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Collezionisti e biblioteche straniere a caccia di antichi libri italiani

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Collezionisti e biblioteche straniere a caccia di antichi libri italiani

Il mondo delle aste nel settore dei libri antichi continua a godere buona salute in Italia, grazie soprattutto alle richieste che giungono dal mercato internazionale, ed il numero di case d'asta che si interessando del settore sta crescendo. «Uno dei fattori principali della crescita del mercato del libro antico credo dipenda dal fatto che il commercio librario degli ultimi anni si sia molto spostato dalle vendite tradizionali delle librerie antiquarie alle vendite gestite dalle case d'asta specializzate, le quali hanno maggiore visibilità e rapporti internazionali. Se da una parte le librerie sono in crisi, dall'altra le case d'asta sono in crescita» spiega ad ArtEconomy24Marco G. Manetti, titolare della casa d'aste Gonnelli di Firenze che ha dato il via già il 30 e 31 gennaio alla nuova stagione del mercato bibliofilo nazionale, con una vendita che ha fatturato circa 750mila euro con un venduto del 75% dei 962 lotti in catalogo. «Le conseguenze di questo spostamento si traducono in maggiore visibilità e appetibilità dei prezzi - prosegue Manetti –, il catalogo della casa d'aste riscuote sempre una maggiore attenzione rispetto a quello della libreria perché normalmente le basi d'asta sono più vantaggiose, in partenza, di quelle della libreria, ma capita spesso, anzi spessissimo, che un libro in asta venga pagato molto più caro di quanto lo si possa invece acquistare in libreria...». Manetti ci tiene subito a sottolineare che il supporto sostanziale al successo delle vendite nel settore in Italia è offerto dalla domanda internazionale: «Il mercato nazionale è notoriamente in crisi, sia perché manca un ricambio generazionale dei collezionisti, sia perché i principali storici (doverosi e necessari) acquirenti di libri antichi, ossia le biblioteche pubbliche, non hanno più da anni fondi da investire nell'incremento del patrimonio culturale nazionale. A volte si aggiungono le complicate procedure burocratiche che scoraggiano le azioni di volenterosi e disponibili bibliotecari che, non potendo fare affidamento sull'autonomia gestionale della biblioteca si ritrovano condizionati da procedure o tempistiche penalizzanti. All'estero la situazione è diversa: innanzitutto c'è più denaro, pubblico e privato, che viene investito in libri e in secondo luogo perché gli stranieri sanno che l'Italia è un paese con un ricchissimo patrimonio librario frutto di una storica tradizione di stampatori, ma anche soprattutto di grandi collezioni» prosegue. «Tradizionalmente il mondo anglosassone è quello più attivo. Le biblioteche americane (rispetto a quelle italiane) assolvono maggiormente ai principi di acquisizione dei beni librari e non solo di conservazione. Le collezioni private americane, inoltre, hanno quasi sempre la finalità di essere motivo di vanto e di prestigio per il suo proprietario, a differenza di quelle italiane che sono nascoste e spesso sconosciute per i più disparati motivi, spesso legati al timore di furti o di eccessi di riservatezza».

Perché collezionare libri. I criteri che rendono un libro antico raro e ricercato nel tempo vanno distinti dalla moda rispetto al pregio di lunga durata: “Non esiste una tipologia specifica di libro più ricercato - sostiene l'esperto. – Sebbene il criterio di rarità sia quello predominante, come tutti i beni di collezionismo anche i libri riflettono delle mode del momento. È sempre affascinante ed istruttivo sfogliare i vecchi cataloghi per confrontare i prezzi dei libri e osservare come siano aumentati o diminuiti a seconda della domanda e della moda; fino a una ventina di anni fa l'enciclopedia Treccani, fasto e prestigio degli studi dei liberi professionisti, costava diversi milioni di lire, oggi non si vende a più di 1.000 euro, questo parché la Treccani (con tutto il rispetto) è passata di moda e perché la funzione delle enciclopedie in generale è stata sostituita da Internet... Trent'anni fa le prime edizioni del '900 si potevano trovare a buon prezzo nelle bancarelle, come ad esempio la prima edizione dei Canti Orfici di Campana che oggi vale quasi 10.000 euro. Chi compra libri lo fa principalmente per passione, per investimento o per entrambi: i libri particolarmente rari e ricercati sono sempre stati quelli con valutazioni in crescita, come dimostrano i rialzi in asta provenienti da tutte le parti del mondo. Naturalmente i migliori investimenti sono quelli di lunga durata, purché tendenzialmente diversificati nelle materie». Nella sezione “Manoscritti e Incunaboli” dell'asta Gonnelli di gennaio uno straordinario Libro D'Ore siciliano pergamenaceo della seconda metà del XV secolo, con numerose miniature, è stato aggiudicato per 21.250 euro. Nella sezione dei “Libri dal XVI al XX secolo” la Encyclopédie méthodique, ou par ordre de matières; par une société de gens de lettres, de savants et d'artistes. Précédée d'un Vocabulaire universel del 1784 – 1817 di Charles-Joseph Panckoucke, una delle più imponenti imprese editoriali dell'Illuminismo, è stata aggiudicata a 20.000 euro contro una base di 9mila. Nella sezione dedicata alla collezione di libri illustrati di letteratura cavalleresca, galante ed erotica del professore ferrarese Vittorio Vigi, il volume “La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso con le figure di Giambatista Piazzetta alla sacra real maestà di Maria Teresa d'Austria” del 1745, è stato aggiudicato a 4.750 euro contro una base di 2.600 euro.

Autografi e altro. I manoscritti autografati sì, ma è importante anche il contenuto. Cresce la richiesta di documenti manoscritti autografi sia da parte dei collezionisti nazionali che da parte di quelli internazionali che, come precisa Manetti: «prediligono non tanto e non solo la firma, ma soprattutto il contenuto di un documento: autori come D'Annunzio, che non erano certo parchi nella scrittura, hanno maggiore richiesta se oltre alla firma aggiungono al documento un particolare argomento d'interesse, se poi il testo fosse addirittura inedito la quotazione sale ancor di più. Generalmente gli autografi più richiesti sono quelli di autori difficilmente reperibili nel mercato come ad esempio Heirich Heine che nella nostra ultima asta del 30-31 gennaio ha ottenuto notevoli rialzi fino ad essere aggiudicato per 16.250 euro contro una base di 500, oppure di personaggi molto celebri come Giacomo Leopardi che alcuni anni fa aggiudicammo a 13.000 euro. Altro criterio d'interesse è la popolarità dell'autore, come ci è capitato sempre in gennaio con un ritratto fotografico in bianco e nero dei Beatles con le loro firme autografe aggiudicati a 16.250 euro, contro una base di 500 !».
Cosa occorre osservare per un buon investimento. «Lo stato di conservazione di un multiplo come il libro a stampa (prodotto in un quantitativo di copie che variano dalle pochissime alle moltissime) condiziona pesantemente la sua valutazione – conclude Marco Manetti. – Si possono trovare esemplari della stessa edizione in condizioni eccellenti e in legatura coeva, oppure con difetti di conservazione e in legatura moderna (se poi addirittura incompleto delle pagine il valore crolla precipitosamente). La serietà del venditore sta principalmente nell'evidenziare i difetti e nel controllare la completezza di un'opera che si basa non solo sulla verifica dello stato fisico, ma anche attraverso un'attenta collazione delle sue parti attraverso i repertori bibliografici che indicano con precisione di quali parti si deve comporre quell'opera (volumi, pagine, tavole, ecc...). A differenza di molti altri beni nei quali spesso un colpo d'occhio è sufficiente per valutare il valore, il libro antico necessita per sua natura fisica un lavoro di controllo più lungo e più complesso che non tutti sono in grado di poter svolgere con competenza. Le descrizioni dei libri in catalogo si possono differenziare molto tra venditore e venditore, facendo quindi la differenza tra professionista e non professionista».
Prima asta di libri antichi. Il Ponte Casa d'aste di Milano ha creato il nuovo dipartimento di Libri, manoscritti e incisioni guidato dalla dottoressa Stefania Pandakovic, proveniente dalla Christie's di Londra, con la prima vendita programmata per il prossimo 22 maggio. Tra i lotti di maggior interesse, un rarissimo esemplare completo di tutte le tavole (60!) disegnate e colorate a mano da Francesco Hayez che raffigurano gli ospiti alla festa che si tenne durante il carnevale del 1828 nel palazzo del conte ungherese Batthyany. Il ballo si svolse il 30 gennaio e l'invito venne accolto con molto favore dalla nobiltà milanese : vi presero parte i Litta, i Borromeo Belgioioso, i Bagatti-Valsecchi, i Serbelloni, i Trivulzio, i Visconti raffigurati in costume così come il padrone di casa travestito da Capo dei Montenegrini e Hayez stesso nelle veci di Giulio Romano. Si tratta di un esemplare particolarmente raro e pregiato in quanto se ne conoscono pochissime copie complete (due copie sono andate in asta rispettivamente nel 1962 e 1966, di cui la prima non colorata a mano e la seconda con sole 22 tavole), probabilmente perché molti dei personaggi ritratti ottennero di poter tenere la tavola con la loro illustrazione. L'esemplare in asta ha una stima di 7-10mila euro. Un'altro volume di grande interesse è la prima edizione de I Sepolcri di Ugo Foscolo, appartenuta all'autore e con dedica autografa sul frontespizio (stima 8-12mila euro). Tra gli altri lotti più significativi, un esemplare manoscritto tardo-medievale dell'opera di Giovanni Boccaccio De mulieribus claris (Le donne famose) tradotta in volgare toscano dal Maestro Donato Albanzani da Casentino per Niccolò d'Este nel 1397: la copia del 1456 è valutata 15-25mila euro. Inoltre: un Libro d'Ore manoscritto francese del 1470 (stima 25-35mila euro), una seconda edizione dei quattro libri dell'architettura di Palladio (stima 3-5mila euro), Le Maccaroniche, un libro rarissimo del 1520 mai andato in asta (stima 3-5mila euro) e un'edizione del 1497 della Divina Commedia di Dante Alighieri (stima 5-8mila euro).
In asta daBolaffiantichi testi scientifici ambiti da re e nobili di tutta Europa: la casa d’asta di Torino, ormai veterana nel settore bibliofilo, proporne un’asta il 22 giugno a Milano, al Grand Hotel et de Milan, curata da Annette Pozzo e Cristiano Collari, interessante per i collezionisti di libri scientifici con antiche opere sui macchinari e sulle prime tecnologie. Il De re militari di Roberto Volturio del 1472, dedicato a Sigismondo Pandolfi Malatesta, signore di Rimini, viene considerato il primo libro di tecnologia moderna, il primo stampato a Verona ed il secondo libro italiano che contiene illustrazioni. L'opera, proposta con base 50mila euro, ebbe una larga divulgazione (ne possedevano copie Luigi XI re di Francia, il re d'Ungheria Mattia Corvino, il duca di Urbino Federico da Montefeltro e Lorenzo de' Medici. Ne fece pure uso Leonardo da Vinci per i suoi disegni di apparati militari. Nella stessa asta sarà proposta la seconda edizione latina del 1483 (base 30mila euro) e la prima edizione volgare (base 50mila euro). Particolarmente interessante anche un esemplare della prima edizione del trattato De re metallica di Georg Agricola del 1556 dedicata all'estrazione e alla lavorazione dei minerali utilizzati per la costruzione di macchine di ingegneria e di guerra (base 3mila euro).

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