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Drouot aspira a diventare la più grande casa d’asta francese

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Drouot aspira a diventare la più grande casa d’asta francese

Alexandre Giquello presidente del Consiglio di sorveglianza di Drouot
Alexandre Giquello presidente del Consiglio di sorveglianza di Drouot

È senza dubbio una delle più belle collezioni di arte precolombiana quella offerta a Parigi il 31 marzo scorso da Binoche et Giquello, uno dei 75 “commissaires priseurs” francesi che compongono Drouot, unica realtà nel mondo internazionale delle aste composta da così tante case di vendita e di cui lo stesso Alexandre Giquello è presidente del Consiglio di sorveglianza. La collezione dispersa comprendeva numerosi capolavori provenienti dal Messico occidentale, in particolare dalle regioni del Nayant, di Colima, di Jalico e anche di Guanajuato. Opere ambite dal collezionismo internazionale per la loro modernità stilistica, per la bellezza plastica di sculture senza età. Lo stesso Alexandre Giquello, al termine dell'asta, ha annunciato ad ArtEconomy24 il risultato: 3 milioni di euro di fatturato totale contro una stima 1,3milioni e il 95% di lotti venduti, in particolare a collezionisti americani, ma anche a un importante collezionista cinese giunto nella stessa giornata a Parigi da Pechino per partecipare a questa vendita. Regina dell'incanto, stupefacente per modernità stilistica e per le sue forme voluttuose, “La Venus Callypige”, scultura in ceramica di cultura Chupicuaro, Stato del Guanajuato, 400-100 a.C. stimata 120-130mila euro è stata aggiudicata a 285.750 euro: per stile e dimensione è paragonabile a quella conservata al Quai Branly e sicuramente le due Veneri provengono dallo stesso atelier. Risultato significativo per una scultura di cultura Chontal, dello Stato messicano del Guerrero, risalente al 300-100 a.C., che da una stima di 60-80mila euro è volato a 266.700 euro.

Il 2016 per Drouot. «Drouot – dal 2002 società privata S.A.S. –, è una realtà che mantiene il primato di vendite in Francia», tiene a precisare Alexandre Giquello «con un fatturato nel 2016 di 370 milioni di euro, praticamente uguale a quello del 2015 (375 milioni), contro i 244 milioni di Christie's Parigi, i 220 milioni di Sotheby'sParigi e i 210 milioni diArtcurial: 1.258 vendite nel 2016,di cui 22 con un fatturato oltre 500mila euro, con oltre 100 prelazioni da parte di istituzioni pubbliche, tra cui il Musée de Quai Branly (una scultura “Akye” per 624mila euro) e il Musée des Baux Arts d'Orleans (un pastello di Jean Baptiste Peronneau per 412.500 euro), 25 record mondiali e cinque record per la Francia». Tra i record mondiali nel dicembre scorso (e record assoluto di Drouot nel 2016) spicca un sigillo cinese del periodo Qianlong (1736-1795) in steatite beige e rossa con i quattro lati scolpiti con dragoni in rilievo, venduto da Pierre Bergé & Associes per 21 milioni di euro. Sono cresciute nel 2016 del 32% le vendite effettuate tramite DrouotLive (69,3 milioni di euro, la piattaforma live per il mercato dell'arte) e del 44% le vendite tramite DrouotOnLine (effettuate esclusivamente su Internet, 4,1 milioni di euro).

I settori che crescono da Drouot. Come ha spiegato Giquello ad ArtEconomy24: «i settori che a Drouot si stanno sviluppando maggiormente sono i libri antichi e l'arte primitiva. Nel settore dei libri antichi la leadership è mantenuta dallo stesso Pierre Bergé, considerato il più grande esperto al mondo di libri ed autografi. Il 26 aprile nelle sale di Drouot Bergé disperderà in associazione a Sotheby's una delle più prestigiose biblioteche francesi, quella di Jean Bonna, di 300 tra libri e manoscritti, sei secoli di letteratura ed arte, dal XV al XX secolo, dedicati a svariati temi, i viaggi, le scienze, l'economia politica, la pittura, tra cui l'edizione originale di “Leyda” del 1638 dei “Discorsi e Dimostrazioni matematiche” di Galileo Galilei, in eccezionali condizioni di conservazione, considerato il primo testo moderno di fisica, stimato 700-900mila euro. Nel settore dell'arte primitiva, di cui notoriamente Parigi è la capitale mondiale del mercato, lo scorso anno a dicembre Millonin associazione con Christie's ha venduto da Drouot un rarissimo poggia teste in legno della civiltà Luba-Shankadi (Repubblica Democratica del Congo) per 2.229.000 euro, record mondiale». A parere di Giquello: «il settore dell'archeologia è un po’ in crisi, dovuta alle offerte che si moltiplicano nel web di reperti recuperati clandestinamente nelle recenti guerre in Iraq e in Siria. Comunque è in vigore in Francia una legge che considera illegali tutti i reperti archeologici trovati dopo il 1960. Il suo cavallo di battaglia è l'investimento che Drouot sta sostenendo per rilasciare garanzie di autenticità di assoluto rigore, puntando su esperti che possano affermare la loro indipendenza (in Francia esistono tre camere di esperti di altissimo livello che firmano la genuinità delle opere d'arte). Altro punto di forza è la commissione riconosciuta al compratore, pari al 20,5% + Iva rispetto al 25% + Iva di altre case, come Artcurial. Per il venditore le commissioni oscillano tra il 15% e lo 0%, quest'ultima per oggetti che Drouot vuole a tutti i costi».

Anche i dinosauri sotto il martello di Drouot. Il 7 marzo scorso la stessa Binoche et Giquello, nelle sale di Drouot, ha organizzato una vendita di storia naturale, tra cui il cranio fossile di un Triceratopo Horridus risalente al Cretaceo superiore (200 x 220 x 170 cm) rinvenuto nel Wyoming (USA) e proveniente da una collezione francese.

Il cranio proposto appartiene a un esemplare adulto che si ritiene potesse essere lungo 8 metri e pesare 9 tonnellate. Si tratta di un cranio completo al 75% e le parti mancanti sono state restaurate utilizzando repliche di altri esemplari originali recuperati (il suo restauro è durato 6 mesi). Stimato 100-120mila euro, ne ha realizzati 177.800. Nel catalogo dell'asta era presente pure lo stupefacente scheletro di un rettile marino estinto, lo Zarafasaura Oceanis, risalente alla fine del Cretaceo e rinvenuto nel Marocco in una miniera di fosfati. I resti vennero acquistati in una fiera di Monaco e rilavorati in un laboratorio di Trieste nell'arco di due anni (lo scheletro era stato rovinato dalle ruspe della miniera). Presentato nella stessa vendita di marzo, ha suscitato polemiche dai mass-media marocchini e le autorità hanno rivendicato il diritto del suo ritorno nel paese africano. Drouot ha iniziato una trattativa con le autorità che hanno accettato di riacquistare lo scheletro pagando unicamente le spese per il lavoro di restauro. Così il lotto è stato ritirato dalla vendita all'asta.
Infine, quali le future aspirazioni di Alexandre Giquello? «Trasformare l'Hôtel de ventes di così tanti commissaires priseurs in un'unica grande Casa d'aste francese».

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