ArtEconomy24

L’Italia degli Old master e dell’Ottocento richiama il…

mercato dell’arte

L’Italia degli Old master e dell’Ottocento richiama il collezionismo straniero

Pandolfini. La morte al tavolo dell'avaro, olio su tela di Giovanni Martinelli, artista del XVII secolo aggiudicata a 186 mila euro
Pandolfini. La morte al tavolo dell'avaro, olio su tela di Giovanni Martinelli, artista del XVII secolo aggiudicata a 186 mila euro

Sugli scudi i dipinti e le sculture antiche e dell'Ottocento di grande qualità artistica e di maestri affermati hanno caratterizzato il mercato delle aste nazionali a maggio, in particolare da Pandolfini, richiamando compratori italiani e internazionali. Una fondazione bancaria ha acquistato da Minerva Auctions a Roma un'importante tela di Bernardino Campi.

Sugli scudi nature morte e vedute italiane. L'asta di dipinti antichi organizzata da Pandolfini a Palazzo Ramirez Montalvo Firenze il 16 maggio ha raccolto oltre 1,3 milioni di euro, registrando per alcune opere un notevole incremento sulle stime iniziali. Top lot della vendita è risultato «La morte al tavolo dell'avaro», olio su tela di Giovanni Martinelli, artista del XVII secolo: l'opera, commissionata al pittore toscano da monsignor Lorenzo Corsi, che visse tra Firenze e Roma gravitando nella cerchia dei principi Barberini e dei Medici, è stata aggiudicata a 186mila euro, dopo una serrata competizione tra collezionisti e mercanti italiani e stranieri. Un'altra disputa particolarmente vivace tra i presenti in sala e i telefoni collegati con compratori italiani e internazionali ha portato alla vendita per 179.900 euro de «La Resurrezione di Cristo», un dipinto a olio su tavola di artista romano attivo nella seconda metà del XVI secolo. È plausibile che l'identità dell'ignoto autore sarà presto svelata a seguito di un doveroso intervento di pulitura, se è vero com’è vero che da una stima iniziale di 35-45mila euro quest'opera potente in pochi minuti ha quadruplicato il suo valore. A confermare il successo per la pittura del Cinquecento anche i 37.500 euro con cui è passata di mano la tavoletta di Girolamo Sciolante da Sermoneta, «Madonna con Bambino e San Giovannino», rarissima nel catalogo dell'artista per le piccole dimensioni e la destinazione privata (un raffinato disegno preparatorio è conservato oggi nelle collezioni reali inglesi a Windsor). Si è registrato anche un nuovo e crescente interesse per le nature morte, un'attenzione che se anche non raggiunge ancora l'intensità degli anni '90 è in controtendenza all'andamento del mercato dell'ultimo decennio. Una coppia di inedite nature morte del pittore tedesco Franz Werner Tamm, detto Daprait, «Frutta, ortaggi e fiori all'aperto con una figura femminile» e «Natura morta con selvaggina e un cacciatore», è stata aggiudicata per 58.750 euro. Da segnalare anche i 47.500 euro ottenuti, nonostante la notifica, dalla coppia di «Vasi di Fiori» di Mario Nuzzi, detto Mario de' Fiori, pittore barocco romano del XVII secolo, poi «Pesci, recipienti di rame e un gatto su un piano di pietra» di Giuseppe Recco, pittore barocco attivo in Spagna e a Napoli nel XVII secolo, passato di mano per 44.100 euro. Successo nella vendita anche per la scultura: 73.750 euro è stata la cifra battuta per la bella testa di «Marco Aurelio», realizzata nel XVII secolo ma non inferiore al suo modello antico. Bene anche per la ritrattistica, come per un inedito ritratto di «Cosimo III de Medici» di Giusto Sustermans, pittore fiammingo di stile barocco del XVII secolo, venduto per 27.500 euro. Buoni risultati anche per i dipinti di veduta, tra cui spiccano i 52.500 euro con cui è passato di mano l'inedito dipinto di un artista della Cerchia di Francesco Guardi che propone uno degli scorci più pittoreschi della Serenissima, il «Canal Grande con il Ponte di Rialto, il Fondaco dei Tedeschi e il Palazzo dei Camerlenghi», i 46.500 euro della scena romana di Antonio Joli, «Veduta del Tevere con Castel Sant'Angelo e San Pietro», e i 31.250 euro per l'ampia «Veduta di Campo Vaccino» (nome con cui venivano chiamati nel XVI e XVII secolo i Fori Imperiali) della produzione olandese italianizzante firmata da Jacob van Huchtenburgh (1647-1733).

Focus sui Macchiaioli. Ancora il 16 maggio, da Pandolfini a Firenze, la vendita di Dipinti e sculture dell'Ottocento ha totalizzato 643mila euro con una plusvalenza sulle riserve delle opere aggiudicate mediamente del 30% che nella totalità hanno raccolto il 125% delle stime minime. Il catalogo proponeva una panoramica di dipinti delle maggiori Scuole italiane, particolare attenzione è stata riservata a una selezione di piccoli quadri dei Maestri macchiaioli dell'800 e ‘900 il cui nucleo principale era costituito da autori toscani. Top lot della vendita, l'importante olio su tela «Ombre e suoni» di Renato Natali, che ha battuto ogni record precedente dell'artista, passando di mano a 65mila euro, e la tela «Sulla spiaggia» di Emilio Gola, che dopo una gara decisamente combattuta, è stata venduta per 57mila euro. Amedeo Bocchi, pittore molto raro, con il suo quadro «Lezioni di pittura» ha animato la sala raggiungendo la cifra di 38.750 euro, mentre l'opera «Borgo Albizi» di Firenze di Telemaco Signorini ha chiuso la sua gara a 37.500 euro. Buone anche le performance ottenute dalle opere della Collezione degli Eredi Gigante, fra tutte spicca la vendita per 20.600 euro della bellissima terracotta «I Parassiti» di Achille D'Orsi.

Una fondazione bancaria punta sull'antico. L’asta di dipinti antichi e arte del XIX secolo da Minerva Auctionsa Roma il 23 maggio ha totalizzato 622.050 euro, col 51% di lotti venduti e col 77% del venduto sul valore. Nella sezione Old Master protagonista della vendita è stata la tela «San Giovanni Battista nel deserto» di Bernardino Campi, firmata e datata nel 1575, tela ben documentata nelle fonti antiche: commissionata dal monsignor Lorenzo Regazzo, originariamente per la chiesa cremonese di San Gallo, poi si perse traccia della tela, in seguito ritrovata in una collezione privata mantovana, giunta per vie ereditarie. È stata acquistata da una fondazione bancaria italiana collegata al telefono che se l'è aggiudicata per 112.500 euro e che per il momento preferisce rimanere anonima. La rarità del pittore e la provenienza certa hanno rappresentato il plusvalore raggiunto in asta, partendo da una stima di 50mila euro. Il prezzo pagato rappresenta il secondo lotto più caro mai aggiudicato in asta da Campi, dopo «Il ritratto di giovane gentiluomo a mezzo busto», venduto a New York da Christie's nel 2015 per 140mila dollari. Top lot della sezione dedicata al XIX secolo è stata la tavoletta di Giovanni Boldini «Alaide in abito bianco (Riposo lungo il sentiero)» che partiva da una stima minima di 40mila euro e dopo una serrata gara è stata aggiudicata per 87.500 euro. Parte di un piccolo ma significativo nucleo di dipinti di Boldini raffiguranti «Alaide Banti», la figlia di Cristiano Banti, pittore e collezionista esponente del gruppo dei Macchiaioli, ritratta in una posa disinvolta e rilassata. Alaide fu una presenza costante nella vita di Giovanni Boldini, che giunse a farle una tardiva proposta di matrimonio nel 1903, e forse non è un caso se la tavoletta compare fra le opere ritrovate nello studio del pittore alla sua morte.

Nuove generazioni si affacciano agli Old Master. Il 24 maggio si tenuta un'asta di dipinti antichi e del XIX-XX secolo (oltre che di oggetti d'arte ed arredi) presso Blindarte di Napoli che ha fatturato 380.816 euro col 40,25% dei lotti venduti e col 46,30% del venduto sul valore. «L'asta conferma i segnali di ripresa visibili già nell'anno precedente, con l'incremento del fatturato e il ritorno d'interesse da parte di un pubblico più ampio che comprende nuovi collezionisti napoletani, anche appartenenti a generazioni più giovani» ha commentato Francesco Bizzarro, esperto del dipartimento della casa d’aste. Top lot: un olio su tela 128,5 x 154 cm di Francesco De Mura, pittore napoletano del XVIII secolo, «Diana ed Endimione», venduto per 81.840 euro. Altre vendite di dipinti antichi hanno caratterizzato il mercato nazionale a maggio. La vendita di Cambi a Genova del 17 maggio dedicata ai dipinti e disegni antichi, pur fatturando 1.146.00 euro, ha sofferto una bassa percentuale di lotti venduti (il 38% di cui il 41% all'estero) e una percentuale del 43% del venduto sul valore: esitati sul mercato estero una coppia di dipinti «Figura di cavaliere di Malta e Imperatore turco Baiazetes I» della Scuola veneta dell'inizio del XVII secolo per 156.250 euro e l'olio su tela «Isacco benedice Giacobbe» di Gioacchino Assereto (Genova XVII secolo) per 120mila euro. Nella vendita di dipinti e sculture del XIX e XX secolo organizzata a Milano daIl Ponte Casad'asteil 19 maggio, che ha totalizzato 605mila euro col 72,82% dei lotti venduti e col 105,78% del venduto sul valore, il top lot è risultato un pastello colorato su cartone 38 x 46,5 cm di Federico Zandomeneghi, «Figure femminili» del 1894, aggiudicato per 112.500 euro contro una stima di 70-80mila. Infine Wannenes a Genova ha organizzato il 31 maggio una vendita di dipinti antichi e del XIX secolo che ha totalizzato 1.526.187 euro col 61,4% di lotti venduti e con l'81,5% del venduto sul valore. Nella sessione degli Old Master (1.196.681 euro di fatturato, 66,2% di lotti venduti e 119,8% sul valore) spicca «Ciro sacrifica all'idolo Bell», olio su tela 216 x 330 cm realizzato a tre mani da Jan Ross, Stefano Camogli e Domenico Piola nel XVII secolo, stimato 40-60mila euro ne ha realizzati 86.800: una tela che appare come un tripudio pittorico fatto di sguardi, gesti, fiori, frutti, metalli preziosi, luci e bagliori. Significativa pure l'opera di un pittore francese del XVII-XVIII secolo molto vicino agli stilemi di Simon Vouet, quando l'artista era in Italia tra il 1612 e il 1627, e più precisamente a Roma, l'«Allegoria dell'Abbondanza», 175 x 160 cm, aggiudicato a 39.680 euro. «L'originalità del soggetto unita a una indubbia qualità pittorica rendono molto appetibili queste opere al gusto sofisticato e estremamente informato del mercato collezionistico che ama possedere dei capo d'opera di ogni epoca» ha sottolineato Antonio Gesino, responsabile del dipartimento Dipinti Antichi di Wannenes, che conclude: «Avendo gusto e curiosità di conoscere, questo è un periodo estremamente stimolante del mercato, che offre vere e proprie gemme a prezzi veramente interessanti». Nella sessione dedicata al XIX secolo (fatturato 329.506 euro, 50% di lotti venduti e 134,2% sul valore) il top lot è stato un olio su tela di Filippo Carcano, «Vapori in ormeggio a Venezia», 64 x 123 cm, che da una stima di 4-6mila euro ha raggiunto 47.120 euro.

© Riproduzione riservata