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La street art reinterpreta la calligrafia araba e vince premio Unesco

premi e concorsi

La street art reinterpreta la calligrafia araba e vince premio Unesco

Le immagini del suo murale che ricopre le facciate di 50 palazzi al Cairo a formare un'unica grande scritta hanno fatto il giro del mondo: “Chiunque voglia vedere la luce del sole con chiarezza deve prima pulirsi gli occhi”. Una frase del vescovo copto Sant'Atanasio di Alessandria che invita a non giudicare il prossimo, dipinta nel quartiere di Manshiyat Naser, una zona popolare i cui abitanti, in maggioranza cristiani copti di origini umili, da decenni ripuliscono la megalopoli da tonnellate di rifiuti, ma nonostante ciò rimangono marginalizzati dalla società e considerati sporchi.


Grazie a questo progetto l'artista eL Seed, franco-tunisino, classe 1981, ha vinto l'edizione 2017 dell'Unesco Sharjah Prize for Arab Culture, un premio istituito nel 1998 per iniziativa degli Emirati Arabi Uniti come riconoscimento a persone o organizzazioni che hanno contribuito alla promozione e comprensione della cultura araba nel mondo, un tema più che mai attuale. La cerimonia di premiazione si terrà il 18 aprile al quartier generale dell'Unesco a Parigi. Ma intanto possiamo vedere da vicino il suo lavoro presso la Galleria di Patricia Armocida di Milano nella prima mostra dell'artista in Italia, dal 23 marzo al 30 giugno. Per l'occasione l'artista ha creato 18 opere di medie e grandi dimensioni e una litografia in 12 esemplari nel suo stile definito “calligraffiti”, che unisce la tradizione calligrafica e la poesia araba all'arte di strada (prezzi 12.000-42.000 dollari).


Insieme a eL Seed, quest'anno è stata premiata per la prima volta un'artista donna proveniente dal mondo arabo, Bahia Shehab, egiziana, classe 1977, che con lui dividerà il riconoscimento monetario di 60.000 dollari. Anche Bahia Shehab - come lei stessa racconta nella video-intervista del Louisiana Channel qui sotto riportata - usa la calligrafia in modo innovativo nella street art e per questo è stata premiata. In particolare lo ha fatto nella sua azione di protesta durante la primavera araba in Egitto a gennaio 2011: ha dipinto per i muri delle strade la parola “no” in mille modi diversi, così come vuole la lingua araba nella storia degli ultimi 1.400 anni, associandola a frasi di protesta e stencil. Un progetto che l'ha resa famosa, anche se, a livello di mercato, non ha una galleria che la rappresenta.

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