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Record per la scultura moderna da Sotheby’s New York

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Record per la scultura moderna da Sotheby’s New York

L'asta di arte impressionista e moderna proposta daSotheby's la sera del 16 maggio ha portato realizzi in linea con le aspettative, con 37 lotti venduti sui 50 effettivamente offerti (74% per numero e 86% per valore) per un totale di quasi 174 milioni di dollari, entro la stima pre-asta di 147-210 milioni anche prima dell'aggiunta delle commissioni.
Top lot Schiele ritirato. Le stime sono state drammaticamente rivedute al ribasso nel momento in cui, ad inizio asta, è stato annunciato il ritiro del lotto principale del catalogo, un lavoro giovanile di Egon Schiele dipinto all'età di 19 anni ed evidentemente valutato eccessivamente a 30-40 milioni di dollari, pur mancando di quei tratti drammatici pittorici che sono tipici dell'artista viennese.
La casa d'aste non ha fornito spiegazioni per la decisone, che pare però probabilmente legata all'assenza di sufficiente interesse per il lavoro.

Il ruolo chiave della scultura. Come già per l’asta di Christie’s della sera prima, a guidare anche questo incanto è stato un gruppo di sculture moderne, 11 lavori fra cui spiccano tre nuovi record per altrettanti artisti, a cominciare da un bronzo del surrealista Max Ernst concepito nel 1944, raffigurante un diavolo che gioca a scacchi, lungamente conteso fino a 16 milioni di $, quattro volte la stima bassa, grazie anche alla provenienza dalla collezione di un altro artista celebre, Robert Motherwell.
Record anche per Jean Arp e Germaine Richier, rispettivamente a 5 e 3 milioni, mentre ha sfiorato 11 milioni un «Busto di Diego» di Alberto Giacometti e 7,5 milioni una donna seduta di Henry Moore, entrambi della seconda metà degli anni '50. Prezzo record anche per un oggetto di design insolitamente proposto in un asta di diversa categoria: una biblioteca di Diego Giacometti che frantuma le stime superando 6 milioni di $. Le opere di scultura hanno così contribuito all’incanto per 54 milioni di dollari, oltre le stime alte di 41 milioni.

La pittura: Malevich e Monet. A completare il quadro una composizione suprematista di Kazimir Malevich del 1915, che ha superato agevolmente la stima di 12-18 milioni per fermarsi a 21,2 milioni di $, prezzo più alto della serata una volta ritirato il lavoro di Schiele. Ha contribuito al bilancio positivo anche una tarda composizione di Ninfee di Claude Monet dai toni verdognolo e violacei, passata di mano a 16 milioni entro la stima di 14-18 milioni di $, e un paesaggio impressionista del borgo di Vetheuil aggiudicato a 5 milioni di $.
Sotto tono la partecipazione di Pablo Picasso, nonostante il buon risultato di un autoritratto all'età di 88 anni che si è fermato a 11 milioni, da una stima di 8-12 milioni. Sono restati invenduti, invece, una tela tarda degli anni '60 e una composizione cubista de 1911, stimata 5-7 milioni di $.
Ottimo risultato per un lavoro metafisico di Giorgio de Chirico del 1917, «Il sogno di Tobia» che è passato di mano a 9,3 milioni all’art advisor Ruth Catone, bene anche la «Natura morta» del 1953 di Giorgio Morandi, dalla stima 600-800mila dollari è adnata per 1.152.500 dollari con le commissioni all’art advisor David Nisinson, mentre un disegno futurista («Disgregazione x velocità, penetrazione dinamiche d'automobile» stimato 1,8 - 2,5 milioni di $) di Giacomo Balla non ha trovato compratori. Molti i lavori garantiti, fra cui praticamente tutte le sculture record e le ninfee di Monet. Le aste riprendono il 17 e 18 maggio con i cataloghi di arte del dopoguerra e contemporanea.

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