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La maison-atelier di Renoir a Essoyes dopo il restauro diventa museo

Musei e biennali

La maison-atelier di Renoir a Essoyes dopo il restauro diventa museo

Dopo quattro anni di restauri conservativi, la maison-atelier di Pierre Auguste-Renoir (1841-1919) a Essoyes è pronta ad aprire le porte ai visitatori. In uno dei più incantevoli capolavori del pittore impressionista, la celebre composizione all'aperto «Le déjeuner des canotiers» (1881) conservata dal 1923 nella straordinariaPhillips Collectiondi Washington, troviamo in primo piano, seduta a coccolare un cagnolino tra amici e ospiti dell'Hotel-ristorante Fournaise, sull'isolotto di Chatous, sulle rive della Senna, Alice Charigot, una sartina di Essoyes che il pittore aveva incontrato un anno prima e che diventerà dieci anni più tardi, nel 1890, sua moglie.

A quarant'anni il pittore trovò l'amore e grazie ad Alice scoprirà anche il delizioso borgo di vignaioli di Essoyes, nell'Aube, tra le regioni dello Champagne e della Borgogna, a 230 km da Parigi, dove acquisteranno nel 1896 una casa semplice e spaziosa che diventerà il loro ritiro estivo per 23 anni, fino alla morte dell'artista. All'età di 55 anni è finalmente proprietario per la prima volta di una casa, immersa nella splendida campagna che circonda il piccolo villaggio che conta oggi poco più di 700 abitanti. La maison entrò nelle disponibilità della Ville d'Essoyes nel 2012 dopo che la pronipote del pittore Sophie Renoir la vendette al comune per 600.000 euro.

Il restauro, costato alle casse comunali circa 1 milione di euro, ha permesso di mettere a norma l'edificio installando ascensori per disabili, climatizzando le sale e la cucina, rinforzando le pavimentazioni in modo da poter accogliere gli importanti prestiti che giungeranno da tre istituzioni museali di Francia per l'inaugurazione ufficiale del 3 giugno prossimo: una scultura si metterà in viaggio dalla seconda casa-museo del maestro, ilRenoir Museum di Cagnes-sur-Mer; un ritratto, quello di Catherine Hessling, attrice che due anni dopo la morte del pittore sposerà il figlio regista Jean, arriverà dal Musée des Beaux-Arts in Rouen; mentre dal Musée des Beaux-Arts in Bordeaux verrà prestato un paesaggio dipinto proprio a Essoyes.

Il figlio Jean Renoir, regista tra i più grandi del Novecento, nella biografia del padre (Renoir, mio padre. Adelphi) descrisse in modo suggestivo la campagna e i paesini che circondano Essoyes: «Venendo da Parigi, l'incanto comincia 15 chilometri prima di arrivarci, quando d'improvviso dalla pianura della Champagne si passava alle collinette sassose e coperte di vigneti poste all'inizio di un villaggio chiamato Bourguignons, nel quale si può ancora vedere la grossa pietra dei re che separava la Champagne dalla Borgogna». A mezz'ora di macchina da Essoyes, si trova il Musée d'Art moderne della cittadina di Troyes, che si prepara collateralmente ad inaugurare il 7 giugno una mostra dal titolo «Una autre Renoir» con 40 dipinti del pittore e altri di maestri tra cui Pablo Picasso, provenienti da collezioni pubbliche e private, per mettere in luce l'influenza della natura e dei colori del paesaggio del borgo di Essoyes sull'opera di Renoir, riprodotti molte volte dalla sua screziata tavolozza, che gli fecero un giorno esclamare: «Amo i dipinti che mi fanno venir voglia di passeggiarci dentro». Qualcosa del maestro dell'Impressionismo vive ancora in questo piccolo borgo, perché qui riposano le sue spoglie e dei suoi familiari, tante volte ritratti nelle sue preziose tele: il figlio regista Jean, Pierre Renoir e Claude Renoir, tutti sepolti nel cimitero del paese.

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