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Brancusi da record e le muse di Picasso trascinano il moderno da Christie’s New York

L'asta d'arte impressionista e moderna proposta da Christie's a New York la sera del 15 maggio conferma le aspettative di un mercato in salute, soprattutto nella fascia altissima di prezzo, oltre i dieci milioni di dollari. I 43 lotti venduti su 55 proposti (inusualmente ritirato il primo lotto, un dipinto di Picasso), pari ad un accettabile 78% per numero, ma soprattutto per un ben 96% per valore, hanno portato un ricavo totale di quasi 290 milioni di dollari, non lontano dalla stima alta pre-asta di 307 milioni di $ (207 milioni quella bassa), dopo l'aggiunta delle commissioni assenti nelle stime. Si tratta di un valore doppio rispetto all'anno precedente, con un numero di lotti venduti inferiore.
La discrepanza fra venduto per lotto e per valore ci dice chiaramente che i lotti che hanno sofferto sono quelli sotto o attorno al milione di dollari (con l'eccezione di un ritratto di Soutine stimato 3,5-4,5 milioni), mentre i primi sette lotti per realizzo superano tutti la soglia dei 10 milioni di $ e i primi quattro sono responsabili di circa la metà dell'asta.

Brancusi record e scultura. L'attenzione era giustamente focalizzata sulla scultura di Brancusi «La Muse Endormie», lungamente contesa al telefono ed in sala fino a superare agilmente la stima di 25-35 milioni e venire aggiudicata per 57,4 milioni, secondo fonti in sala a Tobias Meyer, già banditore da Sotheby's e ora art advisor. La rarità della piccola scultura bronzea dipinta a foglia d'oro e la sua importanza storica per lo sviluppo della scultura moderna giustificano il prezzo record, che rimane tuttavia ben al di sotto dei valori di Giacometti, leader del settore. È rimasto, invece, invenduto un dipinto dello stesso Brancusi.
L'asta proponeva una buona selezione di 12 sculture, fra cui cinque lavori (quattro aggiudicati oltre le stime alte) di Henry Moore guidati dal bronzo «Large Four Pieces Reclining Figure» che ha superato la stima alta di 8 milioni, aggiudicato a 8,2 milioni di $ con le commissioni. Invendute due statue, mente un cavaliere di Marini è stato aggiudicato sotto le aspettative.

Il maestro catalano. Il contributo di Picasso all'asta è stato essenziale: due suoi dipinti di periodo diversi e ispirati da due diversi amori. Il più piccolo ritratto di Dora Maar del 1939, ha confermato la stima di 35-50 milioni fermandosi probabilmente in mani cinesi a 45 milioni di $ con le commissioni, un buon risultato rispetto ai 29 milioni spesi nel 2011 per la stessa opera, mentre il precedente «Femme assise dans un fauteuil» raffigurante la moglie Olga nel 1920, a cavallo fra una visione cubista e il ritorno al classicismo, ha raggiunto la stima alta di 30 milioni di $. Hanno trovato compratori anche altri due lavori del maestro catalano, ma con minor entusiasmo.

La Collezione Cleveland Clinic. Sempre in ambito cubista si segnala un lavoro di Braque del 1911 «Le Gueridon» che ha superato ampiamente la stima fermandosi a 10 milioni di $, facente parte di un gruppo di sei lotti della Collezione Cleveland Clinc, fra cui anche uno grande tela di Chagall del 1939 che ha superato la stima a 14,6 milioni di $ e un lavoro surrealista di Max Ernst del 1946 che si è fermato oltre la stima a 6,4 milioni di $.

Pittura Impressionista. Buoni risultati in generale per i paesaggi impressionisti, ben rappresentati da quattro lavori di Monet ,tutti venduti sebbene attorno alle stime basse, per un totale di 23,4 milioni di $, di cui metà dovuti ad un paesaggio innevato del 1879 a Vetheuil passato di mano a 11,5 milioni da una stima di 10-15 milioni di $. Il testimone di questa lunga settimana d'aste a New York passa ora a Sotheby's con un analogo catalogo per la sera del 16 maggio.

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