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Aste primaverili, eccesso di offerta per gli autori moderni e contemporanei…

Mercato dell'arte

Aste primaverili, eccesso di offerta per gli autori moderni e contemporanei italiani

Bertolami Fine Arts 24 maggio tre tempere e matita su tela, 60x81,5 cm ciascuna, Figura femminile con flauto traverso, Allegoria Cortot, Musique, di Elisabeth Chaplin realizzo 6.600 euro
Bertolami Fine Arts 24 maggio tre tempere e matita su tela, 60x81,5 cm ciascuna, Figura femminile con flauto traverso, Allegoria Cortot, Musique, di Elisabeth Chaplin realizzo 6.600 euro

Maggio in Italia è risultato troppo affollato di aste di arte moderna e contemporanea. Il numero eccessivo di lotti sul mercato e una domanda inferiore alle attese ha prodotto un risultato mediocre con pochi top lot e autori italiani un po' inflazionati.
È in sintesi quanto emerge dall'analisi delle più importanti aste primaverili, confermato del parere di Gherardo Rusconi, direttore del dipartimento presso Capitolium Casa d'aste, che ha battuto la vendita il 4 maggio. “L'asta è stata piuttosto fiacca dal punto di vista della risalita dei lotti. Quindi aggiudicazioni non all'altezza della qualità delle opere. Complice l'assembramento di licitazioni in questo periodo, l'asta ha infatti registrato una bassa presenza di partecipanti che ha ovviamente inficiato il risultato finale. Una significativa offerta superiore alla domanda sta creando colli di bottiglia nei periodi caldi dell'anno. A nostro giudizio questa dinamica non è dovuta tanto all'eccessiva offerta di lotti ma a una mancanza di maturità del mercato dell'arte che, soprattutto per ragioni fiscali e per via di una cattiva gestione della maggioranza degli archivi degli artisti, non riesce ad attirare la domanda. Fortunatamente, la presenza degli stranieri continua a mantenere continuità, soprattutto nella parte alta delle aggiudicazioni”.

Flessione di Angeli, Festa e Schifano da Boetto a Genova.L'asta del 3 maggio di Boetto ha fatturato 2 milioni di euro col 65% di lotti venduti. “Abbiamo riscontrato un incremento di acquirenti dall'estero ¬ - ha dichiarato Marco Canepa -, soprattutto per gli artisti contemporanei. Lieve flessione, invece, degli artisti come Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano dovuta ad un'emissione doviziosa di opere sul mercato”. Tra i top lot, una «Piazza d'Italia» di fine anni '60 di Giorgio de Chirico, olio su tela 61,5 x 52,7 cm, firmato e datato, con un'autentica della Fondazione, venduto a 209.100 euro, un «Cristo in terracotta» di Lucio Fontana, 55 x 35 cm, firmato e datato, venduto a 98.400 euro, una pittura laser, olio e materiali vari di Paik Nam June del 1988, «Beuys' Voice», 192 x 196 x 10 cm, firmato e datato, con un ricco pedigree espositivo, aggiudicato a 152.163 euro.

Scheggi da Capitolium sotto la stima minima. L'asta del 4 maggio a Brescia di Capitolium Casa d'aste ha fatturato 749.080 euro con l'80% dei lotti venduti e il 67,70% del venduto sul valore. Un acrilico su tele sovrapposte di Paolo Scheggi del 1966, Intersuperficie curva del rosso e bianco, stimato 140-180mila euro ne ha realizzato 122mila, una scultura in marmo bianco di Carrara di Pablo Atchugarry del 2006, Senza titolo, stimata 60-80mila euro, ne ha realizzati 85.400, un olio su tela di Piero Dorazio del 1984, Piani, stimato 30-40mila euro, è stato aggiudicato per 35.380.

Gli artisti del gruppo T e del gruppo N sugli scudi da Cambi a Milano. L'asta del 9 maggio diCambi nei saloni milanesi di Palazzo Serbelloni ha totalizzato 1.277.000 euro col 60% dei lotti venduti, col 94% in valore e il 33% del venduto su piazza internazionale. Grande interesse in particolare per l'arte informale, la pittura analitica, la pop italiana e per un piccolo nucleo di opere del gruppo T e del gruppo N. Del gruppo T sono stati venduti lavori di Gabriele De Vecchi, Davide Boriani e Giovanni Anceschi (di quest'ultimo la Tavola delle possibilità liquide del 1959 ha raggiunto il prezzo record di 51.250 euro da una stima iniziale di 20-25mila). De gruppo N sono state aggiudicate due opere di Alberto Biasi, ovvero una bella «Trama» del 1959 è passata ad un collezionista venezuelano per 23.750 euro, mentre un rilievo in pvc su tavola intitolato «Dinamica alterna» del 1964 è stato assegnato ad un collezionista italiano per 31.250 euro. Tra i top lot, un'opera del 1977 di Riopelle della serie degli Iceberg, «Iceberg nr.19», tela estroflessa e tempera vinilica, 70 x 60 cm, è stata aggiudicata ad un acquirente straniero per 68.750 euro. Da segnalare anche un'inaspettata vendita di un piccolo e prezioso olio di Italo Ferro, «Aeropittura», 41 x 29 cm, che da una stima di 5-6mila euro è stato scambiato per 21.250.

Il collezionismo internazionale sulle opere storiche da Minerva Auctions. L'asta dell'11 maggio di Minerva Auctions a Roma ha totalizzato 1 milione di euro, premiando la storia e la qualità. “In un pomeriggio pieno di sorprese per una sala internazionale, i forti rilanci dall'estero hanno acceso i riflettori sulla capitale, con una buona performance per le avanguardie storiche, il cubismo, il futurismo e l'espressionismo” ha spiegato Fabio Bertolo, titolare della società. Al top, una piccola «Natura morta», olio su tavola del 1916 di Alberto Gleizes, 34 x 25,7 cm, da una stima di 50-70mila euro, volato a 108.750, mentre una tecnica mista su tavola del 1930 di Lorenzo Viani, «I velieri», 100 x 200 cm, da una stima di 20-30mila euro è balzato a 100mila euro. Una tecnica mista del 1920 del futurista Giacomo Balla, «Fiori+leggerezza+espanzione», 45 x 47 cm, ha realizzato 56.250 euro contro una stima di 45-60mila, mentre di Frantisek Kupka, una piccola tecnica mista del 1932 «Disques et traits noir», 31,1 x 29,3 cm, ha raddoppiato la stima di 15-25mila euro, fermandosi a 48.750. Buona performance da Minerva Auctions per Mario Schifano, con «Futurismo rivisitato», smalto su carta su tela del 1979, 130 x 190 cm, che ha raddoppiato la stima di 10-15mila euro fermandosi a 32.500, mentre di Franco Angeli il suo nylon e calicò su tela del 1960, «Trasparenza», 72 x 55 cm, stima 20-30mila euro, si è fermato a 25mila.

Giuseppe Uncini leader da Meeting Art a Vercelli. Anche in questa tornata di vendite dal 6 al 21 maggio Meeting Art ha fatturato 2.196.903 euro con l'89,67% di lotti venduti, confermando il trend favorevole per lo scultore di Fabriano Giuseppe Uncini, scomparso nel 2008, la cui opera «Architetture - scultura armadio n.1» del 2007, cemento e ferro su legno 60,5 x 15 cm + armadio in cipresso 120 x 75 x 33,5 cm, opera non firmata che “presentava diverse abrasioni e ammaccature”, dichiarato su foto dell'Archivio, è stata aggiudicata per 45mila euro. Un acrilico storico di Enrico Castellani del 1988, Superficie bianca, 80 x 110 cm, facente parte di un polittico bianco 270 x 240 cm, è stato aggiudicato per 150mila euro.

Artisti di nicchia da Bertolami Fine Arts a Roma. “L'appuntamento del 24 maggio è tradizionalmente dedicato all'arte italiana del periodo compreso tra i primi del ‘900 e gli anni '70, con particolare attenzione alla pittura e scultura figurativa della prima metà del secolo, per un pubblico di veri conoscitori del tutto impermeabile alle tendenze del mercato” ha illustrato da Giuseppe Bertolami, amministratore unico di Bertolami Fine Arts di Roma che a Palazzo Caetani Lovatelli ha lecitato l'asta con un fatturato di 430.312,50 euro, il 53% dei lotti venduti e il 57,2% in valore. Battuto per 25mila euro, contro una stima di 20-25mila, un inchiostro su carta bianca, 49,5 x 168,5 cm, «Figura sdraiata» del 1913 di Adolfo Wildt, artista originale e di ostica catalogazione, cartone preparatorio per un bassorilievo che si sarebbe dovuto eseguire in marmo. Eccentrica è anche la figura di Elisabeth Chaplin, una delle maggiori pittrici europee del ‘900, presente in asta con tre studi preparatori realizzati alla fine degli anni '20 quando otteneva la committenza di vasti cicli a soggetto mitologico destinati a edifici civili e religiosi per i quali proponeva forme che risentono della tendenza, dominante in Europa, del ritorno all'ordine. Le sue tre tempere e matita su tela, 60 x 81,5 cm ciascuna, «Figura femminile con flauto traverso», «Allegoria Cortot», «Musique», hanno realizzato 6.600 euro. Tra le poche opere di artisti non italiani, una grande tela di Hsiao Chin, da molti considerato uno dei più grandi artisti cinesi viventi, «Nirvana – Il cuore vuoto», 1978, olio su tela 250 x 250 cm, è stata aggiudicata per 22.800 euro (stima 19-25mila). Nei suoi sessant'anni di ricerca intorno al linguaggio dell'astrazione, il pittore di Shanghai naturalizzato milanese è riuscito a rinnovarsi con costante freschezza.

Wannenes a Milano varca la soglia del milione di euro. L'appuntamento del 25 maggio presso Wannenes nei prestigiosi spazi milanesi di Open Care, ha totalizzato 1.004.781,5 euro col 51,6% dei lotti venduti e l'80% in valore. “Il nostro dipartimento di arte moderna e contemporanea, che per la prima volta ha varcato la soglia del milione di euro, - ha commentato Guido Vitali, responsabile del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, insieme Massimo Vecchia, co-responsabile dalla primavera 2016, - ha sempre di più una vocazione internazionale con collezionisti che ricercano l'eccellenza e l'originalità dei maestri del XX secolo e di quelli contemporanei”: top lot una grande tela di Piero Dorazio del 1977, «Giallino», 190 x 210 cm, che da una stima di 90-110mila euro ne ha realizzati 173.600, seguita da «Negativo-Positivo» del 1951 di Bruno Munari, proveniente dalla Collezione di Arturo Schwartz di Milano, stimato 18-22mila euro e aggiudicato a 47.120 euro e da «Pittura-azione N°0/0», tecnica mista su tela del 1984 di Herman Nitsch, uno dei protagonisti dell'Azionismo Viennese, stimata 28-38mila euro e aggiudicata a 43.400. Di rilievo anche diverse aggiudicazioni, ben al disopra della stima, come la tela di Hussein Madi del 1969, «Senza titolo», volata da una stima di 2.400-2.600 euro a 32.240 e il bronzo di Arnaldo Pomodoro dal titolo «Disco in forma di rosa del deserto, Studio II» (una delle cinque prove d'artista esistenti assieme ad altri nove esemplari, dal diametro di 18 cm) che da una stima di 9-12mila euro è stato aggiudicato per 29.760.

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