ArtEconomy24

5/10 Gelateria Sogni di Ghiaccio a Bologna: due artisti che organizzano mostre…

  • Abbonati
  • Accedi
    collezionare

    Dieci spazi indipendenti dell’arte in Italia. Chi sono e come si sostengono

    Inaugura durante Miart 2017 (31-marzo-2 aprile) una mostra intitolata “Outer Space”, dedicata agli spazi non-profit per l'arte contemporanea in Italia e curata da Ginevra Bria (28 marzo-15 aprile). All'interno di FuturDome, un palazzo liberty che negli anni 40 è stato il ritrovo degli artisti del Secondo futurismo e ora è sede dell'Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Atto Belloli Ardessi, si ritroveranno dieci giovani iniziative che rappresentano un'alternativa sia alle gallerie che ai musei e si pongono come luoghi di scoperta di talenti emergenti per collezionisti (saranno organizzate visite guidate a cura del collezionista Diego Bergamaschi) e curatori. Ecco chi sono e come trovano i fondi per sostenersi

    5/10 Gelateria Sogni di Ghiaccio a Bologna: due artisti che organizzano mostre nel loro studio

    Fondato a Bologna a gennaio 2016 per iniziativa di Filippo Marzocchi (1989) e Mattia Pajè (1991), Gelateria Sogni di Ghiaccio ha iniziato l'attività espositiva a ottobre 2016. «Lo spazio è nato dall'esigenza di avere un nostro studio, poiché siamo entrambi artisti» spiega Filippo Marzocchi, «ma volevamo anche arricchire la proposta artistica di Bologna. Non siamo curatori, ma organizzatori di mostre».

    Lo spazio è un ex-magazzino di 80 m2 nel centro con vetrina su strada. È stato ristrutturato dai due artisti con fondi propri. «Il programma è in continua definizione - spiega Marzocchi, - ma si basa sulla ricerca nelle varie discipline, dal suono alla pittura all'installazione. Cerchiamo di sviluppare format e presentazioni non convenzionali». Gli artisti possono essere emergenti, affermati (per esempio a FuturDome mostreranno un'opera di un artista già scomparso) o anche studenti, come Gabriel Stoeckli, che studia in Naba a Milano. Altri con cui hanno lavorato sono Francesco Fonassi, che lavora col suono e ha già esposto al Palais de Tokyo, o Rachele Maestrello, che lavora con la fotografia (il price range delle sue opere in mostra andava da 800 a 3.000 euro), o Roberto Fassone, che ha ideato il nome.

    Lo spazio è in affitto e condiviso con un terzo artista, Marco Casella. «Siamo stati fortunati a trovare uno spazio in centro con un affitto basso - dice Marzocchi, - abbiamo usato fondi nostri perché era la nostra esigenza di avere uno studio. Per ora continuiamo così, all'anno impieghiamo 5-10.000 euro, è il nostro contributo alla cultura». E il crowdfunding? «Non fa per noi, per il futuro c'è in programma di presentare il progetto al Comune insieme ad un'associazione». Anche la vendita delle opere (in media quotano sui 1.500 euro) finora è stata esclusa. «Se c'è compratore lo mettiamo in contatto con l'artista e sta all'artista, se vuole, darci una percentuale».

    I due artisti hanno, però, iniziato una collezione. «Per ora è piccola e umile, ma apprezziamo il contributo degli artisti, se capita».

    © Riproduzione riservata