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Frieze New York, successo per Novecento e contemporaneo

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Frieze New York, successo per Novecento e contemporaneo

Joan Snyder, Roxy Red Fugue
Joan Snyder, Roxy Red Fugue

Ha aperto ieri 5 maggio al pubblicoFrieze New York, in scena fino al 7 maggio nella cornice di Randalls Island, isola collocata a nord est di Manhattan e sconosciuta ai numerosi visitatori della fiera prima che il potente brand inglese vi calasse il suo padiglione la prima volta nel 2012. La preview di ieri, aperta rigorosamente su invito dalle 11 del mattino, era popolata da direttori di museo e curatori come Marc-Olivier Wahler, Anne Pasternak, Jens Hoffmann e Beatrix Ruf, ed è stata un successo, con corridoi affollati e un'apertura più decisa verso l'arte moderna. In un parterre di 203 gallerie, infatti, sono numerosi i dealer specializzati sul Novecento - tra le new entries figurano Axel Vervoordt, Castelli e Bernard Jacobson – e la scelta di aprire a questa fetta di mercato adombra in modo efficace il debutto newyorkese di Tefaf Spring, inaugurata in contemporanea al Park Avenue Armory (4-8 maggio).

La politica. In un'America disorientata dalla politica guerrafondaia e imprevedibile di Donald J. Trump, la resistenza del mondo dell'arte si mostra anche in fiera, tra attacchi letterali, immagini mediatiche e accostamenti contrastanti, tesi ad appropriarsi di toni e strategie del presidente in carica. Così è nello stand della galleria Nathalie Obadia, che espone la serie «America» (2001-04) del controverso fotografo Andres Serrano a prezzi da 35-70mila dollari a seconda del numero dell'edizione, e nella sequenza di stampe Trump è affiancato a un lavoratore immigrato di origini messicane. Da Thaddaeus Ropac, invece, la critica è più estesa e riguarda politica e società americana nel suo complesso, con i disegni a carboncino di Obama e Trump di Robert Longo, da circa 500mila dollari, e le sculture in legno, resina e metallo di una videocamera di sorveglianza e del logo di McDonald di Tom Sachs, da 80-200mila dollari. L'interesse del pubblico si estende anche alla politica del corpo, dove a raccontare precarietà e incertezza della società contemporanea sono sculture più silenziose e fragili, come quelle di Piotr Lakomy, giovane artista polacco presentato da The Sunday Painter a 4-12mila dollari.

. Continua, inoltre, l'attenzione all'arte al femminile, attualmente in mostra al MoMA nella collettiva «Making Space: Women Artists and Postwar Abstraction» e al Brooklyn Museumin «We Wanted a Revolution: Black, Radical Women 1965-85». Tra le protagoniste in entrambe le istituzioni, c'è Barbara Chase-Riboud, afroamericana di origine ed europea di adozione, che a Frieze ha uno stand dedicato dalla galleria Michael Rosenfeldcon opere scultoree da 125mila a 475mila dollari in cui sperimenta materiali e significati nella storia dell'arte e nel rapporto tra maschile e femminile. Da Salon 94 ci sono i quadri iperrealistici e soft porn da 165-475mila dollari di Marilyn Minter, che proprio al Brooklyn Museum ha avuto la sua consacrazione con una personale che termina proprio questo weekend. Infine, non passa inosservato lo sfarzoso stand di Hauser & Wirth offerto alle rivendicazioni artistiche di Lorna Simpson, con dipinti e sculture su temi di razza e genere a 150-300mila euro. La presentazione, di rilievo ma anche molto commerciale, segna l'inizio della collaborazione tra galleria e artista, che ha lasciato Salon 94 il mese scorso.

Le biennali. Infine, Frieze New York anticipa l'inaugurazione della Biennale di Veneziadi appena una settimana e si sovrappone alla Biennale del Whitney, con il risultato che molti galleristi mettono in mostra gli artisti invitati. È il caso di Tala Madani da David Kordansky, che tra Whitney e MoMA è una delle giovani artiste più celebrate di questo 2017, merito di un corpus di opere di grande impatto visivo che interroga stereotipi e identità nella società di oggi con gusto pop e immagini viziose. La galleria ha venduto in poche ore tutte le opere in stand a prezzi tra 22mila e 110mila dollari. Da Zeno X, invece, in uno stand curato con numerosi artisti della galleria, emergevano in particolare i dipinti di Mircea Suciu e le fotografie monocrome di Dirk Brakeman, che vedremo al Padiglione Belga in Biennale. Le opere dei due artisti, in vendita tra 20-28mila dollari, rimettono in discussione il nostro rapporto con le immagini, negando informazioni di contesto e appigli narrativi che facilitano il consumo frenetico e il bombardamento visivo cui siamo esposti nell'era di internet.

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