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Regno Unito, 2016 annus horribilis per i piccoli musei

Musei e Biennali

Regno Unito, 2016 annus horribilis per i piccoli musei

Il Natural History Museum di Londra
Il Natural History Museum di Londra

Secondo Sharon Real, direttrice del Museum Association (MA)che ha curato, in collaborazione con il Museum Development Network in England, un sondaggio annuale sui musei UK realizzato intervistando 553 istituzioni museali del territorio (il 22% delle circa 2.500 realtà del Paese), il 2016 è stato un anno turbolento, segnato dall'instabilità dovuta ai tagli al settore, ai cambi di vertice, oltre che ai primi effetti prodotti dalla Brexit. Le sforbiciate hanno portato ad una perdita di personale specializzato, alla riduzione degli orari di apertura  e, talvolta, alla chiusura delle piccole realtà museali incapaci di far fronte ai costi, ricordiamo che l’ingresso alle collezioni permanenti britanniche è gratuito. Tra il 2010 e il 2016 le autorità locali hanno ridotto i finanziamenti ai musei del 31%. Quelli situati in piccole realtà come la contea del  Lancashire (Inghilterra del nord-ovest) e Kirklees, contea del West Yorkshire, sono state le più penalizzate. Alcuni musei locali hanno chiuso i battenti e molti altri, finanziati con fondi pubblici, dovranno affrontare ulteriori tagli ai loro bilanci.

La riduzione delle risorse ai musei di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. I musei nell’isola si suddividono in diverse categorie: i più importanti sono i National museums, i National Trust (ente che amministra Parchi e castelli) e gli Independent former local authority museums, poi ci sono le categorie museali più piccole come i  Military museums e gli University museums (l'Ashmolean Museum of Art and Archaeology, il D'Arcy Thompson Zoology Museum, il Manchester Museum dell'Università di Manchester, per citarne alcuni).

Lo studio del Museum Association (MA) riporta che tra 2010 e il 2016 hanno chiuso 94 istituzioni museali in tutto il Regno Unito, 15 solo nel 2016 a causa della riduzione di fondi pubblici. Nonostante i musei siano un’opportunità per lo sviluppo locale, soprattutto in aree marginali del territorio, tra il 2015 e il 2016  il 24%  delle realtà museali britanniche hanno registrato una diminuzione delle public income.

I dati indicano che le istituzioni museali situate nelle regioni più decentrate, le "disadvantaged areas", sono le più colpite dai tagli. Il 64% dei musei che si trovano nel Galles, ad esempio, hanno riportato una  riduzione dei finanziamenti. In Scozia la contrazione è del  50%, in Nord Irlanda del 43% , mentre in Inghilterra del 21%. L'impatto dei musei Uk sulle economie locali è tutt'altro che trascurabile. Il fatturato complessivo da loro generato si aggira intorno a 1,28 milioni di sterline. Se gestiti con intelligenza, i musei dislocati nelle "disadvantaged areas" potrebbero generare turismo, rivitalizzando luoghi marginali ed economicamente depressi. Le entrate complessive dei Local authority museums, Nationals and independent museums, sono scese.  Alcuni National museums segnalano un decremento del 73%.  Il 34% delle riduzioni ha toccato gli enti locali museali (Local authority museums), mentre il  75%  ha riguardato i musei locali indipendenti (Independent former local authority museums ). I finanziamenti pubblici che riguardano il 67%  degli University Museum tendenzialmente sono rimaste stabili

Solo in Inghilterra, secondo il Department for Communities and Local Government (DCLG), la spesa risulta scesa da 285 milioni di sterline relativi al periodo  2010/2011  a  221 milioni del  2015/2016 (corretto per l'inflazione, parliamo di un calo del 31%  tra il 2010 e il 2016).

Il 42% dei musei ha raggirato la "funding crisis" incrementando il reddito attraverso attività commerciali come negozi, bar ed eventi. Molti musei (37%) hanno avviato una ricerca fondi e ottenuto un incremento in donazioni filantropiche. Ma alcune istituzioni, come il Brighton Museums e la York Art Gallery, si sono trovate obbligate nel 2015 ad applicare una "charges for entrance".

Le stime sui visitatori dei musei UK nel 2016. Il sondaggio del Museum Association (MA) indica che il 46% dei National Museums del Regno Unito, durante l'anno finanziario 2015/2016,  ha subito una contrazione del numero di visitatori, come riporta anche il report diffuso a gennaio dal Department for Culture, Media and Sport (DCMS), che indica un calo del 3,1% delle presenze nei musei sponsorizzati dal Governo, in parte attribuito alla diminuzione delle mostre  "blockbusters" rispetto all'anno precedente e alla preoccupazione di eventuali attacchi terroristici.

Anche stando ai numeri  forniti dall'Association of Leading Visitor Attractions (Alva), i musei londinesi nel 2016 hanno registrato un calo di presenze. Ma le cifre risultano diverse da quelle ufficiali fornite dal Department for Culture, Media and Sport (DCMS). Secondo l'Alva, i visitatori del British Museum sarebbero scesi del 6%  (a 6.420.395 presenze), e non saliti a 6,9 milioni come riportato dal DCMS,  sebbene per entrambe le fonti l'istituzione rimanga la più visitata del paese. Il secondo posto andrebbe  alla National Gallery con un + 6% di presenze (6.262.839) rispetto al 2015 (mentre il DCMS indica una diminuzione), terzo posto alla Tate Modern (5.839.197), al quarto posto il Natural History Museum i cui ingressi sarebbero scesi del 12% ( 4,6 milioni). All'ottavo posto, troviamo il Victoria & Albert Museum (V&A) con un -12% (3 milioni). Il 2016, invece, è stato un ottimo anno per il turismo scozzese. La nazione ha confermato la buona performance del 2015, registrando un incremento di visitatori, grazie agli investimenti delle istituzioni nel settore delle attrazioni turistiche e culturali.

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