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Art bonus, da Generali 2,5 milioni per restituire i Giardini Reali a…

Economia e beni culturali

Art bonus, da Generali 2,5 milioni per restituire i Giardini Reali a Venezia

Planimetria del progetto di restauro
Planimetria del progetto di restauro

Il Gruppo Generali conferma la vocazione di mecenate per la città di Venezia anche se centellina la spesa. L'ad Philippe Donnet in occasione della presentazione del nuovo concept per il restauro dei Giardini Reali, ricorda la storia del gruppo assicurativo che ha aperto la sede in piazza San Marco nel 1832, scegliendo come simbolo proprio il leone marciano. Per questo, quando si è trattato di partecipare su richiesta della Venice Gardens Foundation (VGF) al restauro dei giardini dietro piazza San Marco, il Gruppo non si è certo tirato in dietro. Quanto costa l'operazione? “Cinque milioni di euro - precisa Adele Re Rebaudengo, anima del progetto e presidente della VGF”. Donnet chiarisce che Generali: “sarà l'unico sponsor” e prevede per il momento di pagare una prima tranche di 2,5 milioni di euro con l'art bonus che gli permetterà di recuperare il 65% dell'investimento sotto forma di credito d'imposta in tre anni, “il resto lo vedremo col tempo”. Argomento piuttosto nebuloso visto che i cantieri partiranno sotto la direzione dell'architetto paesaggista Paolo Pejrone e del collega Alberto Torsello a maggio e dureranno 18 mesi.

Chi pagherà la restante somma? Con l'occasione Donnet ha annunciato che ha intenzione di recuperare anche le Procuratie Storiche che si attraversano dai Giardini Reali passando sul ponte levatoio che porta al Palazzo della Zecca, a Palazzo Correr e, infine, in piazza San Marco. Insomma un'operazione di marketing e mecenatismo perfetto. È il frutto di una collaborazione in grande scala tra Demanio, proprietario dell'area, Comune (che l'ha in carico) e compagnia Generali. All'operazione prendono parte anche Mibact e Venice Gardens Foundation, ideatrice del progetto, che gestirà l'area per i prossimi 19 anni.

La storia. I Giardini Reali erano stati voluti da Napoleone, che voleva usare le Procuratie come 'reggia', snobbando Palazzo Ducale. Il passaggio di Venezia all'Austria aveva bloccato il progetto 'imperiale' ma aveva dato vita - dopo l'abbattimento di una seria di magazzini - a quest'area da 5.500 metri quadrati messi a giardino. Praticamente un parco per Venezia, che è stato vissuto da sempre dalla cittadinanza, per poi progressivamente venire abbandonato, diventando parco per turisti ad uso pic-nic o relax dopo le scarpinate in città.

Il recupero sarà ultimato in tempo per la prossima Biennale di Architettura, dove i 'nuovi' Giardini Reali non saranno un contenitore, ma un'opera a sé stante. I Giardini Reali restituiti alla città come luogo di cultura e di ambiente, ma anche valorizzazione degli edifici che insistono su San Marco. Massimo rispetto dell'esistente, con la valorizzazione degli angoli 'segreti', del grande corridoio centrale coperto di glicini, delle serre (con ampio uso delle tecnologie innovative). Tra i passaggi fondamentali la restituzione del Padiglione Santi, dove troverà posto una caffetteria, la zona servizi e di controllo. Una struttura che si ritiene garantirà un gettito per la manutenzione dei Giardini.

“Il restauro dei Giardini Reali è il primo intervento a cui si dedica la nostra Fondazione - ha dichiarato Adele Re Rebaudengo. - Siamo orgogliosi di avviare un percorso che riporterà questo luogo magico, molto amato dai veneziani al suo antico splendore e significato”. “È venuto il momento di riscoprire le nostre radici - ha detto l'ad di Generali, Philippe Donnet - e rivitalizzare la nostra presenza in questa città. I Giardini sono il primo passo”.

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