le placche continentali hanno continuato il loro movimento verso la posizione attuale, ma alla fine del Cretaceo si sono estinti a causa probabilmente delle conseguenze dell'impatto di un enorme meteorite. A differenza dei dinosauri, gli uccelli sopravvissero alla grande catastrofe e, pur apparendo incredibile, gli uccelli che vediamo oggi intorno a noi sono i discendenti dei dinosauri. Nella mostra al MUDEC l'Argentina gioca un ruolo fondamentale: offre condizioni ottimali per la ricerca dei fossili di dinosauro, in prossimità delle Ande, ove affiorano rocce del Mesozoico: nelle province di San Juan e La Roja sono stato trovati reperti del Triassico, mentre in Patagonia esemplari più insoliti e grandi del Giurassico e del Cretaceo.

Collezionare la preistoria. “L'atemporalità dei fossili è paragonabile a qualsiasi opera pittorica o scultorea realizzata da mani umane” spiega Thomas Lindgren, consulente del direttore del dipartimento di Storia naturale da Bonhams a Los Angeles. “Ciò che rende la categoria dei fossili unica è che questi oggetti sono opere d'arte della natura. Nel corso dei decenni i reperti di storia naturale e, in particolare, gli scheletri dei dinosauri e di altri animali di epoca mesozoica sono diventati ambiti non solo da parte dei musei, ma anche da collezionisti privati europei ed americani: teschi di Mammoth, di coccodrilli, reperti fossili da grotte dellaGreen River Formation nel Wyoming e a Holsmaden in Germania, e ovviamente i rarissimi scheletri più o meno completi di dinosauri. Reperti in tre dimensioni sono considerati opere di scultura da esporre anche in abitazioni dalle giuste dimensioni, mentre fossili bidimensionali, come un pesce fossile, opportunamente incorniciati in pannelli, sono trattati come opere da esporre su una parete. Naturalmente questi reperti nella maggior parte dei paesi, compresa l’Italia sono protetti: il nostro Codice dei Beni culturali all’articolo 10 recita: “Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà” e quindi sono oggetto di tutela da parte dello Stato.

In asta. “ Il prestigio collezionistico guadagnato dai fossili di storia naturale, in particolare dagli scheletri di dinosauri, ha fatto accrescere le loro quotazioni - prosegue Lindgren -, se un teschio di Triceratopo negli anni '90 era reperibile intorno ai 100mila dollari, alla fine della prima decade del Duemila era trattato oltre 240mila dollari”. Alcune vendite all'asta hanno fatto storia: lo scheletro di un Tyrannosaurus Rex, il “Sue”, proposto da Sotheby's nel 1997 a New York con un'offerta iniziale di 500mila dollari, in soli 6 minuti e mezzo raggiunse in sala la cifra di 8,36 milioni di dollari, aggiudicato alField Museum(Museo di Storia naturale di Chicago) grazie al supporto finanziario di diverse aziende, tra cui McDonald's e Walt Disney Company. Si sono resi necessari due anni per installarlo nelle sale del museo: il teschio che da solo pesa 272 kg era troppo pesante per esporlo col resto dello scheletro ed è stato ospitato in un'altra sala. Nel 2010 a Parigi, sempre da Sotheby's, un rarissimo scheletro del feroce dinosauro carnivoro Allosaurus, (un T-Rex del Giurassico appartenente alla sottospecie dei Theropodi vissuti tra 153 e 135 milioni di anni fa) rinvenuto nel 1877 negli Usa, proveniente da una collezione tedesca, è stato aggiudicato per 1.296.750 euro.
Trend di mercato. “Oggi un teschio di Tyrannosaurus Rex ha un valore di mercato di 2 milioni di dollari, mentre lo scheletro può variare tra 5 e 8 milioni di dollari, in base alla sua percentuale di completezza – spiega l'esperto francese Eric Mickeler, curatore di un'esposizione di storia naturale in una passata edizione della Biennale dell'antiquariato a Parigi -. Nel dicembre scorso ho curato la vendita attraverso la casa d'aste francese Aguttes di Lione di uno scheletro completo di Allosaurus per 1,25 milioni di euro (oggi lo scheletro di un dinosauro di qualsiasi specie come uno stegosauro o un triceratopo, ha un valore di mercato di 1,2 milioni di euro)”.

In fiera. Parti di uno scheletro di dinosauro sono reperibili a prezzi nettamente inferiori: alTefaf appena concluso a Maastricht una vertebra dorsale di un Camarasaurus del Giurassico superiore (dinosauro erbivoro), rinvenuta nel Colorado e risalente a 155 milioni di anni fa, è stata venduta dalla galleria Lullo Pampoulides Fine Art di Londra per 10mila euro.

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