ArtEconomy24

Londra, perso il Pontormo la National Gallery ci riprova con Bellotto

mercato dell’arte

Londra, perso il Pontormo la National Gallery ci riprova con Bellotto

Bernardo Bellotto,  Fortress of Königstein from the North (1757)
Bernardo Bellotto, Fortress of Königstein from the North (1757)

La National Gallerydi Londra ci riprova con Bellotto. Dopo essersi lasciata sfuggire il raro “Ritratto di giovane con cappello rosso” (1530) di Pontormo (1494-1557), non riuscendo ad offrire al collezionista americano J. Tomilson Hill un corrispettivo adeguato per il riacquisto del dipinto a seguito della svalutazione della sterlina rispetto al dollaro per via della Brexit, tenta ora l'acquisto di una tela del pittore veneziano Bernardo Bellotto (Venezia, 1721 – Varsavia, 1780). Si tratta della veduta della Fortezza di Königstein (Fortress of Königstein from the North, 1757 ) realizzata dal nipote di Canaletto quando nel 1747 andò a Dresda a lavorare alla corte di Re Augusto III di Polonia. Rimasta sin dal 1834 nelle disponibilità della famiglia del Conte di Derby, insieme ad un'altro esemplare «The Fortress of Königstein from the South», la veduta è stata venduta per 11 milioni di sterline ad un collezionista privato, molto probabilmente americano.

Nel 2015 il Conte richiese la licenza di esportazione per entrambe le tele; il pittore dipinse in tutto cinque esemplari della Fortezza di Königstein, uno conservato alla National Gallery di Washington. Messo al corrente del rischio di incorrere in una export-deferred, periodo di sospensione che permette ad un eventuale “domestic buyer” di raccogliere la somma necessaria all'acquisto, il Conte ritirò immediatamente la domanda. L'anno scorso il proprietario si è rifatto avanti chiedendo nuovamente una licenza di esportazione (differita sino a febbraio 2017) per una sola delle due vedute della Fortezza di Königstein. La National Gallery ha ottenuto dal Reviewing Committee on the Export of Works of Art un'ulteriore sospensione della licenza sino al 17 agosto, nella speranza di riuscire a raggiungere l'importo necessario per garantirsi la tela.
Ma potrebbe ripetersi la débâcle di pochi mesi fa, quando il collezionista e hedge fund manager statunitense Tom Hill rifiutò l'offerta di 30,7 milioni di sterline messi insieme dalla National Gallery, anche grazie ad una eccezionale garanzia di 19 milioni del Tesoro britannico. Tra l'acquisto del dipinto di Pontormo da parte di Hill e la scadenza degli effetti sospensivi della export license, infatti, la divisa del Regno Unito, per effetto della Brexit, si era svalutata e il collezionista americano rischiava di rimetterci ben 10 milioni di dollari nel caso avesse accettato. D'altronde, se è ancora presto per vedere gli effetti della Brexit sull'economia reale, dal referendum la sterlina ha perso il 16% nei confronti del dollaro, passando da 1,49 a 1,24.

Un aspetto da verificare è se la National Gallery, come collezione pubblica, può avvalersi di una agevolazione fiscale per l'acquisto della veduta di Bernardo Bellotto, cosa che farebbe risparmiare al museo diversi milioni di sterline.
Per Aidan Weston-Lewis, membro del Reviewing Committee on the Export of Works of Art (https://www.gov.uk/government/news/export-bar-to-save-11m-bellotto-painting) “La grande veduta di Bellotto dipinta a Dresda e nell'area circostante, è uno tra i più originali e impressionanti dipinti paesaggistici europei settecenteschi. Questa rappresentazione monumentale della storica fortezza di Königstein che si erge drammaticamente dalla sperone roccioso su cui è costruita, è la più importante delle sue opere mature rimanenti nel Regno Unito, e la sua partenza oltre oceano sarebbe molto deplorevole».
Raramente pubblicato e mai apparso in esposizioni dedicate alle opere di Bellotto, il dipinto secondo gli esperti non è oggettivamente tra i più belli della serie e nelle collezioni istituzionali e private del Regno Unito vi sono opere del pittore di maggiore importanza. L'esemplare della National Gallery di Washington, ad esempio, comprato nel 1993 per 9,5 milioni di dollari, presenta una qualità esecutiva infinitamente superiore rispetto all'esemplare conteso dal museo londinese. Il dipinto, allora, era considerato una “British property” perché appartenuto per 150 anni ad una collezione privata inglese. Ma nessuna istituzione in Inghilterra poteva permettersi di mettere insieme quella cifra. E molto probabilmente a spingere oggi la National Gallery di Londra a bloccare l'esemplare appartenuto al Conte di Derby è anche il rammarico di aver già visto una volta, come per magia, volare sull'oceano la Fortezza di Königstein, in direzione dell'America.

© Riproduzione riservata